Presso la Citroniera di Ponente della Palazzina di Caccia di Stupinigi, si apre un capitolo affascinante della storia del costume e della tecnica. La mostra “Sulle strade della Regina” non è soltanto un’esposizione di mezzi d’epoca, ma un viaggio che documenta il passaggio epocale dalla carrozza all’automobile moderna.

Tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, il mondo ha vissuto una trasformazione profonda della mobilità. L’allestimento mette per la prima volta a confronto diretto l’eleganza formale delle carrozze ottocentesche con l’audacia meccanica delle prime vetture a motore. È un percorso che attraversa un secolo di cambiamenti culturali, dove la lentezza e la ritualità dei viaggi in carrozza — simboli di rango e potere — iniziano a convivere con il fascino e la novità delle prime automobili.

Il percorso espositivo segue un ordine cronologico che permette di osservare da vicino l’evoluzione delle soluzioni tecniche e dei materiali. Ammiriamo esemplari di rara bellezza come la Landau Ronde del 1880 o la Spider Phaeton, una carrozza agile e sportiva che deve il suo nome al mito di Fetonte. Accanto a queste, troviamo le pioniere della velocità: dalla Benz Victoria del 1893, progettata dal padre dell’automobile Karl Benz, alla Fiat Tipo Zero A, la prima utilitaria della casa torinese, fino alla Isotta Fraschini BN, modello di estremo lusso dell’epoca.

Il racconto si intreccia indissolubilmente con la figura di Margherita di Savoia. La Regina, che a Stupinigi visse in prima persona questa transizione, fu una testimone attenta e una vera protagonista della nuova mobilità. Donna incline all’innovazione, Margherita fu tra le prime ad avere la patente di guida e possedeva una scuderia di ben tredici automobili, ciascuna identificata dal nome di un uccello: dalla celebre Palombella allo Sparviero, dall’Alcione all’Allodola.

Ospitata in uno spazio che per ampiezza e sviluppo longitudinale esalta il confronto tra i mezzi, la mostra ci invita a riflettere su una fase storica in cui due mondi opposti hanno condiviso le stesse strade. “Sulle strade della Regina” rimarrà aperta al pubblico fino al 28 giugno 2026, offrendo uno sguardo inedito sulle radici della modernità.
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