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lunedì , 10 dicembre 2018
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Francesca Manetta_Eternity is a state of mind

La poetica eternità di Francesca Manetta da Gilda Contemporary

Sarà visitabile sino al 18 giugno la personale di Francesca Manetta dal titolo Eternity is a state of mind presso Gilda Contemporary Art a Milano.

La mostra, curata da Cristina Gilda Artese e Laura Luppi, propone una serie di lavori inediti, opere fotografiche caratterizzate da una forte componente onirica, un costante richiamo di simboli e di riferimenti a miti e racconti del passato, alla letteratura e alla storia dell’arte, e soprattutto al mondo vegetale, posto in continuo dialogo e addirittura simbiosi con la figura umana.

Nei lavori realizzati appositamente per lo spazio di Via San Maurilio Francesca Manetta pone al centro della sua riflessione la rosa, fiore che diventa simbolo e protagonista dell’intero ciclo, sino a diventare elemento astratto ed evocativo di un preciso sentire, di un’atmosfera poetica e rarefatta che avvolge lo spettatore in un installazione fortemente emozionale. La rosa in letteratura è simbolo del ricordo e dell’aspetto effimero del tempo, posto quindi in contrasto con l’idea di eternità, che l’uomo può solo declinare, nella sua incapacità di possederene appieno il concetto ontologico, alla sfera dei ricordi e a quella dimensione mentale in cui rivivere, “eternamente”, il ricordo stesso.

 

La sequenza delle opere in mostra, nell’assenza di riferimenti alla quotidianità e di aspetti narrativi, rimanda ad uno spazio-tempo indeterminato, come sospeso, proprio di un “stato della mente”, in cui tornano temi già cari all’artista, quali la femminilità, l’identità, il ricordo.

L’artista stessa, soggetto e oggetto di ogni creazione, dialoga con la rosa, i suoi petali, il suo cromatismo sofisticato, in percorso che si fa via via introspettivo, non privo di rimandi allegorici a letteratura (in particolare alla fiabe di Hans Christian Andersen) e storia dell’arte, come per l’opera che rimanda a Le cattive madri (1894) di Giovanni Segantini conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna, di cui viene tuttavia colto l’aspetto formale della donna-albero, più che quello semantico.

Pur realizzate digitalmente, le opere di Francesca Manetta sono vicine alla resa pittorica sia per la sua costruzione che per il suo risultato estetico, nonché per l’intenzione gestuale e per le atmosfere ricreate.

Il percorso espositivo è arricchito da un’installazione site-specific posta al centro della seconda sala: un enorme ibrido biomorfico, un cuore – albero in legno costruito come quinte teatrali, a cui appendere, in piccoli contenitori anch’essi a forma di cuore umano, ricordi, piccoli oggetti, fotografie donati dai visitatori: un lavoro in divenire, che si accresce delle valenze che mano a mano gli sono conferite, e di cui si fa portatore del valore altamente simbolico dei piccoli lasciti. La realizzazione della mise en scène, che l’artista cura personalmente in ogni suo aspetto, è una parte fondamentale del fare artistico di Francesca, così come sono gli studi di danza classica e contemporanea che ben si leggono nell’estetica dei suoi autoritratti, messe in scena questa volta gestuali, dal grande effetto coreografico e dall’intenso effetto evocativo, sensuale.

 

 Per info

FRANCESCA MANETTA. Eternity is a state of mind

Gilda Contemporary Art 

Via San Maurilio 14 Milano

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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2 Commenti

  1. Davvero interessante 🙂 Grazie

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