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Intervista a Paola Zini, Direttrice dello IED di Torino: tra le novità il Master in Innovazione e Produzione Digitale per la Cultura.

Paola Zini_Credits Andrea Guermani Fotografo

Incontriamo Paola Zini, Direttrice IED Torino, per chiederle un primo bilancio del suo quinquennio alla direzione della sede torinese.

Tra le novità per il prossimo futuro, i corsi sulla transdisciplinarietà e sulle nuove professioni della cultura, in partnership con le istituzioni torinesi.

Dottoressa Zini, può ripercorrere con noi il cammino professionale che ha preceduto la sua esperienza in IED?

Ho formazione universitaria in economia e commercio, ma nella mia vita lavorativa ho avuto sin da subito la fortuna di guardare al mondo del design da molti punti di vista diversi, che certamente hanno ampliato la visione che ho di questo settore. In ambito istituzionale dal 2000 al 2006 ho partecipato alla squadra di Torino Internazionale, che aveva l’obbiettivo di delineare il Piano Strategico della città, di cui il design era uno degli asset. In quell’occasione fummo invitati in Corea del Sud per contribuire alla costituzione di un nuovo Design Center.

In un secondo momento, conclusa l’esperienza di Torino Internazionale, ho partecipato al tavolo di lavoro per portare a Torino la sede della World Design Organization; in quella occasione ci proposero di essere il “progetto pilota” per diventare capitale mondiale del design, una nomina a scadenza biennale, e di organizzare il relativo programma di eventi. Si formò quindi il Comitato World Design Capital Torino e mi chiesero di assumerne la direzione: mi trovai dunque, tra il 2006 e il 2009, ad organizzare un piano di lavoro articolato in un programma molto fitto di talk, eventi e mostre che coinvolgeva non solo la città, ma diverse istituzioni legate al mondo del design, aziende, curatori, esperti, sindaci delle altre città coinvolte nel progetto.

Fu un’esperienza molto stimolante, dopo la quale collaborai a due edizioni della Biennale di Architettura di Venezia. In seguito, forte anche della gestione manageriale degli eventi che avevo perfezionato nelle precedenti esperienze, nel 2010 co-fondai la società BOLD, con la quale organizzai la prima Fiera internazionale del Design Indipendente. Operae era una manifestazione (che si è protratta per sette edizioni) che affrontava temi come l’autoproduzione di design, in una visione più prossima all’artigianato piuttosto che alla produzione industriale: in questo caso l’aspetto nuovo e formativo è stata la ricerca, lo scouting dei soggetti più interessanti da coinvolgere attivamente nella fiera, anche da un punto di vista commerciale. Nel frattempo fui nominata Presidente del Consorzio della Venaria e poco tempo dopo, nel 2018, ricevetti la proposta della direzione della sede torinese dell’Istituto Europeo di Design. È iniziato così un nuovo capitolo, di cui sono estremamente soddisfatta, in cui affronto il mondo del design dal punto di vista della formazione a 360°; un altro tassello che va a completare la mia personale storia in questo ambito.

IED Torino_Credits Andrea Guermani Fotografo

Come è stato entrare a far parte della “famiglia” IED?

La mia sensazione, sin dal primo giorno, è stata quella di entrare in una dimensione unica, estremamente coinvolgente e stimolante: conoscevo molto bene le qualità di IED nell’ambito formativo, ma ho potuto realizzare la sua forza solo vivendola al suo interno: le attività e i campi di competenza, le relazioni con le aziende e il territorio sono davvero moltissimi ed estremamente articolati e il calendario scolastico ha un ritmo serrato, produttivo, stimolante.

IED è una realtà straordinaria per molti motivi: nata ormai più di cinquant’anni fa dalla visione del fondatore Francesco Morelli, ha una matrice interamente italiana e la solidità e il prestigio di un grande gruppo internazionale che, allo stesso tempo, ha mantenuto la dimensione di un network fatto in primo luogo di persone, professionisti ed educatori, i quali si rivolgono agli studenti, ragazzi certamente motivati e bisognosi di essere accompagnati in un mondo che va sempre più veloce ed è estremamente competitivo: una stretta rete relazionale, una vera famiglia con cui confrontarsi quotidianamente. La sede di Torino, così come le altre, rappresenta il nodo di una rete: ha una grande autonomia sul territorio, coltiva le proprie specificità legate anche al suo naturale genius loci come la mobilità, ma allo stesso tempo è parte integrante di un network nazionale di sette sedi, fortemente coeso.

Quali nuove prospettive nei corsi IED, proprio per mantenere uno sguardo vivo sulla contemporaneità?

IED ha un modello che gli consente di innovarsi continuamente. I nostri docenti sono professionisti nei loro campi e quindi hanno uno sguardo molto ampio non solo sulle esigenze del mercato del lavoro, ma anche su quelle che possono essere le nuove esigenze: in questo modo possiamo riprogettare e attualizzare in tempo reale i nostri corsi in base alle nuove sfide non solo del quotidiano, ma anche del prossimo futuro. 

Nell’ultimo anno abbiamo progettato due nuovi corsi: il primo è una novità non solo per Torino ma per tutto il gruppo IED: per la prima volta lanciamo la laurea specialistica di due anni sul tema del Trandisciplinary Design focalizzato sul tema della mobilità. La trandisciplinarietà è un metodo che supera la multidisciplinarietà poiché affronta una questione non solo da più punti di vista, ma integra le competenze sino a modificarle tra loro nei concetti e negli strumenti per trovare risposte nuove a nuove domande. Torino rimane un centro internazionale sul tema del car design, anche se oggi parliamo più in generale di transportation design, che include i diversi mezzi di trasporto, come ad esempio lo yatch design, e soprattutto affrontiamo la mobilità in generale, la progettazione del sistema-trasporto, e non solo del prodotto.

IED Torino_Credits Andrea Guermani Fotografo

E il nuovo progetto legato al mondo della cultura?

Il secondo percorso che inaugureremo in autunno riguarda l’ambito culturale: l’idea era mettere in dialogo costruttivo ed efficace le competenze diverse che spesso, in questo settore, non sono così dialoganti; cultura e creatività sono in realtà due ambiti complementari, due linguaggi che necessitano sempre di maggiore integrazione, e da questa integrazione traggono rispettivi vantaggi.

Il Master in Innovazione e Produzione Digitale per la Cultura partirà questo autunno e sarà coordinato da Alessandro Bollo, ex direttore della Fondazione Polo del ‘900 di Torino e co-fondatore e responsabile Ricerca e Consulenza della Fondazione Fitzcarraldo, oggi Senior Project Manager de La Fabbrica del Vapore di Milano.

Ai futuri professionisti che dovranno operare nelle realtà pubbliche o private sarà richiesto di saper immaginare, progettare e allargare la comunicazione per una più ampia e inclusiva fruizione dell’arte e della cultura a 360°.

Quella delle nuove professioni in ambito culturale è un’area dove la formazione può davvero fare la differenza: abbiamo pensato anche ad una parte pratica in partneriato con istituzioni del territorio, il Museo Egizio, le Biblioteche Civiche, La Fondazione Torino Musei, il Centro di Restauro della Reggia di Venaria e il Polo del Novecento.

Se dovesse individuare le caratteristiche che i ragazzi trovano in IED?

Gli studenti che arrivano in IED sono totalmente assorbiti da una grande passione: l’illustratore di domani è stato un bambino che disegnava continuamente: ora, da adulto, vorrebbe che questa sua passione diventasse la sua professione. Qui i ragazzi trovano la possibilità di sviluppare questa passione con gli strumenti più aggiornati della contemporaneità; possono poi contare su una comunità a carattere internazionale, con cui condividere tutte le esperienze. Una “dimensione” che continua anche dopo che hanno concluso il percorso di studio, grazie alla rete degli ex alunni che è organizzata in una vera e propria piattaforma di confronto, recruiment, aiuto professionale. Direi quindi che passione, visione contemporanea per le nuove professioni legate alla creatività e senso di comunità e di appartenenza, sono gli elementi che IED coltiva da sempre e che gli studenti, vista la sempre crescente risposta di nuovi iscritti, ci dimostrano di cogliere e apprezzare.   

Per info sul master e sulle Borse di Studio: https://www.ied.it/corsi/torino/master/innovazione-e-produzione-digitale-per-la-cultura

IED

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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