martedì , 10 dicembre 2019
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Ugo Venturini. “Quasi Io” al Castello di Rivara

Ugo Venturini, Venere dei porti
Ugo Venturini, Venere dei porti

Quasi Io, Antologica di Ugo Venturini al Castello di Rivara, dal 21 settembre al 3 novembre 2019. Da domani, a partire dalle 11, l’inaugurazione della mostra a cura di Franz Paludetto. Canale Arte propone oggi un approfondimento su ragioni curatoriali, scelta della location e opere in mostra. 

Ugo Venturini, Particolare di ''ancestrale-urbano-marziano''
Ugo Venturini, Particolare di ”ancestrale-urbano-marziano”

Le inaugurazioni della giornata Equinozio d’autunno CARTACEO / LA DOMENICA DEL CORRIERE a cura di Franz Paludetto Il Castello di Rivara – Museo d’Arte Contemporanea espone alcune delle più importanti copertine selezionate tra oltre 3700 fascicoli della Domenica del Corriere, conservate nel Centro di Documentazione Cartaceo e Fotografico del Museo. UGO VENTURINI / Quasi io. COSMOS. L’UNIVERSO INTIMO a cura di Danilo Lo Piccolo con Niccolò Calmistro, Marco Marasciulo, Gisella Chaudry, Camilla Gurgone;  Guido Airoldi, Delfina Camurati, Hata Hlavata, Nicus Lucà, Daniela Perego, Maurizio Taioli, Eermelinda C. Tesio; dalle ore 21 QUESTIO Rievocazione del processo alle streghe di Levone del 1474 a cura della Compagnia Teatrale “LO ZODIACO” di Caluso

Ugo Venturini, Per i Tuoi Occhi
Ugo Venturini, Per i Tuoi Occhi

Quasi Io, mostra antologica dell’artista scultore Ugo Venturini presso gli spazi del Castello di Rivara, si offre concettualmente agli spettatori come un originale tentativo di compendio e, al tempo stesso, una tentazione e inclinazione all’indagine dell’inespresso, del non-detto, dell’imprescindibile continuum creativo. Foriero della vocazione assimilata per un’arte di idee e contenuti, l’autore concepisce il proprio ruolo di catalizzatore alla perenne e feconda ricerca di formulazioni efficaci e innovative. In movimento sull’asse delle intuizioni – inscindibili dal rapporto attivo con la contemporaneità, dal dialogo diretto immediato con le criticità del quotidiano sociale e globale –, il percorso si snoda per vie autentiche e attraverso soluzioni inedite. Ogni singola opera mantiene dischiusa la pluralità dei punti di vista: l’attenzione è condotta verso le angolazioni, le prospettive stranianti, l’occasione e l’opportunità delle opzioni per una visione lineare, partecipata e interattiva, orizzontale, circolare o periferica. L’estetica non si carica mai completamente del fardello della comunicazione: il dettato si frantuma e scintilla in una varietà caleidoscopica di esercizi stilistici. Da un lato, le parole prendono vita nella materia, in termini ironici, acuti, per gradualità conoscitive e interpretative; dall’altro, le prove si presentano nella loro unicità risplendente: polifoniche concretizzazioni di un grumo di significati in pluralità compenetranti di materiali (marmi, legno, acciaio, bronzi, inserti), trovate luminotecniche, colori e strutture. Ugo Venturini si distanzia volutamente dalla pratica della riconoscibilità. Gli omaggi ad altri artisti contemporanei e le collaborazioni sono parte integrante del suo viaggio post-moderno, in emancipata fuga verso il futuro delle decodificazioni. Un messaggero assetato di sorprendenti domande e aperte risposte, accorte divagazioni sui temi.

Ugo Venturini, Sulle nostre labbra mute
Ugo Venturini, Sulle nostre labbra mute

In questi termini, la scelta della location – tre vecchie stanze comunicanti inizialmente adibite a locali di servizio e una antica ghiacciaia – casualmente concordata in origine con il curatore Franz Paludetto, offre inesauribili spunti scenografici e ulteriori possibilità di valorizzare letteralmente le luci delle sculture e le delicate ombre delle problematiche affrontate e sviscerate. Così, se “Impariamo a volare”, lavoro realizzato a quattro mani con Laura Ambrosi, liberamente e gioiosamente inquadra tutta la componente ludica alla base della creazione artistica; allo stesso modo, l’allestimento, studiato con guizzo estemporaneo in uno spazio incavo dell’ex ghiacciaia, ne rimette in discussione tutte le caratteristiche tematiche. L’installazione diverrà attrice attiva di un teatro degli oggetti, risultato e conseguente interrogativo dell’attività intellettuale di ogni singolo visitatore.

Equinozio, Castello di Rivara
Equinozio, Castello di Rivara

About Ivan Fassio

Ivan Fassio
Poeta, scrittore, curatore d'arte contemporanea.

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