mercoledì , 1 Febbraio 2023
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Valter Curzi –  Storie dell’arte per quasi principianti 

Valter Curzi - Storie dell’arte per quasi principianti

Valter Curzi, professore ordinario di Storia dell’Arte moderna alla Sapienza di Roma, si è preso una responsabilità molto grande con il suo libro: dare gli strumenti per leggere un’opera d’arte a chi vi si avvicina per la prima volta o con il desiderio di comprendere più a fondo.

La mostra è “il contenitore” dove l’arte è più facilmente fruibile per il grande pubblico. Il visitatore si emoziona, riflette, condivide l’esperienza vissuta. Quanto riuscirà a  portare a casa non dipende solo da lui.  Se il messaggio confezionato dal curatore è stato efficace, il visitatore stesso ne diventerà portavoce,  aiutando gli addetti ai lavori nella divulgazione dell’arte. Ma gli effetti di questo meccanismo di comprensione e interiorizzazione,  secondo Valter Curzi, possono moltiplicarsi. Il libro,  infatti, ha l’ambizione di aiutare tutti noi amanti dell’arte a decifrare un’opera d’arte senza separare conoscenza ed emozione.

Valter Curzi ha selezionato alcuni strumenti disciplinari e condivide con noi riflessioni metodologiche attraverso una chiave narrativa.  Il libro,  in cinque capitoli (contesto, “etichette” storico-artistiche, soggetto, stile, eredità artistiche), ripercorre tematicamente la Storia dell’Arte tra Quattrocento e Settecento  con alcune incursioni nel XXI secolo nelle pagine finali.

A voi il libro Storie dell’arte per quasi principianti nelle parole dell’autore, Valter Curzi.

Valter Curzi

La visione di un’opera d’arte è un rito: si deve guardare, toccare, sentire, interrogare. L’opera d’arte è un oggetto unico e l’incontro con essa è un momento irripetibile. Ha un suo valore che è esplicato nel momento in cui io mi metto di fronte a quell’opera.

La nostra percezione, invece, sta cambiando è tutto molto più veloce e l’immagine si consuma immediatamente. Bisogna tornare ad un rapporto diverso con l’Arte, che è l’andare di fronte all’opera d’arte e fermarsi ad osservarla per entrare nel rito. Un rito che significa crescere, emozionarsi, riempire la propria esistenza di un valore che magari scopri quel giorno davanti a quell’opera d’arte.

Sono assolutamente convinto che la divulgazione sia uno dei temi fondamentali della Storia dell’Arte oggi. Il senso del nostro mestiere è riempire la vita di qualcosa di bello. La sfida è portare la storia dell’arte alla gente. Quello che non si conosce non si ha interesse a preservare.

Se è vero però che il museo deve essere sempre più aperto al pubblico, troviamo un modo per non tradire la storia dell’arte. Il museo deve avere anche una funzione educativa, si deve uscire trasformati. La chiave narrativa scelta è fondamentale, senza però tradire gli aspetti metodologici della ricerca e, come ho scritto nel mio libro, usando gli strumenti delle discipline a nostra disposizione per capire, ad esempio, come leggere un soggetto o un’iconografia, cosa sono le fonti per la storia dell’arte, quali sono i testi che ci raccontano l’arte.

L’organizzazione tematica delle opere in un museo arriva alla gente che non ha gli strumenti per leggere. I direttori così vogliono portare persone nei musei, ma vorrei si trovasse una chiave più accattivante e più facile. Questo libro in qualche modo vuole dare una risposta a questo bisogno di attrarre visitatori. La storia dell’arte in generale, e l’opera d’arte in sé, è uno strumento per la conoscenza prima di tutto. Che poi per arrivare alla conoscenza si debba puntare anche all’aspetto emotivo, per avere attenzione e interesse, è vero. La chiave dellemozione accostata alla conoscenza è un’altra sfida importante.

Ho curato diverse mostre. Il lavoro più importante di un curatore è spiegare in maniera semplice, evitando gli specialismi, che cosa vuole raccontare in quella mostra e lo fa attraverso i pannelli di sala. Noi per primi dobbiamo scendere dai piedistalli e raccontare l’arte in maniera semplice. E’ una cosa che ho imparato anch’io nel tempo. Vorrei che questo libro facesse capire prima di tutto che la Storia dell’Arte è una disciplina meravigliosa che si può raccontare in maniera seria e, se non semplice, almeno accattivante.

L’aspetto dello story telling mi ha sempre affascinato, mi son detto, se devo scrivere un libro che arrivi alla gente devo usare un linguaggio che piaccia. Anche la capacità di sintesi è molto importante.

Storie dell’arte per quasi principianti è un libro tematico. Ho scelto alcuni temi attraverso i quali raccontare come si studia la storia dell’arte dal mio punto di vista. Ogni capitolo ha un’introduzione di carattere metodologico, che entra nella disciplina storico artistica, e poi ci sono quelle che io chiamo conversazioni, più che lezioni.
Il primo capitolo del libro ad esempio si intitola Iniziamo dal contesto.  Riflette sul perch
é è necessario, per capire un’opera d’arte, tornare a quel sistema di relazioni (artista, committente, epoca e cultura), che l’opera d’arte ha nel momento in cui viene eseguita.

La copertina rappresenta l’idea di un’opera d’arte che racconta il rapporto con la tradizione. Fabio Viale riscolpisce la Pietà di Michelangelo (1499), legata al senso della maternità, togliendo il Cristo. Rompe il rapporto fra madre e figlio lasciando una cicatrice. Viale ridà valore a quel vuoto attraverso delle performance. A Gennaio 2018 porta a Milano la scultura e chiede ad un profugo nigeriano di occupare quel volto. Nell’estate 2018 carica la scultura su un peschereccio e la ancora per una settimana al largo di Lampedusa rivolta verso le coste della Libia. Un gesto di accoglienza che restituisce valore all’opera d’arte di Michelangelo reinterpretandola nella contemporaneità.
Con questa scelta quindi la copertina
è fedele alla necessità di narrazione e di valorizzazione del nostro patrimonio.

Valter Curzi Storie arte per quasi principianti

Valter Curzi
Storie dell
arte per quasi principianti
Un utile strumento per scoprire le chiavi di lettura della storia dell’arte moderna
2018, 15 x 21 cm, 160 pagine 115 colori
Skira editore spa
www.skira.net

About Diana Cicognini

Diana. Dea cacciatrice! Il mio territorio è Milano, la mia preda l'Arte ... che racconto, scrivo, disegno e metto in mostra. Giornalista pubblicista, la mia Nikon mi accompagna sempre per testimoniare la bellezza e là dove il mio obiettivo fotografico non arriva...un grazie dichiarato ad artisti, gallerie ed uffici stampa che mi concedono "uno scatto" per le mie parole.

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