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Grande arte in asta alla Sant’Agostino di Torino

Il 13 giugno l’arte torna a Torino presso la Casa d’Aste Sant’Agostino con un’asta dedicata a un’importante selezione di opere firmate da grandi maestri antichi, dell’800, del ‘900 e contemporanei.

Di grande pregio le “Bagnanti” di Felice Carena, dipinto che ha partecipato alla XV Esposizione Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, dove al maestro venne dedicata una mostra individuale nella sala n.5. L’opera qui presentata è una grande tavola (102×110) di stupenda materia pittorica e di felicissima composizione.

Ubaldo Oppi ebbe un eccellente esordio nella sua vita artistica a livello internazionale esponendo in importanti manifestazioni pubbliche soprattutto a Parigi (Salon des Indepéndants nel 1919-1920-1921 e Salon d’Automne nel 1922). Il suo momento di maggior rilievo fu quando, su iniziativa di Margherita Sarfatti, si costituì il gruppo dei sette pittori del Novecento Italiano (con Oppi vi erano Bucci, Dudreville, Funi, Malerba, Marussig e Sironi) che tenne la prima famosa esposizione alla Galleria Pesaro nel 1923. Successivamente Oppi si allontanò in qualche modo dal gruppo ed è del 1929, anno particolarmente felice per la pittura italiana, questa bellissima “Ragazza Cadorina”. Il quadro, di grande virtuosismo pittorico, più volte esposto, ben rappresenta la passione che l’artista aveva in questo periodo per le figure umili, sanamente paesane dei borghi di montagna.

Del grande maestro torinese Felice Casorati troviamo una fusione in bronzo intitolata “Incontro con la musica (1924-2000)” ricavata da uno dei gessi che l’artista fu chiamato a realizzare per il “Teatrino” di Riccardo Guarino nel 1923, che costituì a Torino uno dei banchi di prova dell’opera d’arte totale, spazio non solo contenitore ma espressione di contenuti e di principi estetici. Casorati fece da guida al giovane architetto Alberto Sartoris nel produrre uno spazio “ideale” e un’atmosfera metafisica simili a quelli che nascevano nelle sue tele. La decorazione era costituita, oltre da due statue poste ai due lati del proscenio (una rappresentante la commedia, l’altra la tragedia), da quattordici bassorilievi inseriti come metope nel fregio che percorreva l’estremità superiore delle pareti del teatro. Dei bassorilievi, andati distrutti con l’intera casa di via Galliari, restano oggi alcune copie in bronzo patinato, tra le quali questa da noi presentata.

Sempre di Felice Casorati la tempera su cartoncino “Uova sul tappeto” del 1955, pubblicata a colori sul catalogo generale delle opere dell’artista.

Ancora, del grandissimo maestro Giorgio de Chirico un tipico “Cavallo fuggente”, olio su tela, degli anni 1970, registrato presso la Fondazione Isa e Giorgio de Chirico.

Citiamo inoltre opere di Carlo Levi, Francesco Menzio, Umberto Lilloni, Italo Mus e Domenico Maria Durante, dimenticato pittore piemontese, anche calciatore (difese la porta della Juventus come secondo portiere per 11 stagioni). Nella sua professione di artista, partecipò a molte esposizioni e fu più volte invitato alla Biennale di Venezia. Si distinse come finissimo pittore di figura.

Troviamo anche Piero Ruggeri, Virgilio Guidi e Renato Birolli, che giovanissimo, a soli 23 anni, fece parte di un gruppo di avanguardia con Guttuso, Manzù, Sassu ed altri. Nel 1937 partecipò alla Fondazione del Movimento di Corrente, mentre dopo la seconda guerra mondiale si traferì a Parigi subendo l’influenza di Matisse e Picasso. Dopo un’esperienza post-cubista, si orientò verso una forma di lirismo astratto.

Poi ancora Mario Tozzi, sposatosi con una giovane francese, si stabilì a Parigi dove espose al Salon des Artistes Indépendantes, al Salon d’Automne, e al Salon des Tuileries. Nel 1926 espose alla prima mostra di Novecento e fondò il gruppo dei Sette (Les italiens de Paris) con Campigli, de Chirico, de Pisis, Paresce, Savinio e Severini. Tornò a Roma nel 1936, ed espose alle Biennali nel 1938 e 1942. Dopo un periodo di gravi problemi di salute, presente tuttavia a Venezia nel 1948 e 1954, riprese ad esporre nel 1958 e nel 1960 si stabilì a Suna. In questo periodo sono molto conosciuti i suoi dipinti con “fondi bianchi” rappresentanti teste femminili.

Tra le sculture spicca “La primavera Italica” del 1925/1928, si tratta della fusione in bronzo del bozzetto della “Primavera Italica” del Monumento ai Caduti di Casale Monferrato eseguita da Leonardo Bistolfi, del quale è inutile dire che, dopo un periodo giovanile vicino alla scapigliatura, si distinse nella maturità ai massimi livelli mondiali della scultura liberty.

L’asta del 13 giugno avrà luogo presso la storica sede della Casa d’Aste Sant’Agostino in Corso Tassoni 56 a Torino. Sarà possibile partecipare all’asta anche da remoto, previa registrazione, seguendo le istruzioni sul sito della casa d’aste https://www.santagostinoaste.it/

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