Dal 21 marzo al 21 giugno 2026, il Castello di Miradolo, alle porte di Torino, si trasforma nel palcoscenico di un racconto corale. La mostra “C’è oggi una fiaba”, curata da Roberto Galimberti, non intende celebrare la fiaba come semplice genere letterario, ma esplorarla come una vera e propria struttura del pensiero visivo. Il percorso espositivo si snoda tra le sale del castello non come una sequenza di opere, ma come una successione di capitoli. Qui, le immagini diventano soglie e gli oggetti si trasformano in indizi di una narrazione che interroga il ruolo contemporaneo di questo spazio storico, richiamandone la vocazione al femminile e la capacità di essere ancora oggi un luogo di visione e di crescita.

Il cuore della mostra risiede nel dialogo serrato tra i protagonisti dell’arte moderna e contemporanea e una preziosa selezione di libri antichi e rari. Le pagine di Giovan Francesco Straparola, dei Fratelli Grimm, di Madame d’Aulnoy, Hans Christian Andersen e Carlo Collodi si specchiano nelle visioni di artisti che hanno segnato il Novecento e il panorama attuale. Non si tratta di illustrazioni, ma di quello che in musica viene definito “variazione”. Come un tema musicale può essere trasfigurato fino a diventare irriconoscibile, così gli artisti in mostra assumono i meccanismi profondi della fiaba — il bosco, lo specchio, la metamorfosi — per restituirne nuove possibilità di senso. In questo “atlante della memoria”, per citare Aby Warburg, l’iconografia concorre a comporre una mappa non solo di ciò che è stato, ma di ciò che potrebbe essere.

Il percorso intreccia linguaggi e sensibilità differenti. Incontriamo la ricerca concettuale di Emilio Isgrò e le visioni di Pinot Gallizio, la delicatezza di Kiki Smith e i tagli spaziali di Lucio Fontana. La mostra attraversa epoche diverse: dai paesaggi ottocenteschi di Giuseppe Pietro Bagetti alle installazioni di Michelangelo Pistoletto, dove lo specchio permette al visitatore di entrare nell’opera e diventare egli stesso personaggio del racconto. Le sale traducono in materia i tòpoi classici. Il bosco e il castello si fanno paesaggi interiori nelle sculture ambientali di Giuseppe Penone e Piero Gilardi. L’antagonista affiora tra le ombre e le scacchiere di artisti come Osvaldo Licini, Fausto Melotti o Joseph Beuys, evocando zone di conflitto e disordine. E ancora, troviamo l’immaginario di Carol Rama, Aldo Mondino, Luigi Mainolfi e Emanuele Luzzati, che contribuiscono a una costellazione di indizi dove scarpe, mele e tappeti diventano oggetti minimi carichi di simbolismo.

Un momento di particolare intensità è rappresentato dal ritorno simbolico di Sofia Cacherano di Bricherasio, antica proprietaria del castello. La sua opera “Paesaggio con castello” del 1904 dialoga con una breve fiaba che lei stessa scrisse da bambina nel 1874, intrecciando la memoria personale alla storia del luogo. L’esperienza visiva è completata da un’installazione sonora inedita curata dal progetto Avant-dernière pensée. Ispirata alla suite “Ma mère l’oye” di Maurice Ravel, l’opera traduce in musica le atmosfere di Perrault e Madame d’Aulnoy, accompagnando il visitatore in una dimensione immersiva che unisce udito e visione.

“C’è oggi una fiaba” è aperta al pubblico al Castello di Miradolo di San Secondo di Pinerolo ogni sabato, domenica e lunedì, dal 21 marzo al 21 giugno 2026. Una variazione sul tema che ci invita a riflettere sulle origini del genere fiabesco per interrogarne, con occhi nuovi, le possibilità nel nostro presente.
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