venerdì , 19 aprile 2019
  • Malika Favre - Apparition, Au Pas, Polka, Contre-Jour – Illustrazioni Seriali

  • Emiliano Ponzi - It’s not good enough n.7,8,6,9 - Illustrazioni Seriali

  • Cristina Martella - Flower on a map III – Galleria Maroncelli 12

  • Michele Berton - Origine dipendente - Galleria Maroncelli 12

  • Cosimo Cavallo olio su tele e biro su cartoncino – Giacomo de Vito scultura - Galleria Gliacrobati

  • Antonella Trasmundi pennarelli su carta - Galleria Gliacrobati

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Affordable Art Fair – Illustrazioni, Arte e mondo interiore

Le illustrazioni avvicinano all’arte sia i giovani che i collezionisti esperti. Presentate ad Affordable Art Fair opere originali e in edizione limitata che gli artisti Emiliano Ponzi e Malika Favre hanno realizzato apposta per questa edizione della fiera.

L’arte influenza la nostra salute? L’arte terapia è veramente efficace? Che effetto ha la presenza di opere d’arte negli ospedali? Esposte le opere di artisti per i quali l’arte nasce da un’urgenza emotiva, dalla necessità di esprimere il proprio mondo interiore, influenzato da situazioni di disagio o problematiche come l’autismo.

Entriamo ora nelle due sezioni di Affordable Art Fair 2019 Lose yourself nelle illustrazioni e Lose yourself nell’Outsider Art (o Art Brut)! attraverso le riflessioni delle protagoniste (che ringrazio per le immagini nell’articolo).

Chiara Pozzi, fondatrice di Illustrazioni Seriali

Seguo il lavoro di Emiliano Ponzi e Malika Favre ormai da molti anni e quello che posso dire è che prima di essere due illustratori sono artisti con personalità molto forti e ben definite.
I loro lavori, anche quando sono commerciali e quindi soggetti a una commissione, hanno una forte soggettività, e questo gli permette di utilizzare l’illustrazione come un mezzo per far sentire la loro voce ed esprimersi a pieno. Sono illustratori che possono integrarsi col mondo, non solo della pubblicità e della grafica, ma anche dell’arte e delle gallerie.Il mio obiettivo per AAF è stato quello di concepire una mostra nella fiera, selezionando opere di Ponzi e Favre, che pur essendo molto diverse tra loro, sono legate da un filo logico e da una tematica comune: la serialità.

Nell’ambito del progetto di Illustrazioni Seriali, abbiamo scelto di esporre una serie di Malika che ben si accosta con il principio di serialità che, nel caso degli artisti, può addirittura arrivare a diventare una vera e propria maniacalità. La serie rappresenta un corpo femminile (quello delle ballerine del famoso locale Crazy Horse di Parigi) muoversi tra pattern e giochi di colori. Proprio il corpo della donna, con le sue forme sinuose e la sua indiscussa eleganza, è una dei soggetti ricorrenti nei lavori di Malika, ed è lei stessa a definirla una vera e proprio ossessione.

Per il progetto di Illustrazioni Seriali, Emiliano Ponzi ha scelto di abbandonare il digitale creando una serie di opere originali, in acrilico e matita, dedicate appunto al tema della serialità. “La consapevolezza del margine di miglioramento attraverso la variazione sul tema dello stesso soggetto. Una linea meglio disegnata, una forma meglio concepita possibile solo attraverso ennesimi tentativi. Una ricerca metodica dell’estetica, migliore di ieri, ma peggiore di domani. Ci racconta Emiliano quando parla di questa nuova serie. La perfetta sintesi della meticolosità del metodo di lavoro di un grande professionista come Emiliano Ponzi.

www.illustrazioniseriali.it

 

Antonia Jacchia, al centro, Galleria Maroncelli 12

Antonia Jacchia, Galleria Maroncelli 12

Il processo creativo, nonostante la gestazione possa essere travagliata, porta infine un benessere psico fisico all’artista che si riconosce nella sua opera e si realizza attraverso la propria capacità espressiva. Questo, secondo me, vale in generale per ogni artista. A maggior ragione per l’artista Outsider, che autodidatta e spesso affetto da un disagio psichico, trova nel suo fare arte il proprio canale espressivo e di comunicazione. In alcuni casi il solo mezzo per esprimere se stesso.

L’arte terapia, credo che sia uno strumento efficace (tra i vari a disposizione del terapeuta) per l’analisi del paziente. Ma questa domanda dovrebbe essere girata a uno psichiatra che ha le competenze per valutare quanto l’arte terapia possa contribuire al percorso di cura della persona affetta da disturbi psichici. Quello che vorrei sottolineare e chiarire è che l’arte terapia non è ARTE. I vari centri di arte terapia sono condotti, in genere, da terapeuti che appunto utilizzano pennelli e colori per far esprimere il paziente ed eventualmente analizzarne i risultati.

Diverso il discorso con gli ATELIER, i laboratori che storicamente sono nati, in passato, negli ospedali psichiatrici più all’avanguardia (vedi l’atelier La Tinaia presso l’ospedale psichiatrico di Firenze, oppure quello diretto dallo scultore Michael Noble nel manicomio di San Giacomo alla Tomba, a Verona, o l’Atelier di pittura Adriano e Michele di San Colombano al Lambro, Milano). Oggi i manicomi non esistono più ma continuano a esistere alcuni degli atelier storici e altri nuovi hanno aperto i battenti. In questo caso si tratta di laboratori d’arte condotti da artisti e frequentati da persone con disagio psichico ma con una forte predisposizione artistica. L’artista/conduttore non influenza in alcun modo il percorso espressivo dell’autore ma gli fornisce i mezzi (carta e pennelli) perché l’autore possa esprimersi liberamente. E naturalmente non tutti gli autori che frequentano gli atelier assurgono alla “fama” di artisti.

In fiera portiamo il lavoro di Dan Miller, già presente all’edizione della Biennale di Venezia curata da Christin Macel. Artista autistico che lavora nel Creative Growth Art Center di Oakland (California – per persone con difficoltà psicologiche), Dan crea meravigliose immagini astratte, tornando sul segno più e più volte fino a cancellarlo. Una poesia visiva straordinaria. Il francese Pierre Soufflet dipinge i suoi totem, la sua “improbabile tribù”, un mix originale di pittura, inchiostro e acrilico fortemente ispirato dai lavori di Jean-Michel Basquiat e Antonio Saura. I lavori di Mauro Gottardo (in mostra fino al 31 gennaio in galleria) sono narrazioni simboliche di arte grafica e lettering.

Shaul Knaz è nato, lavora e tuttora vive in un kibbuth in Israele. Artista autodidatta con la sua opera materica dai segni e personaggi stilizzati, mette l’uomo al centro di tutto e ne racconta la difficoltà nel sostenere le relazioni. Originali, dinamici, sempre in movimento, i lavori di Michele Berton, pennellate dense e colorate come “onde di probabilità” che coinvolgono lo spettatore in una sorta di meditazione. Colorate e di grande effetto le tele di Cristina Martella, giovane artista abruzzese che fa dell’esplosione del dettaglio la sua cifra stilistica e il suo canale di comunicazione con la natura e con la vita.

Differenti stili, differenti approcci, diverse le tecniche e i supporti: a dimostrazione della creatività e della ricerca di un impatto emotivo, oltre che visivo di cui si fa portavoce la galleria.

Maroncelli 12
www.maroncelli12.it

Marzia Capannolo e Francesco Sena, Galleria Gliacrobati

Gliacrobati, Marzia Capannolo

Siamo una galleria specializzata in Art Brut / Outsider Art. Gli artisti da noi rappresentati perseguono necessità espressive interiori, in costante dialogo con caratteristiche psichiatriche e specificità biografiche, che compongono un vissuto che necessariamente si riflette nella realizzazione di opere contraddistinte da una estetica completamente autonoma rispetto alle tendenze del sistema ufficiale dell’arte contemporanea. Per questa edizione di Affordable Art Fair abbiamo scelto di presentare una serie di opere inedite realizzate dai nostri artisti più rappresentativi, ovvero Cosimo Cavallo, Antonella Trasmundi, Giacomo de Vito, Giovanna Preve, Mauro Rolle e Zaira D’Agata: linguaggi diversi che vanno dal disegno digitale, al pennarello, alla scultura, fino alla pittura e alla mail art. La produzione delle loro opere è dettata unicamente dall’urgenza espressiva con la quale raccolgono e restituiscono il senso del loro esistere, imprimendo in esse, in modo non necessariamente consapevole, uno spessore qualitativo e estetico che noi, addetti ai lavori, abbiamo il compito e il dovere di rendere intellegibile al pubblico.

www.gliacrobati.com

About Diana Cicognini

Diana Cicognini
Diana. Dea cacciatrice! Il mio territorio è Milano, la mia preda l'Arte ... che racconto, scrivo, disegno (dipingo) e metto in mostra. La mia Canon mi accompagna sempre per testimoniare la bellezza e là dove il mio obiettivo fotografico non arriva...un grazie dichiarato ad artisti, gallerie ed uffici stampa che mi concedono "uno scatto" per le mie parole.

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