Dal 29 ottobre 2025 al 1° marzo 2026 la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino – presenta Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni, una grande mostra che ripercorre la rappresentazione della notte nell’arte figurativa dal primo Seicento fino alla produzione contemporanea. Curata da Fabio Cafagna ed Elena Volpato, l’esposizione riunisce un centinaio di opere provenienti da importanti musei europei e collezioni private, accanto a un nucleo significativo delle raccolte della GAM. Insieme, questi materiali, documentano momenti cruciali della storia dell’arte e della scienza degli ultimi cinque secoli.
Il percorso, suddiviso per temi ma organizzato secondo un ordine cronologico interno, racconta come la notte sia stata, nei secoli, un terreno privilegiato per l’esplorazione tecnica, la ricerca scientifica e l’indagine introspettiva. Attraverso le opere esposte, Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni invita il visitatore a interrogarsi sul fascino del buio come spazio dell’ambiguità, dell’immaginazione e della scoperta, dove convivono razionalità e sentimento, osservazione scientifica e visione poetica. Questa duplice identità della notte – luogo dell’immaginazione ma anche tempo dell’indagine astronomica – costituisce il filo rosso che collega le 14 sale della mostra.
L’esposizione si apre con una sezione dedicata al dialogo tra arte e scienza. Qui si ripercorre l’evoluzione dell’iconografia astronomica dalle sue radici medievali, ancora legate all’astrologia, fino alla trasformazione segnata dalle scoperte di Galileo. I dipinti seicenteschi e settecenteschi testimoniano questo passaggio: gli strumenti dell’osservazione celeste convivono con figure allegoriche come Urania, mentre la rappresentazione del cielo passa gradualmente da simbolica a sempre più precisa. A questa transizione fa da contrappunto un bassorilievo neoclassico di Canova, nel quale il cosmo è interpretato in chiave biblica.
Ampio spazio è riservato poi al notturno romantico dell’Ottocento, con le vedute di Giuseppe Pietro Bagetti e Giovanni Battista De Gubernatis. In queste opere l’esattezza topografica si fonde con le prime suggestioni romantiche, dando vita a immagini sospese tra la precisione napoleonica nella rappresentazione dei luoghi e una percezione introspettiva della notte come momento di silenzio, meditazione e rivelazione. Nel Romanticismo, infatti, la notte diventa una dimensione interiore in cui le coordinate spazio-temporali sembrano dissolversi, aprendo la strada a una realtà altra, più profonda. Tra Otto e Novecento il sogno assume il ruolo di zona di confine tra vita e morte, spazio effimero in cui affiorano verità cosmiche e visioni rivelatrici.
Il percorso continua con una sala dedicata alla sospensione metafisica delle prime avanguardie del Novecento, per poi approdare alla grande sala centrale, interamente dedicata al simbolismo onirico di fine Ottocento e inizio Novecento.
A seguire, la mostra affronta le interpretazioni mitologiche e totemiche della Luna e le immagini cosmologiche che percorrono tutto il Novecento, prima di introdurre approfondimenti monografici su quegli artisti che, dal secondo dopoguerra, hanno eletto il notturno a tema centrale della loro ricerca.
La chiusura del percorso è affidata a una sezione dedicata alla guerra, intesa come “notte della Storia”. Le opere di maestri come Francisco Goya e Pablo Picasso riportano infatti il buio al suo significato più drammatico, instaurando un dialogo diretto con le ombre e le inquietudini del presente.
La mostra Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni è visitabile alla GAM di Torino fino al 1° marzo 2026. https://www.gamtorino.it/it/ https://www.gamtorino.it/it/evento/notti-cinque-secoli-di-stelle-sogni-pleniluni/
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