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sabato , 20 ottobre 2018
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  • Lee Mingwei - When beauty visits

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  • Lee Mingwei - The mending project

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Lee Mingwei. Il dono è Arte

Donare, condividere, riconoscere la bellezza. Sono i soggetti dell’arte di Lee Mingwei. Ogni sua opera d’arte vive di vita propria. Richiede tempo. La sua estetica è fatta di spazi e momenti di pace, scambio, intimità. La sua arte non vuole una folla di persone ad ammirarla. Non segue la logica dei musei.

Ci sono forme d’arte che stupiscono generazioni di spettatori, altre che catturano l’attenzione per esaurirsi nel breve svolgersi di un’azione, come le performance. I progetti di Lee Mingwei capovolgono il concetto di fruizione dell’opera d’arte ed espandono i suoi confini nello spazio e nel tempo.

“When beauty visits” e “The mending project”, i due progetti portati dall’artista all’ultima edizione della Biennale di Venezia, ancora vivono e si stanno realizzando. Si perché come ci racconta lo stesso artista “è necessario prendersi il proprio tempo” e così comprendere il valore del dono ricevuto e trovare la bellezza nella propria vita. È come se un filo, anzi parecchi, legassero ancora persone sparse in tutto il mondo all’esperienza vissuta a Venezia e all’artista.

“Chi partecipa alle mie performance è aperto a nuove possibilità”. È qualcosa a cui non eravamo abituati. L’arte di Lee Minguwei è impalpabile, anche se spesso la sua realizzazione ha bisogno di contesti ben precisi, e a volte di grandi dimensioni, per realizzarsi. Ha una portata altrettanto sconvolgente di un evento atmosferico che non possiamo controllare. Ti cambia, nel senso di ribaltare completamente i valori e i punti di riferimento, di chi la vive o la osserva, nel profondo e nel tempo. Lee Mingwei rievoca il potere dell’arte di essere una curatrice dell’anima, un dono.

Lee Mingwei performing When beauty visits, photo courtesy of Lee Studio

When beauty visits
È un progetto che ha a che fare con la fede e la fortuna. La fortuna di trovare la bellezza nell’incontro con l’altro. E’ la prima volta che Lee Mingwei parla di bellezza in uno dei suoi progetti. Dedica un anno, prima della performance che a luogo a Venezia, per selezionare storie personali che la raccontino. Sono storie di sconosciuti, amici, parenti, persone incontrate per caso.

Il progetto entra nel vivo nei 6 mesi della Biennale di Venezia. Nel bellissimo giardino creato da Carlo Scarpa nel 1952 nel padiglione centrale dei giardini (ristrutturato e riportato agli splendori originari per l’occasione), si realizza un momento di contemplazione, protagonista la bellezza, estetica in questa seconda fase. L’artista, o un suo aiutante, in una veste cerimoniale invita una persona nel giardino privato, è il caso a decidere chi, lasciandola in contemplazione della bellezza. Passa poco tempo e torna con un dono speciale. Una candida busta bianca, che contiene una delle storie selezionate dall’artista. Potrà portarla con sé.

La richiesta di Lee Mingwei, infatti, è di aprirla solo nel momento in cui la persona incontrerà il suo prossimo momento di bellezza. Un dono che né l’artista né il fortunato protagonista della performance sanno quando sarà aperto. Oggi, domani o tra molto tempo. Ognuno si prenderà il proprio tempo. E così, due persone che non si conoscono e molto probabilmente non si incontreranno mai più, condivideranno la bellezza e un nuovo concetto di dono.

Lee Mingwei performing The mending project, photo courtesy of Lee Studio

The mending project
Il progetto nasce da un fatto forte, che ha sconvolto il mondo intero e toccato personalmente la vita dell’artista. Durante l’attentato delle torri gemelle aveva creduto di aver perso il suo compagno e, per ingannare l’attesa, iniziò a rammendare ciò che aveva bisogno di essere sistemato.

“Ci sono voluti 9 anni per trasformare quel momento in qualcosa di poetico”.  Il progetto è stato ripetuto in location diverse, ultima la Biennale di Venezia. I visitatori si trovano davanti ad un allestimento che in nulla ricorda quanto lo ha ispirato. Visivamente c’è un certo ritmo dato dai diversi rocchetti di colore, ma qual è il loro significato?

Lee Mingwei chiede ai visitatori di portare un proprio indumento, di qualsiasi genere o colore purché rovinato o bucato. Se non c’è nulla da riparare l’artista o un suo assistente intervengono abbellendolo. Lee Mingwei crea un decoro sull’indumento, che si trasforma nelle sue mani in un regalo unico per il visitatore. E nel frattempo, nella conversazione, entrano in gioco sensazioni, ricordi, legami molto profondi. Ognuno porta con sé la propria storia personale.
In The mending project lo scambio tra artista e visitatore avviene allo stesso livello. E’ intimità, fiducia, empatia. “Quello che ricevo è molto più potente di quello che do”, ha raccontato in più occasioni Lee Mingwei. Quando l’artista creò il progetto, l’intento non era quello di provocare una forte reazione emotiva nel visitatore. “E’ successo e basta”.

Gli abiti disposti sul tavolo dell’istallazione veneziana, in realtà, erano quelli dei cittadini o di coloro che potevano tornare a riprenderli. Da ciascuno di essi un filo colorato, a rappresentare un incontro, fa capo a un rocchetto disposto dall’artista sulla parete.

Riappropriarsi del proprio tempo è il vero regalo, questo è il messaggio che ci lascia l’artista. Diffondiamolo il più possibile.

VIDEO – Lee Mingwei – When Beauty Visits
VIDEO – Lee Mingwei – The Mending Project
I libri di Lee Mingwei

La mia biblioteca – Lee Mingwei
– Lewis Hyde, The gift: Imagination and the erotic life of property, 1983
– Allan Kaprow, Essays on the blurring of art and life, 1993
– Elaine Scarry, On beauty and being just, 1999.
– Sei Shōnagon, Makura no Söshi (The pillow book), 1002
– Meng Yuanlao, Dongjing Meng Hua Lu (The Eastern Capital: A dream of splendour), 1187

www.leemingwei.com

VIVA ARTE VIVA
57. Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia, a cura di Christine Macel
www.labiennale.org/it/arte/2017

 

 

About Diana Cicognini

Diana Cicognini
Diana. Dea cacciatrice! Il mio territorio è Milano, la mia preda l'Arte ... che racconto, scrivo, disegno (dipingo) e metto in mostra. La mia Canon mi accompagna sempre per testimoniare la bellezza e là dove il mio obiettivo fotografico non arriva...un grazie dichiarato ad artisti, gallerie ed uffici stampa che mi concedono "uno scatto" per le mie parole.

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