martedì , 17 maggio 2022
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Un progetto site specific di Francesco Simeti per Casa Giglio a Torino

Lo scorso 20 novembre è stata inaugurata l’installazione site specific di Francesco Simeti per Casa Giglio, nuovo spazio solidale aperto a tutti i cittadini.

 

Francesco Simeti, Casa Giglio, particolare

 

Casa Giglio è uno spazio nato nel 2019 all’ultimo piano del Seminario Metropolitano, nel cuore del centro storico di Torino, per accogliere famiglie di bambini ricoverati all’Ospedale Infantile Regina Margherita, su iniziativa di Giglio Onlus – associazione di Santena (TO) che dal 2002 offre ospitalità gratuita alle famiglie prive di mezzi affinché possano rimanere accanto ai figli durante la degenza. Su una superficie di 800 mq sono stati ricavati 12 appartamenti con spazi e servizi comuni (sala polivalente, cucina e sala da pranzo, lavanderia). La struttura può ospitare 9 famiglie in difficoltà economica e sociale con figli ricoverati e 2 famiglie in stato di emergenza abitativa. Gli spazi comuni sono a disposizione anche di cittadini e associazioni del territorio, attraverso la programmazione di eventi culturali, corsi e momenti di aggregazione.Il progetto realizzato in collaborazione con l’artista Francesco Simeti è il risultato di un percorso condiviso da Giglio Onlus con a.titolo, organizzazione che da vent’anni promuove il dialogo tra arte e società, nell’ambito di Nuovi committenti, programma per la produzione di opere d’arte commissionate dai cittadini per i loro luoghi di vita o di lavoro. Il programma Nuovi committenti a Casa Giglio è curato da Luisa Perlo e Francesca Comisso per a.titolo, con la produzione di Elisa Miotti di Studio senzatitolo, Milano, ed è realizzato con il supporto della Fondation de France di Parigi, con il contributo della Regione Piemonte, della Fondazione CRT e dell’azienda OM Project di Borgaro.

 

Francesco Simeti, Casa Giglio, veduta dell’installazione

 

L’opera è una grande wallpaper creato pensando all’eterogenea provenienza delle famiglie ospiti della struttura, in arrivo dall’Italia e da vari paesi del mondo. Il titolo dell’opera, che suona come una filastrocca, Gigli, cinghiali, qualche carpa e poi conigli, galline e asini in gran quantità, è dedicato agli ospiti più piccoli di Casa Giglio, per i quali l’opera è stata concepita come uno scenario fantastico in cui immergersi: un paesaggio “impossibile”, risultato di una ricerca d’archivio e di un esercizio di ars combinatoria che fa incontrare tradizioni iconografiche di culture ed epoche diverse, specie vegetali e animali di geografie distanti tra loro. Il wallpaper occupa un’intera parete dell’atrio, coprendo una superficie di 45 metri quadrati, stampata su di un rivestimento speciale in fibra di vetro sul quale trovano posto alcuni elementi aggettanti in ceramica smaltata realizzati nello studio newyorchese dell’artista. L’opera, realizzatanell’atrio di Casa Giglio, si rivolge alle famiglie chiamate a convivere nei suoi spazi comuni come un messaggio di benvenuto, e al tempo stesso ha l’obiettivo di trasmetternela filosofia e la missione, basata sulla solidarietà e sull’accoglienza, ai visitatori e alla più ampia comunità di persone coinvolte quotidianamente nelle sue attività culturali e ricreative.

Francesco Simeti, Casa Giglio, veduta dell’installazione

 

La ricerca di Francesco Simeti è contraddistinta da un immaginario denso di riferimenti ricavati da repertori iconografici di varie culture e discipline (storia dell’arte, scienze naturali, biologia, botanica, zoologia, agraria, medicina, ecc.), a cui l’artista attinge e che rielabora digitalmente per costruire il suo affascinante universo di metafore sociali. Così racconta l’artista: “Per Casa Giglio mi sono concentrato in particolare su tre aspetti: la ragione per cui le famiglie alloggiano a Casa Giglio, la provenienza geografica delle famiglie, l’aspetto ludico che tiene in considerazione gli abitanti più piccoli della casa. La ragione per cui le famiglie alloggiano a Casa Giglio, e che le accomuna, è la cura. Il mio obiettivo è far sì che queste famiglie in un momento così delicato della loro vita possano provare un senso di appartenenza anche in un ambiente diverso dalla loro casa, intesa non come edificio ma come contesto sociale e culturale. Vorrei che chi abita e abiterà Casa Giglio possa ritrovare nelle mie opere degli elementi appartenenti alla propria cultura che contribuiscano a ridurre il senso di estraneità iniziale, ma soprattutto che possano scoprire e creare insieme alle altre famiglie nuovi punti di riferimento e di condivisione”. Punto di partenza della sua ricerca iconografica sono stati i Tacuina Sanitatis, testi medievali dedicati principalmente alla raccolta di elementi e pratiche volte al raggiungimento del benessere fisico e mentale dell’individuo, in modo particolare le illustrazioni del libro di Casa Cerruti, uno dei pochi Tacuina Sanitatis giunti fino a noi, a cui si sono aggiunti decine di altri elementi tratti da erbari e bestiari dal Rinascimento ad oggi e da repertori di arte islamica, in un appassionante viaggio nel tempo e nello spazio che attraversa l’Europa, l’Africa, l’Asia e le Americhe.

 

 

Francesco Simeti, Casa Giglio, veduta dell’installazione

 

Francesco Simeti (Palermo, 1968) vive e lavora tra gli Stati Uniti e l’Italia; è diplomato in scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna; è conosciuto per le sue installazioni site-specific realizzate attraverso un approccio multidisciplinare e combinando l’uso di strategie di elaborazione digitale con sofisticate tecniche tradizionali, quali le tappezzerie, la ceramica e il mosaico. Ha presentato i suoi lavori in numerose gallerie, istituzioni e spazi espositivi in Italia e all’estero. Tra le sue mostre più recenti si ricordano: Homemade, Magazzino Italian Art, New York, Eruzioni: Pompei e Santorini, Scuderie del Quirinale, Roma, Refugium a cura di Yulia Topchiy, Assembly Room, New York, BigTowers a cura di Caterina Riva, ICA Singapore, Swell, Open Source Gallery, Brooklyn, e Armed, Barbed and Halberd-Shaped a cura di Nicola Riccardi alla Galleria Francesca Minini di Milano, che da anni lo rappresenta in Italia. Ha realizzato installazioni temporanee in musei e istituzioni quali il MACRO di Roma, il Risd Museum di Providence, la Columbia University in New York, alla Biennale di Shangai, al MASS MoCA, Massachusetts, il Mu.dac, Musée de Design et d’Arts Appliqués Contenporains di Losanna. Le sue opere fanno parte delle collezioni di The Cooper Hewitt, National Design Museum, New York,The Philadelphia Museum, Philadelphia, The Victoria and Albert Museum, London, Civiche Raccolte dei Musei di Milano, Milano e Palazzo Belmonte Riso, Museo d’Arte Contemporanea, Palermo. Attualmente sta lavorando a diversi progetti di arte pubblica, tra i quali si ricordano quelli per il Multnomah County Health Department Headquarters a Portland in Oregon, e per la Chicago Transit Authority a Chicago per le stazioni della Blue Line.

 

PER INFO

Casa Giglio

Via Cappel Verde 2, 10122 Torino

+39 011 3203371, info@casagiglio.org | www.casagiglio.org

 

a.titolo

Via Cavour 14, 10123 Torino

Tel. +39 011 8122634, info@atitolo.it | www.atitolo.it

 

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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