giovedì , 11 Agosto 2022
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Dal Disegno al Dipinto. Un prezioso trittico inedito e il cartone prepatorio alla Pinacoteca Albertina

Per la prima volta viene presentato al pubblico un dipinto poco conosciuto della produzione di Gaudenzio Ferrari, oggi in collezione privata, posto in dialogo con uno dei cartoni preparatori conservati nella Pinacoteca Albertina.

Cartone preparatorio n°351 Santa Dorotea

Dopo il recente riallestimento della Sala dei Cartoni gaudenziani, la Pinacoteca dell’Accademia Albertina riprende il suo ciclo di mostre-dossier dedicate a opere pittoriche realizzate nell’ambito della bottega di Gaudenzio Ferrari, messe in dialogo con i materiali grafici di quella stessa officinaartistica appartenenti al Museo.

La Sala dei Cartoni della Pinacoteca Albertina

L’opera, costituita da tre pannelli lignei di cui sono state modificate le misure e la forma originarie, raffigura nella parte centrale la Madonna con il Bambino, san Giovannino e tre angeli, mentre negli scomparti laterali sono visibili due sante nell’atto di presentare alla Vergine delle dame inginocchiate in preghiera, probabilmente le committenti dell’opera. Le sante sono identificabili grazie ai loro attributi in Marta di Betania (a sinistra, con la Tarasca e l’aspersorio) e Dorotea (a destra, con il canestro da cui sgorgano miracolosamente dei fiori).

 

 

anta destra Santa Dorotea con una devota

Come raccontato dalla curatrice Serena D’Italia, il trittico è riconoscibile negli inventari della importante quadreria dell’avvocato Giuseppe Antonio Gattino (1802-1853), che era allestita nelle sale nell’attuale Palazzo Valperga Galleani di Torino, in via Alfieri 6, in cui il collezionista abitò a partire dal 1829. La pinacoteca passò poi per via ereditaria ai conti Ricardi di Netro e infine nel 1929 fu acquisita dall’antiquario torinese Pietro Accorsi e dispersa sul mercato. Le tre tavole qui presentate furono comprate pochi anni dopo dalla famiglia che tuttora le possiede. Gattino aveva acquistato l’opera nel 1830 a Chieri, poco lontano da Torino, dove pare che fosse conservata in San Domenico. Questa dunque potrebbe essere la chiesa per cui fu originariamente commissionata, oppure potrebbe provenire da qualche altro edificio religioso della zona ed essere stata trasferita lì in seguito alle soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi (1802), che provocarono la dispersione di una grossa parte del patrimonio artistico piemontese.

 

Pannello centrale: Madonna con Gesù Bambino e San Giovanni

L’opera è attribuibile al grande pittore di origine valsesiana Gaudenzio Ferrari (nato a Valduggia, documentato a partire dal 1507 e morto a Milano nel 1546), dipinta verosimilmente con l’aiuto di un collaboratore intorno al 1540 o poco prima; la tavola centrale è ispirata alla cosiddetta Madonna degli aranci, una grande pala commissionata nel 1529 a Gaudenzio per la chiesa di San Cristoforo di Vercelli.

 

Anta sinistra Santa Marta con una devota

 

La collezione della Pinacoteca dell’Accademia Albertina conserva un cartone (il numero 351) raffigurante Santa Dorotea con una devota, che, come suggerisce la Dottoressa d’Italia, fu probabilmente realizzato dallo stesso Ferrari come traccia grafica per la tavola di destra dell’opera qui presentata. Le indagini scientifiche eseguite sul trittico in occasione del restauro hanno dimostrato, grazie alla tecnica della riflettografia infrarossa, la precisa corrispondenza del disegno preparatorio sulla tavola con il cartone, confermando che proprio questo grande foglio o una sua copia diretta sono stati utilizzati come impostazione per la stesura pittorica.

Come affermano nella prefazione del catalogo il Presidente dell’Accademia Paola Gribaudo e il Direttore Edoardo Di Mauro: “Il rinnovato allestimento della Sala dei Cartoni Gaudenziani, inaugurato nel 2019 grazie al sostegno della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e con il contributo di Reale Mutua, ha aperto la strada a nuovi significativi progetti di valorizzazione. In primis, nel 2020, la pubblicazione del grande volume che presenta al pubblico le foto ad alta risoluzione di tutti i disegni preparatori ri[1]nascimentali della collezione della Pinacoteca Albertina, stampato nelle due edizioni italiana e inglese. Ora, nel 2022, la possibilità di accogliere un importante ospite sotto la luce del nuovo apparato illuminotecnico progettato da Officina delle Idee”[…]“A quarant’anni esatti dall’inaugurazione della grande mostra del 1982 sui cartoni gaudenziani, il nostro nucleo di grafica unico al mondo conferma la sua importanza, sia dal punto di vista scientifico che da quello didattico. Un vero fiore all’occhiello della Pinacoteca Albertina che in veste di Presidente e Direttore dell’Accademia Albertina ci siamo posti l’obiettivo di continuare ad approfondire e a raccontare al pubblico, cittadino e internazionale, costruendo significativi percorsi di confronto, dal disegno al dipinto”.

La mostra presso la Pinacoteca Albertina sarà visitabile tutti i giorni feriali e festivi dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30) a esclusione del mercoledì che è il suo giorno di chiusura e sarà compresa nel biglietto di ingresso del Museo.

In catalogo, edito Albettina Press, testi di Serena d’Italia, Massimiliano Caldera, Maria Concetta Capua, Giulia Rollo, Enrico Zanellati.

PER INFO

Pinacoteca Albertina Torino

 

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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