venerdì , 18 giugno 2021
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RE_HUMANISM: dal 5 al 30 maggio al MAXXI di Roma

Luzzana_Object Oriented Choreography (OOC).

RE:HUMANISM. Re:define the boundaries: la grande mostra collettiva dedicata al rapporto fra arte contemporanea e Intelligenza Artificiale, dal 5 al 30 maggio 2021 al MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo a ROMA!

ENTANGLED OTHERS | IRENE FENARA | YUGUANG ZHANG
UMANESIMO ARTIFICIALE | JOHANNA BRUCKNER
ELIZABETH CHRISTOFORETTI & ROMY EL SAYAH | EGOR KRAFT
MARIAGRAZIA PONTORNO | NUMERO CROMATICO | CAROLA BONFILI

(Entangled Others, Beneath the Neural Waves 2.0)
(Johanna Bruckner, Molecular Sex)

Che rapporto c’è fra un arazzo di lana e seta, un algoritmo generativo e l’estinzione delle tigri? Come ipotizzare nuove forme di socialità partendo dallo studio delle barriere coralline attraverso il deep learning? Qual è il confine fra umanizzazione della macchina e disumanizzazione dell’individuo? Che suono hanno le mutazioni del codice genetico? Può il personaggio di un videogame riflettere sulla propria esistenza?

Su queste e su una serie di altre domande riflettono gli artisti di Re:Humanism – Re:define the Boundaries, la grande mostra collettiva che indaga il rapporto fra Intelligenza Artificiale e arte contemporanea, ospitata dal 5 al 30 maggio nello Spazio CORNER MAXXI del Museo nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma. Curata da Daniela Cotimbo, curatrice e Presidente dell’associazione Re:Humanism, la mostra è realizzata con il sostegno di Alan Advantage.

In mostra saranno esposti i progetti vincitori della seconda edizione del Re:Humanism Art Prize che attraverso una call for artists internazionale ha raccolto oltre duecento candidature da tutto il mondo. Ai dieci finalisti si aggiunge l’opera di Francesco Luzzana, vincitrice dello speciale Romaeuropa Digitalive Prize che verrà invece presentata nell’ambito del celebre festival romano nell’autunno del 2021. Anche quest’anno il filo conduttore del Premio è stato quello di ricercare nei progetti una visione propositiva del futuro, attraverso una riflessione speculativa sul medium dell’intelligenza artificiale, incentivando lavori che prevedano l’uso del mezzo o anche l’analisi delle sue implicazioni sociali e culturali.

Le trasformazioni dei concetti di Corpo e Identità nell’era dell’Intelligenza Artificiale e le implicazioni politiche che ne conseguono, le nuove modalità di produzione della conoscenza e i cambiamenti introdotti dalla robotica e dal machine learning, la definizione di un approccio antropologico all’IA e le visioni sul futuro del nostro Pianeta. Questi i temi al centro di questa seconda edizione di Re:Humanism che gli artisti hanno interpretato seguendo molteplici traiettorie e concentrandosi su una serie di elementi in grado di creare una nuova visione dello sviluppo tecnologico human-centred.

Entangled others, Beneath The Neural Waves 2.0.

Gli Entangled Others, ad esempio, hanno sfruttato le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale per immaginare nuove forme di relazione, a partire dallo studio dei meccanismi che regolano la convivenza all’interno delle barriere coralline;  Irene Fenara partecipa, invece, con un progetto che rilegge in chiave metaforica il fenomeno dell’estinzione delle tigri e la necessità di preservare una memoria digitale; mentre Yuguang Zhang si interroga sulla relazione che ci lega agli oggetti di uso quotidiano e al confine sottile tra umano e non umano.

Tra gli altri finalisti: Johanna Bruckner riflette sull’instabilità delle categorie di sesso e genere, il collettivo Umanesimo Artificiale si è occupato di tradurre in suono le mutazioni del DNA, mentre il duo formato da Elizabeth Christoforetti & Romy El Sayah propone un nuovo approccio urbanistico e progettuale. Mariagrazia Pontorno ed Egor Kraft con le loro opere hanno stabilito una connessione tra tecniche antiche e tecnologie contemporanee, e mentre Numero Cromatico pone la questione del futuro dell’artista umano nel mondo dell’IA, Carola Bonfili esplora mondi della realtà virtuale popolati dalle sue creature, sperimentando il perturbante dato dallo scollamento tra percezione della propria alterità e coscienza.

Gli artisti e i progetti sono stati selezionati da una giuria composta da curatori d’arte ed esperti di tecnologie avanzate: Alfredo Adamo, CEO di Alan Advantage; le curatrici, storiche e critiche d’arte Daniela Cotimbo, Federica Patti e Ilaria Gianni; il curatore e storico dell’arte Valentino Catricalà, l’artista Lorem e Michael Mondria, managing director ad Ars Electronica; il ricercatore Mauro Martino, fondatore e direttore del Visual Artificial Intelligence Lab all’IBM Research e Trond Wuellner, Product Director di Google.

Durante il periodo della mostra, si svolgeranno inoltre una serie di incontri e talk, sia in presenza che in streaming, con alcuni esperti di Intelligenza Artificiale, con gli artisti e con esponenti del mondo dell’arte e della cultura contemporanea.

(Bonfili, flute.)

LE OPERE

Dalla biodiversità alla coscienza ecologica, dall’identità di genere alla costruzione di nuove forme relazionali, dal rapporto tra esseri umani e dispositivi tecnologici all’esplorazione delle potenzialità narrative e creative di un’intelligenza artificiale: sono questi gli elementi e i grandi temi che emergono dalle opere esposte nello Spazio CORNER MAXXI per Re:Humanism – Re:define the Boundaries.

Sul doppio fronte ecologico e sociologico si muove l’opera prima classificata, firmata dagli Entangled Others, duo artistico di base a Berlino composto dall’artista, ricercatore e architetto Feileacan McCormick e Sofia Crespo. Beneath the Neural Waves 2.0, ripropone un ecosistema acquatico in digitale in grado di esplorare i concetti di biodiversità e relazione tra specie: l’idea nasce dallo studio della barriera corallina, esempio perfetto di interconnessione nel mondo naturale dove nessuna creatura è il componente principale ed è invece l’intreccio di tutte le singole parti che genera l’ecosistema complesso. Attraverso l’utilizzo del deep learning, i due artisti estrapolano pattern ricorrenti all’interno di questi ecosistemi, traducendoli in modelli tridimensionali e in nuove possibili forme relazionali.

Da una presa di coscienza ambientale nasce anche il progetto vincitore del secondo premio: Three Thousand Tigers dell’artista bolognese Irene Fenara. Partendo da 3.000 immagini fotografiche di tigri (corrispondente al numero attuale degli esemplari presenti in natura), Fenara utilizza un algoritmo generativo che replica la tradizionale tecnica di trama e ordito per realizzare, con l’ausilio di artigiani indiani, un arazzo in tessuto che mantiene alla fine solo alcune delle caratteristiche originali dell’animale. Con il tentativo di accrescere la fauna digitale di un animale in via di estinzione, il progetto riflette sul parallelismo linguistico tra il mondo naturale e la produzione di immagini, nel tentativo paradossale di salvare una specie.

Luzzana_Object Oriented Choreography (OOC).
(Christoforetti _ el sayah, Body as Building.)

L’installazione, terza classificata, (Non-)Human: The Mooving Bedsheet, di Yuguang Zhang – media artist e ricercatore alla New York University – si interroga sulla relazione che ci lega agli oggetti di uso quotidiano e al confine sempre più sfocato tra umano e non umano. Le tecnologie emergenti ci lasciano intuire un futuro popolato da intelligenze non umane, seguendo questa scia di pensiero l’opera evoca l’umanità nascosta negli oggetti e nelle immagini.

La genetica dialoga con gli algoritmi e il sound design in ABCD1, progetto del collettivo Umanesimo Artificiale. Attraverso l’Intelligenza Artificiale gli artisti realizzano una sonificazione delle mutazioni del DNA e, in particolare, del gene ABCD1, che causa l’adrenoleucodistrofia, una rara malattia neurologica genetica che provoca l’accumulo di acidi grassi nel cervello, compromettendo la corretta funzione cerebrale. Nato da un’esperienza personale con la malattia, il progetto si presenta come un’installazione sonora: DNA sano e DNA mutato creano una giustapposizione di suoni alienante e ipnotica che pone lo spettatore davanti a un’esperienza interattiva e una rappresentazione visiva della mutazione.

Fra i territori della biologia, e non solo, si muove l’artista svizzera Johanna Bruckner. L’installazione video Molecular Sex ha come protagonista un sex-robot gender fluid che incarna contemporaneamente approcci di sessualità appartenenti a forme di vita differenti, dal batterio alla stella marina, decostruendo le relazioni esistenti in un flusso di visioni di corpi plastici che si smembrano e si ricompongono in forme del tutto nuove, confermando l’instabilità delle categorie di sesso e genere.

A delineare le coordinate di un nuovo tipo di urbanistica, mettendo in discussione il concetto rinascimentale di autorialità in architettura è Body as Building di Elizabeth Christoforetti e Romy El Sayah, entrambe ricercatrici alla Graduate School of Design di Harvard. L’opera propone un approccio progettuale in cui ogni individuo partecipa alla creazione del proprio contesto abitativo: la casa diventa un’estensione del corpo, l’urbanistica un insieme mutevole di “quartieri” corporei, corpi-casa unici che si accumulano in un’identità collettiva processata da un’intelligenza artificiale.

(Egor Kraft_Chinese Ink.)

Sulla relazione tra tecniche antiche e tecnologie contemporanee si concentrano le opere di Egor Kraft e di Mariagrazia Pontorno. Il primo, con l’opera Chinese Ink, riflette in particolare sulla sopravvivenza dell’antica pittura cinese a inchiostro nel mondo tecnologico, condizione che permette di elaborare nuove forme estetiche e linguaggi visivi inediti: tralasciando la tradizione iconografica e concentrandosi sulla natura della materia, Kraft realizza un’installazione generativa in grado di produrre una dozzina di immagini al secondo che simulano l’effetto dell’inchiostro sulla carta assorbente. Il lavoro di Pontorno, invece, prende le mosse dall’antico manoscritto di Voynich, misterioso ed esoterico codice risalente al XV secolo e scritto in una lingua sconosciuta. Con Super Hu.Fo* Voynich l’artista si prefigge l’obiettivo di tradurre una parte di codice, utilizzando il machine learning e l’intelligenza artificiale, ma fornendo la soluzione da trovare, soggettivando così in partenza il percorso di traduzione della macchina.

Con le opere di Numero Cromatico e di Carola Bonfili ci si addentra invece nei territori della letteratura. Numero Cromatico, collettivo di artisti visivi e ricercatori nell’ambito delle neuroscienze, presenta Epitaphs for the human artist, opera che riprende la forma letteraria dell’epitaffio per decretare in modo definitivo la morte dell’artista umano. Grazie a un generatore di testi (progettato in collaborazione con l’Università di Verona) basato sulle Reti Neurali Artificiali, l’installazione è una lapide interattiva che pone lo spettatore di fronte a una serie infinita di epitaffi con cui la Macchina commemora l’artista-uomo. La romana Carola Bonfili ci porta dritti dentro l’universo di un videogame per raccontare, in una specie di spin-off del gioco, i “dissidi interiori” di una creatura fra il mitologico e l’alieno: The Flute-Singing è un video in CGI che reinterpreta paesaggi e simbologie di diverse opere letterarie, fra cui Le Tentazioni di Sant’Antonio di Gustave Flaubert e L’isola del dottor Moreau di H.G. Wells. Ma non solo: l’opera della Bonfili prende la costruzione narrativa delle Metamorfosi di Ovidio e la fa smembrare da un’Intelligenza Artificiale che, grazie agli algoritmi, produce una serie infinita di storie nuove e verosimili che hanno un impatto sulla vita del personaggio principale.  Il risultato è una creatura artificiale che ha interiorizzato un repertorio universale di comportamenti umani e si interroga sul proprio essere nel mondo.

Infine, per scoprire il progetto dell’artista Francesco Luzzana, vincitore del premio speciale Romaeuropa Digitalive, bisognerà aspettare l’autunno quando verrà presentato nell’ambito del Romaeuropa Festival 2021. Co-prodotta dalla Triennale di MilanoObject Oriented Choreography è un’installazione/performance in realtà virtuale che attraverso un dispositivo collaborativo fa interagire il pubblico con l’Intelligenza Artificiale e quella del performer, dando vita a una vera coreografia in continuo divenire.

Irene Fenara, Three Thousand Tigers, 2020, t … ilk, 300×200 cm, courtesy the artist-min.

RE:HUMANISM ART PRIZE
2° EDITION

THE EXHIBITION OF THE TEN WINNERS WILL BE DISPLAYED AT MAXXI, THE NATIONAL MUSEUM OF 21ST CENTURY ARTS OF ROME.

Opening May 5th 2021
5/05/2021 – 30/05/2021

INFO AND HOURS

From 5 May 2021 to 30 May 2021 

Opening day
5 May 2021 – from 2.00 pm to 7.00 pm;

Tuesday to Friday
Free entry – from 11.00 am to 7.00 pm;

Saturday to Sunday
Free entry with reservation – from 11.00 am to 7.00 pm (max. 30 people for each shift);

[open to the public according to museum opening hours, following the provisions of the last Decree Law].

 

Sponsor e partner

Con il sostegno di Alan Advantage

Main Sponsors Enel, Wallife

Con il supporto di Pi Campus, Romaeuropa, Kappabit, Assotelecomunicazioni

In Network con EIA Factory, Filosofia in Movimento

Partner Tecnico Hueval

Media partner Artribune

Con il patrocinio di RAI

 

Info

www.re-humanism.com

www.facebook.com/rehumanism

www.instagram.com/re_humanism/

www.youtube.com/channel/UCXMGRG0VVrXcBTkWUmeKlkw

Coordinamento attività: Ginevra De Pascalis

About Beatrice Pagliani

Beatrice Pagliani
Curiosa e dinamica, appassionata d'arte e fotografia, amante del cinema e dei viaggi.

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