sabato , 3 Dicembre 2022
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Il nuovo corso della Pinacoteca Agnelli inaugura con tre mostre

Inaugura il nuovo corso espositivo della Pinacoteca Agnelli di Torino, diretta da Sarah Cosulich: una trasformazione che vede due nuove mostre, un nuovo allestimento della Collezione Agnelli e la grande trasformazione della Pista 500 sul tetto del Lingotto.

 

Rampa Nord, Lingotto; ph. S. Pellion di Persano

 

Una mostra personale dell’artista Sylvie Fleury e un progetto dedicato a Pablo Picasso e Dora Maar inaugurano il nuovo programma espositivo. La Pinacoteca (intitolata a Marella e Giovanni Agnelli, e che racchiude parte della loro straordinaria collezione) dopo quasi vent’anni dalla sua Fondazione si rinnova dunque nel concept e nell’approccio al pubblico come luogo dinamico, dedicato alla produzione di mostre inedite, progetti site-specific commissionati ad artisti italiani e internazionali e collaborazioni con istituzioni italiane e internazionali. Le nuove progettualità della Pinacoteca Agnelli ambiscono a rendere l’istituzione un centro culturale dinamico, aperto alla riflessione sulle tematiche della contemporaneità (in particolare sulla sostenibilità, grazie alla progettazione del giardino pensile) in dialogo con la sua storica collezione ospitata nello scrigno disegnato da Renzo Piano e posto nel cuore dello spazio storico del Lingotto, a sua volta fortemente legato alla sua collezione permanente.

 

Pista del Lingotto. Photo credit S. Pellion di Persano

 

Secondo quanto illustrato dalla presidente Ginevra Elkaan e dal team curatoriale al terzo piano è allestito uno spazio per le mostre temporanee: progetti monografici dedicati ad artiste e artisti contemporanei che collettive focalizzate su percorsi transtorici e multigenerazionali, per aprire nuove letture della storia dell’arte in relazione alle pratiche artistiche contemporanee: si inizia con ina monografica dedicata all’artista svizzera  Sylvie Fleury (Ginevra, 1961). La mostra SYLVIE FLEURY. TURN ME ON, pensata e progettata con l’artista per gli spazi di Pinacoteca, a cura di Sarah Cosulich e Lucrezia Calabrò Visconti, consiste in un percorso immersivo che attraversa i nuclei tematici fondamentali della sua ricerca. Il progetto rappresenta la più completa mostra in Italia dedicata a Fleury fino a oggi. “Femminista punk sotto mentite spoglie”, come lei stessa si definisce, Fleury si confronta con i meccanismi di produzione del desiderio e di costruzione del valore contemporanei, e di come interagiscono con le politiche di genere.

 

Sylvie Fleury, High Heels on the Moon, (First Spaceship Venus 20), 2005,Installation
LED-Neon, blue

 

Oggetti, simboli e immaginari provenienti dall’ambito della moda, del cinema, delle sottoculture pop, dell’automobilismo, della fantascienza e dell’arte moderna e contemporanea (numerose le opere che citano opere celebri della storia dell’arte) vengono assorbiti nel vocabolario visivo di Fleury e utilizzati per costruire narrazioni impreviste: scarpe dai tacchi altissimi (con i quali camminare sulla luna) razzi di pelliccia, phon a forma di pistola,  enormi forcine di metallo  sono protagoniste di  installazioni dal forte impatto visivo (anche  le dinamiche del desiderio e i meccanismi di costruzione di valore della società contemporanea.

 

Sylvie Fleury, veduta dell’installazione, Pinacoteca Agnelli, ph. credit S. Pellion di Persano

 

In parallelo alla nuova mostra anche la storica Collezione Agnelli è al centro di una nuova visione che ne rilegge la sua identità: a vent’anni dall’inaugurazione dell’allestimento da parte di Renzo Piano, per la prima volta la Collezione trova una nuova configurazione che rilegge il suo patrimonio storico attraverso le tematiche della contemporaneità.

 

Pablo Picasso, Homme appujé sur une table, 1915-1916, olio su tela, 200 x 132 cm Pinacoteca Agnelli, Torino @Succession Picasso, by SIAE 2022 Photo: Pinacoteca Agnelli

 

PABLO PICASSO E DORA MAAR. UN DIALOGO CON LA FONDATION BEYELER , a cura di Sarah Cosulich, Lucrezia Calabrò Visconti, Beatrice Zanelli, fa parte di Beyond The Collection, un inedito progetto espositivo continuativo dedicato alla rilettura e riattivazione della collezione permanente. L’istituzione parte ogni volta da un’opera diversa dello Scrigno per stabilire relazioni in grado di riflettere sulle presenze così come sulle assenze della collezione. Punto di partenza del progetto è stato il ritratto di Pablo Picasso Homme appuyé sur une table (1915-1916) in Pinacoteca Agnelli, che in questa occasione viene messo in relazione per la prima volta con altri tre ritratti di Picasso degli anni Trenta raffiguranti Dora Maar, provenienti dalla Fondation Beyeler: La femme qui pleure (1927), Buste de femme au chapeau (1939), Femme en vert (1944).

 

Pablo Picasso, Buste de femme au chapeau (Dora) , 1939 oil on cancas 55 x 46.5 cm Fondation Beyeler, Riehen /Basel Sammlung Beyeler @Succession Picasso, by SIAE 2022 Photo Robert Baye

 

 

Con le tele dialogano anche una serie di fotografie di Dora Maar stessa, artista fotografa, poeta e pittrice francese di origine croata, riconosciuta per i suoi collage surrealisti. In controtendenza alla tradizionale storia dell’arte, che si è sempre concentrata sulla figura di Pablo Picasso, questo progetto si focalizza sull’influenza che Dora Maar ha avuto sulla pratica dell’artista, in continuità con le ricerche contemporanee volte alla riscoperta di importanti figure femminili del Novecento.

 

Dora Maar, Self-portraits, 1935 ©Galerie Johannes Faber, Vienna

 

La Pista 500 è il nuovo progetto di sculture e installazioni esterne commissionate ad artisti internazionali sulla storica pista automobilistica sul tetto del Lingotto che amplia l’esperienza di un luogo simbolico della città per renderlo destinazione culturale.  Le opere abbracciano diversi linguaggi della scultura: installazioni audio o ambientali, opere luminose o sonore, interventi video o di cinema espanso, sculture che sperimentano con materiali urbani, progetti funzionali alle necessità di chi attraversa la pista o legati all’architettura industriale.

 

PISTA 500. Credits Mybosswas

 

Il progetto artistico dialoga con lo spettacolare paesaggio sulla città e con il giardino sospeso sulla pista. Infatti, grazie alla riconversione di FIAT, la Pista 500 è oggi parco pensile con 40.000 piante di oltre 300 specie autoctone diverse: un polmone verde a 28 metri di altezza che, coerente alla sua identità originale di circuito storicamente dedicato al collaudo delle automobili, è oggi anche suggestivo test drive per la Nuova 500, la prima all-electric di casa FIAT. La prima edizione apre al pubblico con opere di sette artiste e artisti contemporanei: Nina Beier, VALIE EXPORT, Sylvie Fleury, Shilpa Gupta, Louise Lawler, Mark Leckey e Cally Spooner. Tra queste, l’opera site-specific di Mark Leckey, Beneath My feet begins to crumble abbraccia la curva parabolica sud della pista. Leckey trasporta nel grande schermo LED la catena montuosa delle Alpi che circonda l’area del Lingotto.

 

Mark Leckey, Beneath My feet begins to crumble, 2022, ph. credit S. Pellion di Persano

 

I singoli progetti sono pensati per essere inaugurati gradualmente nel corso dei prossimi tre anni, secondo un percorso espositivo in continua trasformazione. Nuove opere si aggiungeranno sulla Pista 500 nell’ottobre 2022.

 

VALIE EXPORT, Die doppelgängering, 2010-22, scultura in bronzo, courtesy l’artista e Galerie Thaddeus Ropac, London, Paris, Salzburg, Seoul, ph. credit S. Pellion di Persano

 

 

PER INFO

Pinacoteca Agnelli

Lingotto
Via Nizza, 230/103
10126 – Torino 

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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