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World Press Photo 2019, a Torino il meglio del fotogiornalismo

World Press Photo of the Year 2019 "Crying Girl on the Border" (John Moore, Getty Image)

Dal 27 settembre, e ancora fino al 17 novembre, per il terzo anno consecutivo Torino ospita World Press Photo.

3° premio Portraits Singles, “When I was ill” (Alyona Kochetkova)

Sono ben 4.738 i fotogiornalisti, provenienti da 129 diversi Paesi del mondo, che hanno partecipato agli ultimi World Press Photo Awards, il concorso organizzato dalla no profit olandese World Press Photo Foundation allo scopo di incoraggiare il dibattito sul significato e sui modi di fare fotogiornalismo oggi.

A contendersi il titolo nelle diverse categorie del concorso – Contemporary Issues, Environment, General News, Long-Term Projects, Nature, People, Sports, Spot News – fotoreporter delle maggiori testate editoriali internazionali (National Geographic, BBC, CNN, Le Monde, El Pais), tutti con l’obiettivo di aggiudicarsi l’ambito riconoscimento e un posto nella mostra di fotogiornalismo più importante al mondo.

Dal 27 settembre, e ancora fino al 17 novembre, per il terzo anno consecutivo Torino ospita World Press Photo, una selezione di 157 immagini, scelte da una giuria presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente della sezione del National Geographic che si occupa di contenuti visivi, tra le 78.801 partecipanti al concorso perché “raccontano pienamente il 2018”.

World Press Photo of the Year 2019, “Crying Girl on the Border” (John Moore, Getty Image)

La tappa torinese è organizzata dall’associazione C.I.ME. – Culture e Identità Mediterranee, con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino e con il sostegno e il patrocinio della Camera di Commercio di Torino, che ha nuovamente concesso gli spazi dell’Ex Borsa Valori di piazzale Valdo Fusi, visto il successo della scorsa edizione.

Tra le foto in mostra è naturalmente esposta la vincitrice del World Press Photo of the Year 2019, “Crying Girl on the Border” di John Moore dell’agenzia Getty Images, che ritrae Yanela, una bambina honduregna di circa due anni, mentre sfoga un pianto disperato durante la perquisizione di sua madre a opera di un agente della polizia di frontiera americana al confine con il Messico.

World Press Photo Story of the Year, uno scatto dal progetto “The Migrant Caravan” (Pieter Ten Hoopen)

Una novità di quest’anno è l’introduzione del premio World Press Photo Story of the Year, destinato al fotografo la cui creatività visiva e la cui abilità hanno prodotto “storie fotografiche con eccellenti editing, riguardanti un grande evento o una questione di rilevanza giornalistica per il 2018”.

Ad aggiudicarsi la nuova sezione è stato l’olandese Pieter Ten Hoopen con il foto-racconto “The Migrant Caravan”. Il progetto del fotogiornalista, realizzato tra ottobre e novembre dello scorso anno, ha trattato il tema dell’immigrazione, incentrandolo sulla più grande carovana di migranti partita dall’Honduras – che ha raccolto anche persone provenienti da Nicaragua, El Salvador, Guatemala – diretta negli Stati Uniti: oltre 7mila persone, di cui almeno 2300 bambini.

Tra le altre opere esposte, diversi lavori toccanti per la potenza espressiva, resa dalla padronanza della tecnica fotografica ma anche, come nel caso del reportage “The House That Bleeds” di Yael Martínez (secondo posto nella sezione Long-Term Projects), dal tempo trascorso accanto ai protagonisti delle storie raccontate.

2° premio Long-Term Projects, uno scatto dal progetto “The House That Bleeds” (Yael Martinez)

Moltissime fotografie risultano dolorose per la crudezza delle scene raffigurate – è il caso di “Ambulance Bomb” di Andrew Quilty di Agence Vu, terzo premio nella sezione Spot News Stories – o per l’inevitabile impulso a immedesimarsi, come accade al cospetto di “When I was ill”, autoritratto di Alyona Kochetkova (terzo posto nella categoria Portraits Singles) perché non tutti abbiamo sperimentato una guerra da vicino, ma è impossibile che il male del secolo abbia colpito troppo distante da noi.

Cinque gli italiani in mostra. Due premi sono andati ai reporter dell’agenzia Contrasto: Marco Gualazzini, che ha vinto la sezione Environment Stories con il suo reportage “La crisi del lago Ciad”, e Lorenzo Tugnoli, primo premio per le General News Stories con “La crisi in Yemen”, reportage realizzato fotografando i campi dei rifugiati, gli ospedali e la linea del fronte. Esposto anche “Still Life Volcano”, scatto del fotografo indipendente Daniele Volpe, che si è aggiudicato il secondo premio per le foto singole della sezione General News.

2° premio foto singole General News, “Still Life Volcano” (Daniele Volpe)

Altri due italiani, Matteo Delbo (Rai) e la freelance Chiara Avesani, autori del video “Ghadeer” e vincitori del terzo premio nella categoria Short Video, sono ospiti della sezione Digital Storytelling, per la prima volta a Torino. L’esposizione 2019, infatti, è arricchita anche da video-racconti di giornalisti visivi, produttori o narratori realizzati con l’uso della tecnologia digitale.

Due sale ad hoc permetteranno di assistere alla proiezione dei cortometraggi premiati e di “interagire” con le opere grazie a un monitor touchscreen. I vincitori della sezione Digital Storytelling sono stati selezionati tra 300 produzioni – 77 progetti interattivi, 140 video brevi e 83 lunghi – pervenute a una giuria presieduta da Zahra Rasool, responsabile dello studio Contrast VR di Al Jazeera.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

World Press Photo non è solo una mostra, ma un vero e proprio festival sull’attualità, che vuole fornire spunti per riflettere sulle grandi questioni, dall’emergenza ambientale ai diritti negati alle donne in molti paesi del mondo, ma anche dibattiti sulle nuove frontiere della comunicazione.

1° premio Environment Stories con il progetto “La crisi del lago Ciad” e foto finalista World Press Photo of the Year, “Almajiri Boy” (Marco Gualazzini)

È previsto un fitto calendario di incontri a ingresso gratuito, a partire dalla public lecture del 28 settembre del primo classificato Environment Stories e finalista per il World Press Photo of the Year, Marco Gualazzini, fino ad arrivare al 16 novembre e al dialogo con l’attivista di Mediterranea Fausto Melluso e con il fotoreporter Francesco Bellina, il cui lavoro artistico si concentra su questioni socio-politiche e particolarmente sul tema delle migrazioni.

Per il calendario completo degli eventi: www.worldpressphototorino.it

Quando: da venerdì 27 settembre a domenica 17 novembre, dal lunedì al giovedì 10.00-20.00; dal venerdì alla domenica 10.00-22.00.

Dove: Ex Borsa Valori, via San Francesco da Paola 22 – Piazzale Valdo Fusi

About Sabrina Colandrea

Sabrina Colandrea
Giornalista professionista materana, classe 1986, ho vissuto, studiato e lavorato a Pisa, Genova, Torino e Roma. Dal 2013 ho scritto soprattutto di cultura, arte e spettacolo per Mentelocale, La Repubblica Torino, Uncò Mag, Goa Magazine, Il Quotidiano della Basilicata. Ho all’attivo una serie infinita di stage, degni di nota e zuppi di sudore i due mesi a Rainews24 e i tre mesi nell’ufficio stampa e relazioni esterne dell’Università di Torino. Dopo un’esperienza nella redazione del talk show “Avanti il prossimo” su TV2000, ho lavorato come addetta stampa e videomaker freelance per emittenti tv, festival e associazioni culturali. Dal 2019 sono in forze nella redazione della web radio Activa, dedita alla divulgazione tecnologica. Con Canale Arte torno al mio primo amore, la parola scritta.

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