giovedì , 21 ottobre 2021
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Top lots alle aste di illuminazione, grafica e design alla Casa d’Aste Sant’Agostino

La Casa d’Aste Sant’Agostino inaugura la stagione delle aste 2021 con tre nuovi appuntamenti dedicati all’illuminazione (12 aprile), alla grafica (13-14 aprile) e al design (15 aprile).

PIETRO CHIESA, Lampada da tavolo in ottone e cristallo. Prod. Fontana Arte, anni ’40

Il mondo delle aste, nonostante le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, continua il s trend positivo, anche grazie ad una sempre maggiore presenza di collegamenti via web: secondo quanto riporta la direzione della Casa d’AsteSant’Agostino negli ultimi mesi si è registrato un significativo incremento di collezionisti privati, nuovi clienti italiani e stranieri che affiancano presenze fisse come mercanti e operatori del settore. 

CARLO HAUNER, MARTIN HEISLER, Coppia di poltrone mod. Costela

 

Anche la modalità via telefono consente nuove fruizioni: la Sant’Agostino è sempre stata pioniera nell’adottare le nuove tecnologie e già dallo scorso anno, constatando la crescente tendenza dell’utente a collegarsi dal cellulare, si è deciso di inserire la possibilità di visualizzare il banditore anche nello schermo del telefono, per rendere l’asta più coinvolgente ed emozionante anche da dispositivo mobile.

Nell’ambito delle aste previste per la prossima settimana (esposizione e visite in presenza su appuntamento) per il settore dell’illuminazione verranno editate opere di grandi designer come Pietro Chiesa, di cui verrà presentata una rara lampada da tavolo in ottone e cristallo prodotta da Fontana Arte negli ’40: Chiesa, chiamato alla direzione artistica della Fontana Arte da Giò Ponti, ha progettato centinaia di pezzi estremamente creativi, specialmente lampade da terra e da tavolo, tutti caratterizzati da un’estrema modernità e da un senso estetico raffinato che si ispirava alle forme classiche, individuando inoltre quelli che sarebbero diventati i colori distintivi di Fontana Arte dell’epoca, blu intenso e verde. Da segnalare inoltre la lampada da tavolo modello Stelline di Angelo Lelii (Ancona, 1915 – Monza, 1987), e la lampada modello Fantasma con rivestimento in cocoon di Afra e Tobia Scarpa per Flos: l’azienda Flos (Fiore, in latino, nome scelto da  Giacomo Castiglioni) nasce a Merano all’inizio degli anni Sessanta come un piccolo laboratorio dove si sperimentavano nuovi design e nuovi materiali: Dino Gavina e Cesare Cassina avevano infatti cominciato a collaborare con Arturo Eisenkeil, importatore di un innovativo rivestimento polimerico prodotto negli Stati Uniti, già in uso all’esercito americano per gli imballaggi. L’intuizione fu quella di utilizzare questo materiale, chiamato cocoon, per la realizzazione di lampade come la Taraxacum o la stessa Fantasma, che diventeranno grandissimi successi.

AFRA E TOBIA SCARPA Lampada mod. Fantasma, Struttura metallica e rivestimento in cocoon. Prod. Flos dal 1961

 

Di Claudio Salocchi (Milano, 1934 – 2012) andrà in asta la rara scultura luminosa modello Onda, quindici elementi in metallo verniciato e vetro opalino e satinato: con Onda, realizzata all’inizio degli anni ‘70 per Lumenform, Salocchi ha dato vita ad una variazione sul tema della luce che non solo è arredamento funzionale, ma è da intendersi come scultura costituita da elementi diversamente componibili sulla parete. Per Lunenform, azienda con sede a Marghera, già dal decennio precedente Salocchi, vincitore del Compasso d’Oro nel 1979 per Metrosistema, aveva creato numerosi modelli di lampade da terra, da soffitto, da tavolo, come la celebre Space Age, in vetro di Murano.

 

CLAUDIO SALOCCHI Scultura luminosa mod. Onda; Quindici elementi in metallo verniciato e vetro opalino e satinato. Prod. Lumenform anni ’70

 

Tra le rarità la coppia di lampade Saori, disegnate negli anni ‘70 da Kazuhide Takahama (nato in Giappone nel 1930 e morto a Bologna nel 2010) per Sirrah, che devono la loro eleganza ad un design raffinato e al rivestimento in teli di tessuto movimentati da una linea estroflessa, quasi un omaggio alle opere di Lucio Fontana. Takahama venne in Italia nel ’57 per sovraintendere all’allestimento del padiglione giapponese nell’ambito della XI Triennale di Milano, alla quale il Giappone partecipava per la prima volta. Qui conobbe Dino Gavina, con il quale instaurò una lunga amicizia e una fruttuosa collaborazione professionale che lo porterà a trasferirsi in Italia e a collaborare con grandi  nomi del design: le sue opere, assimilabili a delle vere e proprie opere d’arte, sono caratterizzate sempre da una grande semplicità e una rigorosa pulizia formale proprie del periodo storico e testimoni della sua cultura, in armonico equilibrio tra Oriente e Occidente, come le sedie Jano (1969) e Gaja (1974) per Cassina.

KAZUIDE TAKAHAMA, Coppia di lampade mod. Saori Diffusori con teli tesi di tessuto. Prod. Sirrah anni ’70

 

Nell’ambito della grafica si segnalano Lucio Fontana: “Crateri (50×34 foglio, 35×24 litografia es. 78/100 con tre fori; opera firmata in basso a destra (a matita sul foglio) e numerata in basso a sinistra (a matita sul foglio); Marino Marini, “Il Canto I” (1973, 70×100 foglio, 49×65 acquaforte e acquatinta a colori es. 5/50) e il volume Pater Noster di Salvador Dalì, opera pubblicata in prima edizione da Rizzoli nel 1966 a Milano. Il volume, oltre al testo della preghiera in 10 lingue, contiene le 9 litografie originali di Salvador Dalì, che raffigurano le parole della preghiera. Le litografie sono state stampate tutte su carta vergata con filigrana Rizzoli, in tiratura di 900 esemplari.

 

MARINO MARINI, “Il Canto I” 1973 70×100 foglio, 49×65 acquaforte e acquatinta a colori es. 5/50

 

Le aste dedicate al design si svolgeranno  il 13-14 aprile 2021 con due tornate dedicate ai mobili, arredi e oggettistica di design. Saranno rappresentati i maggiori designer come Ettore Sottsass di cui verrà presentato il tavolino modello Jaipur in marmo e vetro prodotto da Up&Up e un portaombrelli prodotto da Rinnovel. Di Paolo Buffa (1903-1970), sarà proposto il mobile bar a decoro bugnato prodotto da Mario Quarti: ricorrente nell’opera di Buffa  l’uso di materiali preziosi (legni quali il mogano di Cuba, il palissandro, l’ebano e altri) e di lavorazioni sofisticate (delicati intagli, elaborati intarsi, bugnati, fusioni e cesellature), l’ampio uso della decorazione di matrice figurativa o geometrica, dalla grande eleganza.

GIANFRANCO FRATTINI, Scrittoio in legno con chiusura a saracinesca. Prod .Bernini 1957.

 

Gianfranco Frattini è presente con il suo scrittoio a serrandina di grande attualità; nella progettazione di mobili il legno è per Frattini il materiale prediletto: fondamentale il rapporto con Pierluigi Ghianda, ebanista di Bovisio Masciago. Celebre la collaborazione del designer con la Fabbrica Mobili Bernini: tutta la loro produzione, ancor prima che sull’eleganza e sulla particolarità del disegno, si imperniava sulla ricerca e l’impiego di legni di qualità pregiate; negli anni cinquanta, sotto la guida dei fratelli Fausto e Giancarlo Bernini, l’azienda abbandona l’impronta tradizionale perseguendo la nuova strada del “mobile moderno”: Frattini fu promotore della nuova linea di mobili, aggiornandone il design.

TAICHIRO NAKAY, Scaffale componibile con ossatura a paravento in tondino di metallo verniciato. Prod. La Permanente Mobili Cantù 1955

 

Notevole lo scaffale componibile disegnato da Taichiro Nakay per la Permanente dei Mobili Cantù: la libreria componibile (1953) è una delle opere più conosciute del designer giapponese, noto per alcune sue creazioni realizzate per il concorso «Prima Mostra Selettiva del Mobile», tenutosi a Cantù (Milano) nel 1955. Cantù è da sempre luogo dove si sono concentrati famosi mobilifici lombardi; grande successo ebbe, negli anni subito successivi al Secondo Dopoguerra, la collaborazione con la Triennale di Milano, tanto che l’amministrazione cittadina decise di creare una fiera per rilanciare l’economia del design locale: la « Mostra Selettiva del Mobile», venne organizzata ogni due anni tra il 1953 e il 1975.
Vero concorso internazionale del mobile, la fiera riunì designers di tutto il mondo: tra gli altri Franco Albini, Gio Ponti, Ico Parisi, Paolo Buffa, Guglielmo Ulrich. Una giuria qualificata selezionava i progetti più interessanti per farli realizzare dai produttori locali: nacquero così interessanti collaborazioni tra distributore e designer. L’edizione del 1955 fu una delle più interessanti grazie alla sua giuria d’eccezione composta da Gio Ponti, Carlo De Carli, Alvar Aalto e dal designer danese Finn Juhl che assegnarono premi speciali al finlandese Ilmari Tapiovaara e al giapponese Taichiro Nakay.

PIERRE PAULIN, Coppia di poltrone mod. 577 Tongue

 

Del designer francese Pierre Paulin (Parigi, 1927 – Montpellier, 2009) la coppia di poltrone mod. 577 Tongue, (struttura in acciaio cormato, rivestimento in tessuto), Prodotta da Artifort nel 1967 Tongue fa oggi parte della collezione permanente nel Museum of Modern Art di New York: costituita da un telaio in acciaio tubolare con molle orizzontali e rivestita in tessuto stretch, l Tongue, comoda, impilabile e ultramoderna, è un esempio di estrosa ergonomia applicata al design.

CAMPO & GRAFFI, Libreria con montanti in metallo verniciato, piani in compensato cruvato. Prod. Home anni ’60

 

Da segnalare anche le opere di Campo e Graffi, tra cui la libreria con montanti in metallo verniciato: la gamma di progetti ideati da Franco Campo (1926) e Carlo Graffi (1925- 1985), già allievi e collaboratori di Carlo Mollino, mostra uno spirito surreale e organico, che contribuì allo stile “barocco torinese” che fiorì, per un breve periodo, all’inizio degli anni ’50. Nel 1956 Campo e Graffi aprirono un innovativo atelier di mobili, Home: tra i primi a intuire l’importanza di poter accedere ad un buon design da parte di un pubblico sempre più ampio, realizzano mobili in teak e metallo nero, e importano oggetti di design dalla Scandinavia. Home fu da subito un’azienda di successo, con sedi sia a Genova che a Roma. Purtroppo, nel 1964, un incendio distrusse la fabbrica, ponendo fine a Home e alla collaborazione tra Campo e Graffi. Graffi continuò a lavorare con Carlo Mollino mentre Campo intraprese un percorso individuale, continuando a progettare mobili e interni. Anche se il loro periodo di collaborazione fu breve, i loro progetti “democratici” hanno acquisito nel tempo una crescente influenza nel mondo del design.

CARLO HAUNER, MARTIN HEISLER, Coppia di poltrone mod. Costela

 

Ricordiamo inoltre la coppie di poltrone Costela, disegnate da Martin Eisler (Vienna, Austria, 1913 – São Paulo, Brazil, 1977), e Carlo Hauner (Brescia  1927 – Salina, 1996),  vera e propria icona del design brasiliano degli anni ‘50,  caratterizzata da una elegante e originale struttura in legno (originariamente di Jacaranda) a listoni arrotondati, da cui il riferimento anatomico alle costole che la rende di grande impatto visivo.

 

NERONE E PATUZZI GRUPPO NP2 Pannello decorativo in legno inciso. Anni ’60 cm 77×199

 

In asta saranno anche esitate due opere di Mario Bellini: il tavolo il Collonato e due poltrone modello Tentazioni entrambi prodotti da Cassina. Il catalogo offrirà, inoltre, un’ampia scelta tra la produzione di importanti fabbriche come Cristal Art, I.S.A, Poggi, di cui ricordiamo le sedie Barbettis disegnate da Vico Magistretti. Al collezionista più attento non potrà certo passare inosservato il grande pannello in legno opera di Nerone Patuzzi. Tra l’oggettistica oltre a un porta ghiaccio di Burchiellaro, verranno presentati alcuni vasi in resina dei Fratelli Campana, una serie di vetri prodotti dalle maggiori vetrerie muranesi, vari specchi prodotti da Cristal Art oltre un set di accessori da camino disegnati da Afra e Tobia Scarpa per Dimensione Fuoco negli anni ’80.

 

Per informazioni

Casa d’Aste Sant’Agostino

Corso Alessandro Tassoni, 56, Torino, 10144
Tel. (+39) 011.437.77.70

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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