mercoledì , 13 Maggio 2026

Pellizza da Volpedo alla GAM di Milano

A più di cent’anni di distanza dall’unica mostra monografica dedicata all’artista piemontese, organizzata nel 1920 presso la Galleria Pesaro, la città di Milano torna a raccontare la storia artistica e personale di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907). L’esposizione, promossa dalla Galleria d’Arte Moderna, raccoglie non solo il suo celebre capolavoro, Il Quarto Stato, ma anche altre opere di grande rilievo che testimoniano la ricchezza e l’evoluzione della sua produzione artistica.

Le opere dell’artista si susseguono nel corso della mostra seguendo un ordine cronologico. Nelle prime sale si ripercorrono gli esordi artistici di Pellizza dagli inizi accademici fino all’incontro con Giovanni Fattori. Un segno profondo e riconoscibile è quello relativo alla conclusione del suo apprendistato sotto la guida di Cesare Tallone dove perfezionò lo studio sulla figura, una costante di questi primi anni.

Fondamentale è nel biennio 1892-1894 l’avventura divisionista, che lo porta a sperimentare sia sui grandi formati ma anche su immagini più complesse, che uniscono paesaggio e figura in un sistema di proporzioni nuove, come per Speranze deluse e Il fienile, opere cardine del periodo. Sono anche gli anni dell’avvio del lungo percorso che si concluderà con il monumentale Quarto stato nel 1901. Pellizza si avvicina al Divisionismo con grande passione e serietà, studiandone a fondo la tecnica e le sue possibilità espressive.

Il periodo simbolista, invece, rappresenta una fase centrale e matura della produzione artistica dell’artista. Durante questi anni, Pellizza supera la semplice ricerca tecnica del Divisionismo per giungere a una pittura carica di significati morali, sociali e spirituali, in sintonia con le correnti simboliste europee. L’artista cerca di esprimere idee universali attraverso la luce, il colore e la composizione, trasformando la rappresentazione realistica in una visione più ideale e meditativa.

Il rapporto con la natura rimane vivo anche mentre l’artista si dedica a soggetti più complessi. Questo legame si manifesta in una serie di dipinti dalla tecnica sempre più raffinata e mai monotona: vedute e paesaggi resi con tonalità ricercate, frutto di studi attenti e di una riflessione costante, che rivelano la coerenza profonda della sua visione artistica. L’intenso desiderio di tradurre sulla tela gli spettacoli più emozionanti della natura lo porta a cercare di rappresentare la natura stessa nei suoi spettacoli più grandiosi.

Giungiamo infine al cospetto del Quarto stato, collocato al piano superiore del museo, capolavoro assoluto dell’artista e passaggio simbolico e artistico del 900. Il dipinto raffigura un gruppo di lavoratori che avanza compatto verso lo spettatore, rappresentando la dignità e la forza del popolo in cammino verso la giustizia sociale. Realizzato con la tecnica del Divisionismo, l’opera unisce realismo e idealismo, trasformando una scena quotidiana in un’immagine universale di progresso, solidarietà e speranza.

La mostra “Pellizza da Volpedo. I capolavori” sarà visitabile fino al 25 gennaio 2026 alla GAM di Milano. https://www.gam-milano.com/

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