Al Castello di Novara è attualmente allestita la mostra L’Italia dei primi italiani. Ritratto di una nazione appena nata, curata da Elisabetta Chiodini. Il percorso espositivo riunisce settanta opere realizzate dai primi anni Sessanta dell’Ottocento fino agli anni Venti del Novecento, firmate da alcuni tra i più importanti protagonisti dell’arte italiana.
L’esposizione racconta l’Italia nei suoi primi decenni di vita unitaria, mostrando la varietà del suo territorio e della sua popolazione in un periodo segnato da profondi mutamenti politici, economici, sociali e culturali che avrebbero progressivamente condotto il Paese verso la modernità. Organizzata in diverse sezioni tematiche, la mostra guida il pubblico tra le sale del Castello, presentando opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private.
La prima sezione è dedicata all’Italia agricola e al mondo contadino, dalle regioni alpine fino alla Sicilia. Negli anni Sessanta dell’Ottocento, immediatamente dopo l’Unità, il paesaggio diventa un tema fondamentale per la pittura e diviene il campo in cui si afferma una nuova sensibilità artistica moderna. Le opere di questo periodo rivelano un’attenzione sempre più marcata per la resa del vero, per gli effetti della luce e per le armonie cromatiche, un interesse condiviso dalle varie scuole sorte nei principali centri artistici della penisola – dalla Scuola di Resina ai macchiaioli, dalle esperienze venete alla Scuola di Rivara.
La seconda sezione illustra la varietà delle nostre coste, il paesaggio marino diventa un tema centrale per i pittori impegnati nello studio del vero, della luce e del colore. Dalle coste siciliane alle lagune venete, il mare offre nuove occasioni di ricerca, permettendo di cogliere orizzonti mutevoli, riflessi cangianti e la spazialità aperta delle vedute costiere.
La terza sezione racconta diversi aspetti della vita urbana nelle tre capitali italiane – Torino, Firenze e Roma – e in altre grandi città come Napoli, Venezia e, soprattutto, Milano, considerata la prima vera metropoli del Paese. Milano, più di ogni altra, aspira alla modernità e manifesta un forte bisogno di rinnovamento, affermandosi come capitale morale e destinata a diventare in breve tempo il principale motore dello sviluppo industriale e del mondo del lavoro.
La quarta sezione è incentrata sui momenti di svago della borghesia e accompagna il visitatore attraverso rigogliosi giardini urbani, teatri, raffinati salotti illuminati da luci soffuse, oltre che in gite fuori porta o in località di villeggiatura.
Nella quinta sezione vengono presentate opere che mostrano la realtà femminile nell’Italia dopo l’Unità, un periodo in cui sta prendendo forma un nuovo modo di intendere il ruolo della donna, anche se ancora distante dalle lotte per l’emancipazione che arriveranno alla fine del secolo. I quadri ritraggono soprattutto donne appartenenti alla borghesia, colte nei loro ambienti raffinati e nelle attività tipiche di una classe agiata, comprese le prime esperienze di turismo moderno. Accanto a questo aspetto mondano, le opere evidenziano anche il crescente coinvolgimento femminile nel mondo dell’arte: inizialmente considerate semplici osservatrici che frequentano gli studi degli artisti, a partire dagli anni Sessanta esse iniziano invece a esporre le proprie creazioni, dando avvio a una carriera artistica consapevole e non più limitata al puro dilettantismo.
La piccola stanza del castello che accoglie la sesta sezione della mostra presenta una selezione di opere dedicate alle diverse forme che la prostituzione minorile e la tratta delle giovani donne hanno assunto nel corso dell’Ottocento. Si tratta di un tema spesso esplorato da scrittori, poeti, autori teatrali e musicisti, ma affrontato solo di rado dagli artisti figurativi.
L’ultima parte della mostra si concentra sui vari aspetti della vita quotidiana dei nuovi cittadini italiani nelle città più moderne del Paese. Dopo la crisi economica del 1887-1890, l’Italia attraversa un periodo di grandi cambiamenti: l’industrializzazione richiama un numero crescente di persone dalle campagne verso i centri urbani, facendo emergere con forza nuove disuguaglianze e problemi sociali. Gli artisti rispondono in modi diversi a questa situazione: alcuni descrivono con realismo la durezza dell’esistenza delle classi popolari, altri mostrano una partecipazione empatica verso i gruppi più vulnerabili, altri ancora rappresentano il lavoro minorile e le prime manifestazioni di emancipazione femminile.
La mostra L’Italia dei primi italiani. Ritratto di una nazione appena nata è visitabile al Castello di Novara fino al 6 aprile 2026. https://www.ilcastellodinovara.it/event/litalia-dei-primi-italiani-ritratto-di-una-nazione-appena-nata/
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