domenica , 5 Febbraio 2023
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Chiara Camoni e l’Atelier dell’Errore alla Gam

Fino al 12 marzo 2023 la Galleria d’Arte Moderna di Torino presenta la mostra Hic sunt Dracones, una bipersonale di gramde suggestione a cura di Elena Volpato che si compone di due percorsi intrecciati, poetici e suggestivi: quello dell’artista Chiara Camoni (Piacenza, 1974) e quello del collettivo Atelier dell’Errore.

Chiara Camoni, La Venere senza Serpenti, 2015
terracotta rossa Galestro, 24 x 10 x 10 cm
Collezione Agliardi, Milano, Photo Roberto Marossi

L’Atelier dell’Errore BIG (AdE BIG) è un collettivo artistico che si dedica alle arti visive e alla perfomance. Si è formato nel 2015 e costituito impresa sociale nel 2018. Fin dalla sua costituzione, il laboratorio work in progress di AdE BIG è stato ospitato in permanenza all’interno della Collezione Maramotti di Reggio Emilia.
AdE BIG ha origine dal progetto Atelier dell’Errore dedicato fin dal 2002 dall’artista visivo Luca Santiago Mora ai ragazzini della neuropsichiatria infantile dell’Azienda Sanitaria Locale di Reggio Emilia e di Bergamo e divenuto Associazione Atelier dell’Errore nel 2011.

Exhibition view. Hic sunt dracones. Atelier dell’Errore • Chiara Camoni
Photo by Roberto Marossi

Chiara Camoni è entrata di recente nelle collezioni permanenti della Gam grazie all’acquisizione dell’opera Sister#1 da parte dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT ad Artissima 2021.

La mostra prende il suo titolo dalla locuzione latina hic sunt dracones (o hic sunt leones,  lett. “qui ci sono i draghi”), espressione che viene associata alle carte geografiche antiche per indicare le zone ancora inesplorate dell’Africa e il limite oltre il quale non si può andare per la presenza di animali pericolosi. Una zona, quella del pensiero metamorfico, da esplorare anche nell’arte, nelle intenzioni della curatrice, che propone un racconto, quasi un contrappunto, in cui due storie artistiche, molto diverse, si fronteggiano e si rispondono l’una all’altra.

Atelier dell’Errore
Graphito-grafia 02 (Hommage à Mme Curie), 2018, Matita su carta preparata, plexiglass e neon, 141 x 450 cm
Courtesy gli artisti, Photo AdE Big

“Il pensiero metamorfico – spiega Elena Volpato – è una variante diversa e sorella del pensiero della contraddizione. In letteratura è il pensiero che giunge da fuori, come un soffio d’ispirazione. Giunge serpentino e ossessivo come quello oracolare delle pizie. Modifica la natura di colui che lo accoglie e gli dona la capacità di leggere simbolicamente, in filigrana, ogni aspetto del reale; di guardare ogni forma nella sua continua possibilità di trasformazione e analogia con altre forme. Significa saper guardare una cosa, riconoscerla, e allo stesso tempo vedere in essa anche ciò che solo apparentemente non è.

Chiara Camoni,
Senza titolo (le Leonesse), 2019 (part.), terracotta, lana naturale di pecora
Collezione Silvia Fiorucci, Monaco, Photo Luca Vianello e Silvia Mangosi

È un pensiero che genera draghi: esseri ibridi e polimorfi per i quali la tradizione medievale contempla il mescolarsi di ogni possibile tratto anatomico. Allo stesso modo ispira opere che rifuggono da ogni classificazione, che esorbitano da ogni griglia, che tengono insieme più immagini, più tempi, più momenti.

Atelier dell’Errore
Volpe Ganesha colorata, 2021
Matita, pennarelli colorati e foglia oro su carta, 100 x 70 cm
Courtesy gli artisti, Photo Roberto Marossi

Sia Camoni sia AdE lavorano spesso in modo germinativo, ci consegnano opere in cui è ancora possibile leggere lo sviluppo di crescita in un aggiungersi progressivo di elementi da cui nasce l’insieme: dettaglio dopo dettaglio. Ma ci mostrano anche un graduale modificarsi delle forme, di opera in opera, in una metamorfosi diacronica del lavoro che mantiene in sé l’ambiguità e la magia della matrice ciclica in cui ogni progredire è anche un ritornare.

Exhibition view. Hic sunt dracones. Atelier dell’Errore • Chiara Camoni
Photo by Roberto Marossi

Chiara Camoni con i suoi collaboratori del Centro di Sperimentazione e con artisti amici spesso lavora collettivamente e Atelier dell’Errore non può che lavorare in tal modo. Anche questo vuol dire coltivare la metamorfosi e l’ibridazione contraddittoria: accogliere lo sguardo altrui, mettere insieme più teste nel cerchio intimo del pensiero creativo sono forse l’ultima frontiera sulla via dello scoprirsi altro da sé. Lì sono i draghi.”

Exhibition view. Hic sunt dracones. Atelier dell’Errore • Chiara Camoni
Photo by Roberto Marossi

Per Info

GAM Torino

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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