venerdì , 22 marzo 2019
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I preziosi voli di Antonio Paradiso da BABS Art Gallery a Milano

La Nascita del volo è il titolo della mostra personale di Antonio Paradiso presso BABS ART GALLERY sino al 26 gennaio 2019.

Per la nuova mostra in galleria, a cura di Ermanno Tedeschi, Barbara Lo Bianco ha scelto la poesia di un maestro della scultura come Antonio Paradiso: una scultura fortemente materica, che l’artista, nato a Santeramo (Bari) nel 1936, ha saputo declinare in gioielli aerei ed eleganti, di grande suggestione, che dialogano efficacemente con le opere installative disposte nello spazio, sino ad occupare con grazia le pareti.

 

Tutte le opere giocano con precisi rimandi le une con le altre, attenendosi con equilibrio all’intensa lezione di Paradiso sia nella scelta di misurarsi con differenti materiali (corten, bronzo, alluminio, argento, pietra di Trani trattata col verde rame), sia nelle tematiche che hanno puntellato la sua vita di artista e studioso. La forma del colombo in volo moltiplicato, in positivo, in negativo, in traforo, ora disposto su fili che diventano pentagrammi ed evocano silenziose armonie, ora in libero e invadente volo sul muro o in raffinatissimo stormo dipinto su ceramica, è diventato leit –motiv ripetuto eppure sempre nuovo, forma stilizzata e quindi concetto astratto, emblema stesso del volo in natura e dei suoi significati più alti, sui quali l’artista riflette e argomenta con profondo afflato poetico e al contempo visione razionale, come si legge nel testo che accompagna la mostra.

Paradiso evoca le riflessioni sul volo dei colombi, cercando di carpirne i segreti e prendendo in esame le diverse teorie scientifiche: “Ho sempre sognato ad occhi chiusi, con il mio pensiero, spazi infiniti da guardare, da meditare, da elaborare, ma dopo aver visto il lancio dei piccioni viaggiatori, dal momento in cui prendono il volo per andare a cercare il compagno o la compagna, ho capito che non era un volo normale, ma un volo misterioso, i cui movimenti sprigionano tutta la gioia che il colombo ha immagazzinato in quel momento, una sfida all’essere, una liberazione; volare era ciò che noi uomini cerchiamo di praticare da tremila anni a partire da Icaro fino all’astronauta che va sulla luna. Il volo dei piccioni viaggiatori sprigiona una fascino strano che colpisce chiunque.

Tre sono le teorie di navigazione del colombo viaggiatore a seconda della distanza:
1* Fondo, 1000 Km. – Questa prima navigazione è ancora oggi, nell’anno 2015, un mistero. Come il colombo si orienta? Dal lancio alla gabbia sono 1000 Km, però mille colombe, mille gabbie in diversi punti dalla partenza fino a centinaia di chilometri di distanza da una gabbia all’altra. Ognuno vola nei cieli da solo verso la sua meta; meta la colombaia o il partner, spazio materiale o spirituale?. Gli scienziati tedeschi dicono che il colombo ha, tra il cervello e il becco, una bussola microscopica. I biologi Italiani affermano che i colombi sono carichi di magnetite, da cui deriva l’orientamento; sia l’una che l’altra teoria non riconosce l’opposto, quindi teorie incerte e per cui nulle.

2* Distanza, 500 Km. – Navigano con l’olfatto, riconoscendo in ogni zona che attraversano la montagna, la collina o il mare; infatti se si elimina l’odore con una mascherina sulle narici o con un operazione chirurgica, escludendo il nervo olfattivo, arrivano in ritardo o alcuni giorni dopo.

3* Zona, 50 Km. – Navigano a vista. Ormai siamo nello spazio di arrivo e ognuno piomba nella propria piccionaia. I Colombi, di tutte le regioni del nord che vanno dal Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria, vengono raccolti a Lissone, Milano, portati con camion a Battipaglia e di là lanciati […] In genere, quando avviene la gara di fondo, gli allevatori usano tecniche per aumentare il desiderio del ritorno del colombo; hanno inventato per questo il vedovo, cioè separano il colombo e la colomba, che deve partire per la gara, in due gabbie diverse per due giorni, in modo che la separazione contribuisca ad aumentare il desiderio del contatto fisico. Il colombo di natura monogamico, non si accoppia con altri colombi, non prima di venti giorni della separazione.

L’artista giunge ad una conclusione che lega la scienza alla poesia, quindi all’arte e ad un sentimento pan-religioso:  “E’ mia teoria, anche se sbagliata, che il mistero della navigazione del colombo sia l’amore, quindi Dio.

 

Paradiso ha studiato scultura all’Accademia di Belle arti di Brera a Milano con Marino Marini. Ha esposto in numerose sedi in Italia e all’estero, tra i quali i Musei d’Arte Moderna di Dortmund, Helsinki, Colonia, Los Angeles, Belgrado. Nel 1978 ha partecipato alla Biennale d’arte di Venezia. Nel 2000 ha creato il Parco Scultura La Palomba a Matera, un sito archeologico ed ex cava di tufo all’interno del Parco Regionale della Murgia che l’artista ha trasformato in un museo a cielo aperto: in esso le sue sculture e installazioni, veri e propri monumenti totemici, dialogano con quelle di altri artisti (Nagasawa, Carrino, Mainolfi, Mattiacci, Spagnulo, Staccioli, Trotta) e soprattutto con l’incredibile contesto naturalistico da cui, matericamente, paiono generarsi.

In mostra a Milano (dove già nel 2011 l’artista  aveva esposto l’installazione Ultima Cena Globalizzata nella corte di Palazzo Reale, realizzata con i resti contorti di acciaio delle Torri Gemelle di New York) le sue opere, così fortemente evocative di una materia densa, terrosa o metallica, espressa pienamente nelle grandi dimensioni, si fa leggera e aerea nell’argento martellato o bagnato in oro rosa, in piena armonia cromatica con le pietre dure verdi o rosse; l’oro e il bronzo, traforati e moltiplicati, parlano di una levità di voli che planano sul corpo sino a diventare segno grafico, nota musicale, elemento astratto di grande eleganza, che restituisce appieno l’universo poetico di Paradiso e da esso prende vita.

 

 

Per info:

BABS ART GALLERY

Via Maurizio Gonzaga 2,  Milano

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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