venerdì , 26 febbraio 2021
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Le metamorfosi del gioiello contemporaneo da Creativity a Torino

Sarà possibile visitare sino al 5 gennaio 2019 “Materia Metamorphosis”, un progetto a cura di Susanna Maffini e Paola Stroppiana per Creativity Oggetti, spazio d’avanguardia di arte e design nel cuore di Torino.

Quattordici autori di gioiello contemporaneo, provenienti da 12 paesi, sono stati selezionati dalle curatrici per la loro capacità di coniugare il linguaggio poetico ad un’attenta ricerca sui materiali, portati spesso oltre ai loro limiti grazie a sperimentazioni e nuove tecnologie. Gli autori selezionati per questo progetto espositivo sono tutti, da anni, attivi sulla scena internazionale: Raluca Buzura (Romania), Corrado De Meo (Italia), Clara Del Papa (Venezuela), Gésine Hackenberg (Olanda), Satomi Kawai (Giappone), Anna Król (Polonia), Seulgi Kwon (Corea), Jounghye Park (Corea), Daniella Saraya (Israele), Nicole Schuster (Germania), Rita Soto (Cile), Luca Tripaldi (Italia), Flóra Vági (Ungheria), Snem Yildirim (Turchia).

A loro è stato chiesto di confrontarsi con il concetto di metamorfosi inteso nella sua accezione più ampia, inclusiva non solo dei processi di trasformazione della materia, fattore che costituisce il loro abituale territorio di ricerca, ma anche degli aspetti più concettuali che ne guidano le scelte. Il concept della mostra ha chiesto loro di produrre un gioiello senza limiti di tipologia, materiale o fruizione (maschile o femminile), che si stagliasse su un nuovo orizzonte semantico, a partire dalla materia che si altera nel tempo o per mezzo di agenti esterni, e che esprimesse nuovi esiti formali, portatori di nuovi significati.

Daniella Saraya, giovane autrice israeliana, si è ispirata al mito di Icaro per una metamorfosi di matrice psicologica, che sfida le leggi della Natura in una dicotomia irrisolvibile: il suo anello-scultura, pensato anche per un uomo (così come molti dei suoi ornamenti che seguono le linee del corpo come impossibili protesi) è macro-dimensionato, in contraddizione con la funzionalità dell’ala alla quale si ispira nella forma scapolare e nella resa della superficie, che richiama l’opacità della patina ossea. La materia, una resina con polvere di marmo, rimanda alla pesantezza dei nostri limiti, mentre i fili di rame posti sui bordi sono poetici e leggerissimi accenni ai riflessi d’oro del Sole, e quindi dei nostri desideri più reconditi.

Daniella Saraya

 

Corrado De Meo da sempre sperimenta i materiali, trasferendo in questa ricerca un pronunciato afflato poetico: le sue spille, “Costellazioni Improbabili,” presentano piccole perle che punteggiano una resina con pittura acrilica metallica, volutamente lasciata ruvida e irregolare, dalle tonalità opache, che a differenza delle perle “siderali”, compresse in un territorio lunare, assorbono la luce.

Flora Vlagi, autrice ungherese, studia il potenziale nascosto nei materiali: li osserva, ne sperimenta le risposte, cerca quelle che definisce coincidenze controllate, un punto di contatto tra sperimentazioni celebrali attese e soluzioni reali: la spilla Bluegold bird, dalla serie Birds series, è costituita essenzialmente da pagine di un libro finemente modellate e dipinte. Il risultato è una metamorfosi di senso nel percepito visivo, la volumetria scultore a cromatica rimanda per associazione di idee ad un uccello variopinto, destabilizzando felicemente la lettura del materiale. Anna Król, giovane artista polacca, è parimenti interessa alle dinamiche della creazione: la metamorfosi, nuovamente, è un processo prima di tutto mentale. I materiali si pongono al servizio di una libertà di sperimentazione e conseguente attesa del risultato finale. Il gioiello è esito di un atto creativo complesso, dove molteplici elementi entrano in gioco, la preziosità dell’argento, il trattamento di ossidazione, la resa opaca della materia a rievocare superfici ossee o lignee. Esso è il risultato di nuove mappature mentali che l’artista si concede, un atto creativo che avviene malgrado sé. La collana in mostra è espressione di una Natura futuribile, che connette tutti i mondi messi in gioco dall’autrice, un oggetto dalla chiara suggestione organica, eppure fortemente celebrale.

Flora Vagi

Anche per Clara del Papa, venezuelana, il metallo corroso da agenti naturali come l’aceto balsamico conduce ad imitare in tutto e per tutto la superficie lignea e a riportare alla mente il fitto intrecciarsi di rami o addirittura una nido. Il gioiello da mano affronta la metamorfosi della funzione, dalla natura al corpo umano, in un processo di compenetrazione tra i due mondi. Forte delle sue radici latinoamericane, Clara accompagna la sua ricerca con un tocco di realismo magico che traferisce in poesia una tecnica attenta e una profonda lettura del rapporto demiurgo-metallo, dove quest’ultimo si lascia plasmare, ma a sua volta suggerisce forme e finiture.

Gésine Hackenberg, olandese di origine tedesca, esplora le intersezioni concettuali tra gioielli e oggetti della vita quotidiana. La sua ultima ricerca mira ad indagare come lo stato d’animo o un preciso ambito culturale possano influenzare l’ornamento nella sua specifica forma, influenzandone anche la componente semantica. Il tema del movimento circolare, un vortice che mantiene il proprio asse di equilibrio, rimanda alla danza dei dervisci e alle pirouette del balletto classico, oriente e occidente, e alla tecnica stessa del ceramista che ruota l’argilla. L’azione ripetuta diventa atto meditativo, le sue ceramiche acquisiscono il carattere di oggetti nello spazio per cui la forma è movimento, presente e dominate nella Natura, nei vortici d’acqua, nella rotazione dei pianeti, nelle danze sacre

Per Raluca Buzura la porcellana, materiale che predilige per la sua ricerca e con la quale si confronta da più di vent’anni, è immagine stessa delle metamorfosi insita nella vita: i suoi anemoni di porcellana, non veri ma verosimili, provengono da un mondo onirico e attingono ad un ampio bagaglio culturale, filtrato da una sensibilità non comune. Una sensibilità che contraddistingue anche il lavoro di Satomi Kawai: per Satomi la transizione tra Natura (macro-dimensione) e corpo umano (micro-dimensione) è essenziale nella sua ricerca, che include anche atti performativi.

Raluca Buzura

Seulgi Kwon introduce con la sua raffinata tecnica un nuovo concetto di metamorfosi dei materiali sintetici, che raggiunge esiti altissimi nella resa finale. I suoi gioielli sono organismi naturali afferiscono al mondo vegetale e animale, evocano organismi cellulari fluidi, dalla forma mutevole e liquida, che lo spettatore può interpretare in modo sempre diverso, come nelle intenzioni stesse dell’autrice.  Questo grazie all’uso di sottilissimi strati di silicone, un procedimento lungo e complesso che Seulgi ha raffinato nel tempo e che completa con l’inserimento di pigmenti misti, perline, tessuto, carta, filo e altri materiali. Anche i delicati organismi vegetali di Jounghye Park rappresentano un vero e proprio cortocircuito semantico: la spilla in mostra, dal titolo “Spore”, è realizzata in argento e seta delicatamente dipinta, quest’ultima simbolo per eccellenza della metamorfosi in ambito animale.

Seulgi Kwon

Le potenzialità dei materiali e le loro potenzialità strutturali affascinano Snem Yldirim, sostenuta nella sua ricerca dagli studi in architettura; Snem ha trovato nel gioiello un efficace modo di esprimere il proprio mondo culturale e il contesto sociale in cui vive. Nuove forme per nuovi scenari dell’immaginario per Luca Tripaldi: la porcellana, orizzonte su cui si muove da anni con eleganza e perizia tecnica, è foglio bianco su cui intervenire con continue sperimentazioni e inserimenti di nuovi materiali per modificarne funzionalità e percezione, come si può osservare sulle spille in porcellana e silicone che le rendono leggere, quasi fiori stilizzati. Il gioiello come espressione del proprio mondo culturale è orizzonte creativo anche per Rita Soto, cilena, che nelle sue opere unisce suggestioni contemporanee al recupero della sapienza artigiana tradizionale del suo paese, utilizzando la tecnica della tessitura del crine di cavallo, della quale sperimenta resistenza e fragilità. La serie di spille “Realismo Viscerale” presenta forme organiche di brillante immaginazione che si riferiscono al corpo, ma anche ad organismi in continua trasformazione.

Snem Yldirim

 

 

I codici naturali rivisitati alla luce delle nuove tecnologie, virtuali, sono per Nicole Schuster costante motivo di indagine: non a caso il suo lavoro è summa perfetta per questo percorso di metamorfosi materica, concettuale e culturale: chi o cosa, o meglio, quale metamorfosi prenderà il sopravvento nel futuro? Realtà naturale o realtà artificiale? Nicole pensa ad un mondo  fatto di ornamenti dove i materiali plastici stampati in 3D e decorati da pittura fluorescente sono, in potenza, straordinari ibridi di cellule naturali e organismi sintetici, proposta di armonia tra naturale e artificiale.

Nicole Schuster

Accompagna la mostra un catalogo bilingue con testo critico di Paola Stroppiana e progetto grafico a cura di Barbara Sales. Le immagini sono a cura di Federica Cioccoloni, giovane fotografa romana, che negli ultimi anni si è specializzata nella non facile arte di restituire l’immagine tridimensionale del gioiello sulla pagina con esiti di grande efficacia e qualità.

 

Per info

Creativity Oggetti Torino

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