domenica , 21 aprile 2019
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Il mondo delle Fake News da GSF Contemporary Gallery

Fino al 4 maggio 2019 la GSF gallery ospita “Anna Frank è un falso storico, lo dice un tipo su Nemo”:  la mostra propone per la prima volta nel panorama nazionale il lavoro di cinque giovani artisti che operano fra Torino e Milano con una poetica uniforme e innovativa, Charlie, Ermanno Brosio, Federico Caputo, Marcopolo, Wok.

Il titolo della mostra pone l’attenzione sulla crucialità del mondo social e sul meccanismo di trasmissione delle notizie e delle informazioni attraverso il web. Gli artisti coinvolti indagano esteticamente questo problema con tecniche e con approcci diversi ma con una coerenza di fondo che rivela un’omogeneità estetica che affonda le sue radici in una concezione totale dell’arte che si irradia in numerosi ambiti e che condividono: dalla pittura alla fotografia, passando per il ricamo, ma anche attraverso la customizzazione di abiti, la creazione di linee di moda e con uno stretto rapporto con la cultura Trap. Non è dunque un caso che la mostra sia curata da due cantautori appartenenti a questo ambito, G.Pillola e Jack Out, un aspetto che indubbia accresce il valore sperimentale dell’operazione, offrendo ulteriori chiavi di lettura.

Le opere di Charlie, pseudonimo di Daniel Carletto (Cuneo, 1994, vive a lavora a Torino) indagano la rappresentazione della realtà attraverso i social network. L’artista presenta dei dipinti il cui soggetto è tratto da una diretta Instagram bloccata in un opportuno momento e catturata attraverso uno screenshot. In altri lavori prende invece come soggetto elementi del videogame “Gta: San Andreas”, ambientato nella Los Angeles del 1992, in piena rivoluzione Hip-hop. L’artista riproduce una fotografia scattata all’interno del videogame, sia in formato digitale, come stampa fotografica, sia in modo pittorico.

Ermanno Brosio

Ermanno Brosio, (Casale Monferrato, 1995, vive a lavora fra Torino e Milano) nei dipinti incentrati sul tema dei ritrovamenti presenta l’affioramento di un modo di vivere, pensare e credere differente. Il problema della pittura diventa portatore della verità del suo tempo, mentre il passato torna ad essere concreto, creando un nuovo ponte con il presente. Si tratta di opere in cui la pittura è il prodotto di un’autentica ricerca tecnica messa alla prova su soggetti stranianti che rimandano ad un immaginario estetico fortemente connotato generazionalmente.

Wok, pseudonimo di Flavio Rossi (Torino, 1995, dove vive e lavora) si è diplomato nel 2018 presso l’Accademia di Belle Arti di Torino, dal 2017 collabora con il brand di fashion Off-White™: per questo progetto espone una serie di opere che vuole essere una sorta di sintetica rassegna delle immagini mediatiche che più hanno colpito l’artista nell’anno appena trascorso. Si va dalla celebre foto del cadavere di Stefano Cucchi, simbolo di una dramma divenuto mediatico, al gatto Wilfred, reso famoso sui social tanto da tramutarsi in una vera e propria icona a causa del suo aspetto ridicolo, per poi approdare a Olindo e Rosa, protagonisti della cronaca nera, ritratti in un grande dittico. Con la sua tecnica a spray, l’artista mette in scena le immagini esattamente come sono apparse nel web rendendo eterna un’iconografia altrimenti destinata ad essere fagocitata dalla rapidità della comunicazione Internet.

Wok

 

La ricerca artistica di Federico Caputo (1995, Sanremo, vive e lavora a Torino), ha come base la tradizione e lo stile sartoriale italiano applicati ad un immaginario che affonda le radici nella storia dell’arte moderna e contemporanea. Le opere esposte rappresentano il punto di approdo di un percorso artistico che ha abbandonato la pittura in favore del cucito e del ricamo con cui rappresenta e ricalca soggetti, oggetti, icone e simboli “popolari”, cioè universalmente riconoscibili, ma anche carichi di un significato intimo per l’artista.

Federico Caputo_Ficus

 

Marco Clementino aka Marcopolo (Torino, 1995), dopo il diploma al liceo artistico Renato Cottini si trasferisce un anno in Australia dove si appassiona alla fotografia. Tornato in Italia studia grafica e comunicazione allo Iaad di Torino dove si laurea nel 2018. Nelle sue immagini analizzato il rapporto tra fotografia e stampa: l’artista ama fare foto ad altre foto, interrogandosi sul meccanismo della riproducibilità estetica e sulla veridicità di ciò che si osserva. Attraverso il taglio non convenzionale si porta l’osservatore a vedere ciò che il fotografo sceglie e non ciò che la fotografia riproduce. In mostra, una serie di opere in cui viene indagata esteticamente la spazzatura come puro prodotto visivo.

 

Per Info:

GSF Contemporary ART

Galleria San Federico, 26 
Torino – Piemonte
+39 3381672986 

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About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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