martedì , 16 Luglio 2024
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La grande mostra su Hayez alla GAM di Torino

Francesco Hayez, Meditazione, 1851. Olio su tela, Galleria Civica D’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Forti Verona

Ha aperto lo scorso 17 ottobre alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino la grande mostra Hayez. L’officina del pittore romantico dedicata a Francesco Hayez (Venezia 1791 – Milano 1882, protagonista della pittura romantica e risorgimentale nel corso del XIX secolo. La mostra è a cura di uno dei massimi studiosi del maestro veneziano, il professore Fernando Mazzocca e Elena Lissoni, ed è realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera, da cui proviene un importante nucleo di oltre cinquanta disegni e alcuni tra i più importanti dipinti; dipinti che si trovavano ab origine nello studio del pittore, che per quarant’anni fu professore di pittura all’Accademia.

Il taglio critico dell’esposizione, che annovera oltre cento opere disposte in ordine cronologico e un ampio margine temporale (Hayez fu pittore prolifico sino a tarda età), cui si aggiungono alcuni importanti dipinti dell’artista custoditi alla GAM, come il Ritratto di Carolina Zucchi a letto (L’ammalata) e l’Angelo annunziatore, sottolinea l’aspetto creativo dell’artista, ponendo in stretta relazione i dipinti e i disegni, che consentono di ricostruire e di comprendere le fasi di realizzazione dell’opera, fatta di innumerevoli studi e variazioni sul tema.

Francesco Hayez, Un leone e una tigre entro una gabbia con il ritratto del pittore, 1831
olio su tavola, 43 x 51 cm Milano, Museo Poldi Pezzoli

Molto efficace a questo proposito il bell’allestimento dell’architetto Corrado Anselmi che ha isolato con cornici dorate i disegni, sottolineando i rimandi ai dipinti. Come spiega Mazzocca, gli stessi contemporanei di Hayez rimanevano colpiti dal suo particolare modo di procedere basato sull’estro del momento, con continui ripensamenti, anche e soprattutto in corso d’opera, che in molti casi sono riconoscibili persino ad occhio nudo.

Francesco Hayez, Laocoonte, 1812, olio su tela, 175 x 246 cm, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera

Di Hayez si conosce anche una raffinatissima produzione di d’après: disegni e acquerelli che riproducono fedelmente alcune delle sue opere più celebri – verosimilmente destinati in dono ai collezionisti più affezionati – e che hanno costituito uno straordinario strumento di diffusione delle sue invenzioni

In mostra alcuni dei capolavori più celebri del grande pittore, indiscusso protagonista del Romanticismo. come La Meditazione dei Musei Civici di Verona – Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, vero e proprio manifesto delle lotte risorgimentali,  e l’Accusa segreta dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia, cui è accostato Il Consiglio alla Vendetta, prestigioso prestito proveniente da Liechtenstein. The Princely Collections, Vaduz–Vienna. Come ricorda il professore, il terzo quadro che completa il cosiddetto “Trittico della Vendetta” e che rappresenta il pentimento della protagonista, è oggi perduto, ma una riproduzione di quest’opera appare come bassorilievo bronzeo sul basamento del monumento ad Hayez di Francesco Barzagh eretto nel 1890 sulla piazza di Brera.

Francesco Hayez, Accusa segreta, 1847 – 1848 , olio su tela, 153 x 120 cm Pavia, Musei Civici del Castello Visconteo

Attraverso dieci sezioni, il percorso espositivo inizia dagli anni della formazione tra Venezia e Roma, dove Hayez ha goduto della protezione e dell’amicizia di Canova, fino alla prima affermazione a Milano e alle ultime prove della maturità. Uno speciale focus è dedicato ai disegni per la Sete dei Crociati, la sua opera più ambiziosa e impegnativa, che il pittore aveva programmato come il suo capolavoro, eseguita tra il 1833 e il 1850 e destinata al Palazzo Reale di Torino, dove si può ancora ammirare. Hayez è stato anche tra i più grandi ritrattisti di tutti i tempi, che ha saputo interpretare con la sua produzione lo spirito della propria epoca, come si evince dai bei ritratti in mostra, tra cui si segnale il curioso autoritratto – proveniente dal Museo Poldi Pezzoli – davanti ad una gabbia in cui sono chiusi un leone e una tigre che convivono pacificamente, episodio realmente accaduto a Milano che aveva destato lo stupore dei contemporanei. Hayez è stato protagonista di cambiamenti epocali, sia artistici che politici, testimoniando il passaggio dal Neoclassicismo al Romanticismo e al contempo sottolineando le istanze irredentiste del suo Paese, evocate da racconti allegorici e la scelta di soggetti che rimandavano ai temi cari ai rivoluzionari, come il celebre dipinto dedicato a Pietro l’Eremita che esorta alla Prima Crociata, chiaro riferimento, seppur inattaccabile da parte della censura, alla situazione politica del tempo. Celebrato da Giuseppe Mazzini come vate della nazione, ha condiviso con Manzoni e Verdi gli stessi ideali stringendo con loro un rapporto unico, di amicizia e di intesa culturale.

Grancesco Hayz, Veduta dell’installazione, Ph. G. Perottino

“Francesco Hayez, nato a Venezia nel 1791 e testimone da bambino della caduta dell’antica Repubblica, ha trascorso quasi tutta la vita e ha raggiunto il suo successo a Milano, dove è scomparso nel 1882, carico di anni e di gloria come un novello Tiziano, il pittore cui amava paragonarsi. […] La sua è stata una vita eccezionale sia dal punto di vista personale, essendosi riscattato dalle umilissime origini e dall’abbandono da parte della sua famiglia, sia sul versante di una strepitosa carriera che lo ha visto dialogare con i grandi artisti del suo tempo, cultori, letterati e musicisti. I suoi moltissimi amori e un grande slancio vitale sono documentati dalla sua pittura che ha espresso una serie di valori universali, celebrando la bellezza femminile e la forza dell’amore, come nella serie dedicata a Giulietta e Romeo” – commenta il curatore.

La mostra è stata resa possibile grazie a numerosi enti prestatori istituzionali: Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; Accademia di Belle Arti di Venezia; Accademia Nazionale di San Luca, Roma; Accademia Tadini, Museo dell’Ottocento, Lovere; Biblioteca Nazionale Braidense, Milano; Collezione Fondazione Cariplo, Gallerie d’Italia – Piazza Scala, Milano; Collezione Franco Maria Ricci, Labirinto della Masone, Fontanellato; Fondazione Musei Civici di Venezia, Gabinetto dei disegni e delle stampe, Ca’ Rezzonico, Venezia; Gallerie degli Uffizi, Firenze; GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino; GAM – Galleria d’Arte Moderna, Milano; MAG – Museo Alto Garda, Riva del Garda; Musée Faure, Aix-les-Bains; Musei Civici d’Arte Antica, Bologna; Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia; Musei Civici, Varese; Musei Civici di Verona – Galleria d’Arte Moderna Achille Forti; Museo Nazionale di San Martino, Napoli; Museo Poldi Pezzoli, Milano; Museo Revoltella, Trieste; Museo Vincenzo Vela, Ligornetto; Liechtenstein . The Princely Collections, Vaduz- Vienna.

In occasione dell’esposizione è stato pubblicato catalogo “Hayez. L’officina del pittore romantico” edito da 24 ORE Cultura.

PER INFO

GAM_Torino

Hayez. L’officina del pittore romantico

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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