lunedì , 18 febbraio 2019
Home / Video / Interviste / Société Interludio: uno spazio d’arte contemporanea per la ricerca, il dialogo e la condivisione

Société Interludio: uno spazio d’arte contemporanea per la ricerca, il dialogo e la condivisione

Fragile, veduta d'nstallazione, Société Interludio, Torino

Société Interludio è un progetto culturale e di vita che la curatrice Stefania Margiacchi (1990) e l’artista Paul de Fleurs (1988) hanno ideato, progettato e inaugurato lo scorso autunno a Torino, nel proprio appartamento di Piazza Vittorio Veneto, al civico 14.

 

Fragile, veduta d’nstallazione, Société Interludio, Torino

Come l’interludio è un intermezzo musicale tra due parti di un componimento, così Société Interludio intende essere un luogo d’intervallo, d’arte e riflessione, che ogni spettatore può concedersi nel suo vivere quotidiano. E così si è rivelato l’incontro, piacevole e appassionato, con Stefania Margiacchi, che mi ha accolto nella sua casa con grande ospitalità, la stessa che vorrà riservare ad ogni visitatore. La sua intenzione è quella di far coincidere l’arte con la vita quotidiana, così come suo padre Marsilio Margiacchi, gallerista d’Arezzo, le ha insegnato. A lei ho rivolto alcune domande per meglio comprendere i motivi e la gestazione del progetto.

Come è nata l’idea di Société Interludio?
Circa un anno e mezzo fa. Quando, io e Paul trasferendoci a Torino da Siena, abbiamo cercato uno spazio abitativo che potesse coincidere con quello espositivo. Abbiamo trovato questa casa vuota, solo con cucina e bagno, e così è rimasta per circa un anno, il tempo che ci siamo presi per poter intessere relazioni e conoscere meglio la città. Finchè a maggio del 2018 abbiamo iniziato a lavorare alla mostra inaugurale della galleria, Fragile, che ha visto coinvolti Giulio Saverio Rossi, Paolo Inverni e Sophie Ko, tre artisti che, con materiali effimeri e delicata esecuzione, esprimono la percezione comune di una realtà instabile e mutevole.

Paolo Inverni e Sophie Ko, Fragile, veduta d’installazione, Société Interludio, Torino

Conoscevo Giulio da tempo; seguivo il lavoro di Paolo e insieme abbiamo immaginato di invitare Sophie, il cui percorso è sostenuto dalla Galleria de’ Foscherari di Bologna, un esempio di passione e professionalità nel sistema dell’arte contemporanea nazionale.
Tutto è stato pensato e studiato proprio insieme agli artisti a partire dal nome del progetto fino alla grafica e al sito. E’ stato un approccio curatoriale inedito, nato in primis dalla relazione con le persone, nell’intento di creare un luogo di totale condivisione tra arte e vita. Credo sia questo l’obiettivo a cui tende la nostra proposta culturale.

Come si evolverà il progetto?
Abbiamo in mente di presentare due o tre eventi espositivi annuali che a livello temporale possano rispettare una fruizione lenta e riflessiva dell’arte, dove impegno e qualità siano i parametri d’elezione.

Giulio Saverio Rossi, Fluidi, 2018, Société Interludio, Torino

Il prossimo appuntamento inaugurerà in primavera, a metà marzo, e durerà fino all’inizio dell’estate. Coinvolgeremo nuovamente tre artisti: Davide Mancini Zanchi, Andrea Barzagli e Sebastiano Impellizzeri.
Stiamo anche valutando una residenza d’artista estiva che preveda uno scambio di abitazione: noi inviteremmo un artista nella nostra casa a Torino, che avrà modo di preparare il progetto site-specific per l’autunno e contemporaneamente ci trasferiremmo nella sua casa, condividendone la quotidianità.

Oggi che cos’è Société Interludio?
Société interludio è uno spazio d’arte indipendente aperto agli scambi nazionali e internazionali. Ci troviamo all’inizio di un percorso che potrà prendere direzioni diverse anche sulla base degli incontri futuri. Credo molto nelle persone e nelle occasioni che prendono vita inaspettatamente. Di base vorremmo collaborare principalmente con artisti della nostra generazione, in modo da poter relazionarsi in maniera più diretta e crescere insieme, sostenendoli e promuovendoli da ogni punto di vista.

Sophie Ko e Paolo Inverni, Fragile, veduta d’installazione, Société Interludio, Torino

Dal 2017 sei curatrice di uno spazio d’arte contemporanea no profit, Spaziosiena, proprio a Siena, la tua città d’origine. In che modo riesci a coniugare le due attività? Quali le proposte di Spaziosiena?
Sono due realtà molto diverse: Société Interludio è un progetto di vita; Spaziosiena è un centro culturale aperto, un contenitore di idee e nuove visioni che ospita mostre, dibattiti, workshop. Il modus operandi che vorrei perseguire in entrambi gli spazi è l’alternanza di artisti giovani in dialogo con artisti mid-career, in un gioco di confronto e valorizzazione reciproca. L’ultima mostra ancora in corso presso la sede di Spaziosiena è Forme instabili, in cui gli artisti come Guglielmo Castelli, Domenico Laterza e Davide Mancini Zanchi propongono, attraverso media differenti, nuove interpretazioni del quotidiano.

Puoi indicarmi tre parole chiave che possano descrivere il vostro progetto di arte e vita?
Ricerca, dialogo e condivisione.

Giulio Saverio Rossi e Paolo Inverni, Fragile, veduta d’installazione, Société Interludio, Torino

SOCIÉTÉ INTERLUDIO

piazza Vittorio Veneto 14
10123 Torino – Italy

+39 334 9119791
societeinterludio@gmail.com

About Elena Inchingolo

Elena Inchingolo
Elena Inchingolo (Torino, 1976) è storica dell'arte, curatrice e archivista d’arte contemporanea. Laureata in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università degli Studi di Torino, città dove vive e lavora, è stata coordinatrice del progetto di ricerca e sviluppo degli Archivi della Collezione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e ha gestito una galleria d’arte contemporanea in Torino, come responsabile della curatela e dell’allestimento di progetti espositivi e fieristici in Italia e all’estero. Si dedica all’ideazione e alla curatela di proposte espositive d’arte contemporanea per istituzioni e gallerie. Collabora con diverse testate giornalistiche scrivendo di arte, cultura e design. Si interessa di conservazione e catalogazione del patrimonio storico-artistico contemporaneo e, nell’estate 2017, è stata selezionata per partecipare al primo Workshop per Archivisti d’Arte Contemporanea attivato dal CRRI - Castello di Rivoli Research Institute.

C'è anche questo...

Contemporary Cluster Roma presenta F U R I A

Il 15 Febbraio 2019 Contemporary Cluster, in collaborazione con Propaganda e Drago presenta: Furia. La Furia è sentimento, reazione, impeto. …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Supporta Canale Arte!
Seguici sui nostri Social Network o attendi 10 secondi...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni (privacy policy)

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi