lunedì , 30 novembre 2020
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L’Asta di Grafica con De Chirico, Lichtenstein e Warhol da Sant’Agostino

Il prossimo 2 novembre torna l’appuntamento con la grafica d’autore con la 173° asta di Sant’Agostino Casa d’Aste, con una selezione di 145 lotti di  maestri dell’800, del ‘900 e contemporanei.

Da segnalare due preziosi Giorgio De Chirico, “Autoritratto in costume”, litografia a colori es. XV/XXV e “L’architetto metafisico” litografia a colori es. XXIII/XXV, entrambe con timbro a secco “Alberto Caprini Stampatore; l’”Autoritratto in costume” è un’opera legata al periodo neobarocco di De Chirico nei primi anni Quaranta, quando l’artista sviluppò la tematica degli autoritratti in costume che alludono alla personalità enigmatica dell’artista che sceglie di celarsi dietro una maschera, presentandosi con apparenze sempre nuove e diverse.

Giorgio De Chirico “Autoritratto in costume” 100×70 litografia a colori

Notevole la presenza di altri grandi maestri del Novecento, tra cui Wassily Kandinsky, Alexander Calder, Joan Miro, Enrico Baj, Umberto Mastroianni, Enrico Paolucci, Renato Guttuso: in asta una rarità del maestro siciliano, il mazzo di carte realizzata nel 1971: la “Serie completa di 78 Tarocchi”, realizzata in 200 esemplari, è composta da 78 carte da gioco, litografie a colori su cartoncino in formato 18,5×12: base d’asta 1000 euro.

Renato Guttuso, “Serie completa di 78 Tarocchi” 1971

Si segnala anche una bella litografia con applicazioni (100×152 n. 86/150) del maestro napoletano Lucio Del Pezzo, recentemente scomparso. La litografia ripropone il soggetto di una delle sue opere più note, la “Visual Box”, in cui grande ruolo ha l’elemento architettonico e scultoreo, affiancato mirabilmente a pittura e collage, come in questo caso. Un linguaggio ludico e sognante usato da Del Pezzo come filtro per analizzare e criticare la società di massa e il suo consumismo.

Lucio Del Pezzo “Senza titolo” 100×152 litografia con applicazioni n. 86/150

Il termine “Visual Box” è stato coniato dallo stesso Del Pezzo per indicare i diversi piani concettuali sui quali si dispongono i propri lavori, a metà tra immagine e oggetto tridimensionale: mensole o scavate concavità in pannelli geometrici monocromi sostengono oggetti come birilli, uova di legno, bocce, manichini multicolori, che oltre all’aspetto ludico affiancano uno spiccato carattere metafisico. Lo stesso carattere metafisico – surrealista (inclusi i simboli più ricorrenti come gli elementi architettonici greci) della litografia di Man Ray, preziosa prova d’autore firmata.

Una vera esplosione di colori le grafiche legate al mondo della pop art firmate da Andy Warhol (protagonista in questi giorni di una mostra alla Palazzina di Caccia di Stupinigi), ben 14 in asta con i suoi soggetti più celebri, dalla Campbell’s Soup al ritratto di Mao, e Roy Lichtenstein, presente con 8 serigrafie stampate in lastra: tra di essi un mirabile Fantino, chiaro omaggio al Futurismo.

Roy Lichtenstein “Fantino” 30×40 serigrafia a colori

Tra gli autori torinesi si segnalano grafiche firmate da Mario Calandri, Francesco Mennyey, Mario Lattes, Ponte Corvo, Felice Casorati, Giacomo Soffiantino, Ezio Gribaudo.

Ezio Gribaudo, “Senza titolo” 60×43 multiplo es. 7/10

Di Remo Bianco, pseudonimo di Remo Bianchi (Milano, 1922 – 1988) è presente una litografia a colori del 1972 che riproduce una sua celebre Tableau dorée: di lui ha scritto il critico Pierre Restany : ” […] Remo Bianco si è formato nel dopoguerra alla scuola dello spazialismo milanese di Lucio Fontana e Carlo Cardazzo  e che egli ne ha tratto una doppia lezione di energia e di eclettismo – in una sola parola di libertà”. Nel 1952 Bianco tenne la sua prima mostra personale presso la Galleria del Cavallino diretta da Cardazzo. Trasferitosi negli Stati Uniti,  conosce l’espressionismo astratto e incontra Jackson Pollock, da cui apprende la tecnica del dripping che utilizza nei collages realizzati dal 1955. In questi lavori scompone le opere elaborate con la tecnica del dripping in ritagli quadrangolari poi ricomposti, secondo una disposizione a scacchiera, a formare una nuova opera. Ed è proprio dallo sviluppo dei collages che l’artista giunse a creare le opere più conosciute di tutta la sua produzione: i Tableaux dorés. Si tratta della serie più numerosa, ma anche più ricca di inventiva: tutti diversi tra loro sia per i colori che per il numero e le dimensioni delle foglie d’oro applicate.

È possibile partecipare all’asta tramite il sito internet, il telefono, l’offerta scritta o recandosi in sala, su prenotazione.

Per tutte le info

173° Asta Grafica Sant’Agostino      

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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