sabato , 23 ottobre 2021
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Presentato a Torino ART SITE FEST: per il 2021 il tema della Prossimità

È stato presentato nel Salone d’onore di Palazzo Madama a Torino l’edizione 2021 di Art Site Fest, festival dei linguaggi del contemporaneo, quest’anno giunto alla sua settima edizione e incentrato sul tema della Prossimità.

Domenico Maria Papa

 

È il curatore di Art Site Fest, Domenico Maria Papa, ha spiegare la scelta di questo tema:“In questi lunghi difficili mesi, abbiamo imparato a proteggerci mantenendo una distanza dagli altri. Abbiamo modificato i nostri comportamenti quotidiani, anche quelli più spontanei. Evitiamo di dare la mano a un nuovo conoscente o abbracciare un amico, per scongiurare il rischio del contagio. Il contagio, dal latino con-tingĕre «essere a contatto» implica, però, il toccare che è anche il primo basilare atto che lega gli individui, che fonda la loro famigliarità e avvicina le loro quotidianità. Nel perimetro di un gruppo, della famiglia, il con-tingĕre è vitale. Rafforza l’appartenenza e la fiducia. Si toccano la madre e il figlio, prima ancora di parlarsi. Si toccano i bambini che giocano. Un qualsiasi gesto di cura è impensabile senza potersi avvicinare a chi ne ha bisogno. Oggi impariamo che è necessario ripensare la prossimità. Tra gli individui e i loro corpi, tra le specie nel rapporto con il vivente tutto, con l’estraneo che ci siamo abituati a considerare straniero. «Sarà difficile recuperare la distanza sociale che ci siamo imposti, dimenticando quanto è accaduto; sarà faticoso riprendere l’abitudine al contatto dopo averlo così strettamente legato al contagio. Ma quando riusciremo a farlo, forse, ritroveremo il senso autentico di una prossimità necessaria, con la quale, all’inizio della nostra storia, imparammo a incontrarci, a trasmetterci emozioni, sentimenti e conoscenze”.

 

Umberto Matroianni, Progetto per la cancellata Odissea Musicale per il Teatro Regio, 1994

  

Come per le altre edizioni, l’arte, il teatro e la musica prendono forma in luoghi d’eccezione: dimore storiche, residenze reali, musei, corti, chiese; ogni luogo dialoga con una forma d’arte sempre diversa per creare contesti e situazioni inaspettate che permettono al visitatore nuove visioni. Ogni anno artisti da tutto il mondo mettono in scena eventi, reading, concerti e mostre. Progetti innovativi, esperienze suggestive e luoghi magici fanno di questo festival un unicum in Italia, che fa entrare l’arte contemporanea, sia essa visiva, sonora, teatrale, in ambienti, sale, cortili del nostro vasto patrimonio culturale.

Sono quattordici le sedi della settima edizione che ospiteranno mostre, interventi di danza, letture e spettacoli teatrali: Parco delle Vallere (Moncalieri, TO), Castello di Govone (Govone, CN), Chiesa dello Spirito Santo (Govone, CN), Castello di Ussel (Châtillon, AO), Castello Gamba (Châtillon, AO), Archivio di Stato (Torino), Palazzo Madama di Torino, Palazzina di Caccia di Stupinigi (Nichelino, TO), Castello di Masino (Caravino, TO), Castello della Manta (Manta, CN), Palazzo Madama (Torino), Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (Buttigliera alta, TO), Area archeologica della Nuvola Lavazza (Torino), Heritage Lab Italgas (Torino).

Tra i progetti dell’edizione 2021 si segnalano alcuni eventi di particolare suggestione come “La voce degli Alberi”, che coinvolge il Parco delle Vallere, tra Moncalieri e Torino:  un reading dell’attrice Sara D’Amario invita alla riflessione sull’importanza degli alberi per la sopravvivenza del nostro pianeta. Questo profondo dialogo uomo-natura è reso coinvolgente grazie alla tecnica di ripresa binaurale, con cui sono state effettuate le registrazioni che permettono una totale immersione rispetto all’ambiente circostante, e al suono degli stessi alberi – ai quali la D’Amario presta la propria voce – udibile con delle cuffie. La riserva Le Vallere accoglie anche un secondo appuntamento di Art Site Fest nella settecentesca Cascina, dove la compagnia di “teatro di artigianato” Faber Teater porta in scena lo spettacolo L’aia delle genti. Emigranti: un viaggio musicale e culturale di “prossimità”, in cui sievocano mondi, avventure, forti emozioni, tra colpi di capoeira e scontri, storie d’altri tempi, feste yiddish e affetti.

All’Archivio di Stato è di scena “Regio Contemporaneo. L’arte incontra l’Opera”, curata da Domenico Papa e Simone Solinas, resposnsabile dell’Archivio Storico del Teatro Regio: il progetto, in piena coerenza con lo spirito di Art Site, porta all’attenzione il continuo dialogo tra passato e presente. Il percorso espositivo è inaugurato da un focus pressochè inedito e preziosissimo sulla progettazione di Umberto Mastroianni della cancellata scultorea “Odiseea Musicale”per il Teatro Regio, collocata sullo spazio prospiciente Piazza Castello, realizzata dal maestro nel 1994 e preceduta da una serie di bozzetti e progetti, alcuni di essi poi non realizzati.

 

Umberto Mastroianni_Progetto per la cancellata del Teatro Regio

 

Questa prima importante riscoperta introduce a inaspettate vicinanze, prossimità feconde attraverso bozzetti e fotografie di scena, ma anche costumi dei personaggi d’opera più celebri, chiamati per una volta a lasciare il palcoscenico del Teatro per popolare le sale juvarriane dell’Archivio di Stato. La mostra racconta le molteplici relazioni fra l’arte attuale e l’Opera, attraverso una elezione di produzioni liriche dell’ultimo mezzo secolo per il Teatro regio di Torino. David Hockney rifà Hogarth nell’incontro con Stravinskij e accende con soluzioni e colori pop il Tristano di Wagner, opera che viceversa Alberto Burri spoglia di ogni orpello.

 

Hockney – Foto di scena The Rake’s Progress, 1999

Giulio Paolini rende concettuale il dramma wagneriano di Parsifal, Mimmo Paladino reinterpreta Mascagni e Stravinskij, Botto&Bruno inscenano una tragicommedia in una periferia, la Fura dels Baus porta Bohème in una moderna e desolata banlieue. Agli artisti si accompagnano i grandi inventori di teatro come Stefano Poda, che scava nel nostro inconscio creando tableaux vivants di grande raffinatezza, Davide Livermore e Damiano Michieletto capaci di far dialogare Mozart, Verdi e Puccini con la realtà che ci circonda.

Giulio Paolini – Foto di scena Parsifal, Teatro Regio

 

Un’altra straordinaria occasione di riscoperta di spazi cittadini poco conosciuti è offerta dalla mostra De Sidera dell’artista italo argentino Ernesto Morales, allestita negli spazi dell’ex Ospedale san Luigi Gonzaga, voluto nel 1817 dall’omonima Opera pia, che dal accoglie dal 1925 le cosiddette Sezioni Riunite dell’Archivio di Stato (Guerra, Finanza e Giustizia), esterne rispetto all’Archivio di Corte in Via Piave a Torino. L’edificio, costruito su progetto dell’architetto Giuseppe Maria Talucchi a partire dal 1818, si contraddistingue per un ambiente circolare centrale dal quale si dipanano, secondo un assetto a croce di Sant’Andrea, i quattro bracci dove un tempo vi erano le infermerie.

Ernesto Morales Cosmo II – oil on canvas – cm100x100 – 2021

 

Per il deambulatorio che sovrasta il corpo centrale, Morales ha allestito  dodici opere pittoriche che rimandano al tema del cosmo e delle costellazioni, posizionate secondo un preciso orientamento astronomico. Il desiderio – dal latino de-sidera – di una piena contemplazione degli astri ha come limite imprescindibile l’impossibilità di avvicinarsi ad essi, vincolando quel desiderio in una condizione di prossimità irrealizzabile e, di conseguenza, costringe chi vi auspica in una condizione di ricerca e di attesa di un anelato incontro tra dimensioni diverse, quella terrestre e quella celeste. Il percorso artistico-astronomico di Morales interroga quindi lo spettatore sulla possibilità di coniugare aspetti diversi dell’esistenza, corporei e spirituali, lontani ma che non smettono di attrarsi.

Il Castello Reale di Govone ospita Dancing Camera, rassegna di video-danza Dancing Camera curata da Matilde Cortivo, e la performance Keeping Warm della compagnia [Ritmi Sotterranei] che vede le interpreti Matilde Cortivo, Vanessa Guidolin e Viola Pantano danzare sulla coreografia di Alessia Gatta. Keeping Warm nasce dall’intimo desiderio di re-incontrarsi, misurarsi e giovarsi della maggiore consapevolezza del sé, acquisita durante lunghi mesi dedicati alla riflessione, al fine di trovare nuovi modi di comunicazione che rafforzino, mediante il calore dei corpi e degli animi, la capacità di relazione con l’altro e con l’universo che ci ospita. Le tre donne, immerse in paesaggi innevati e freddi, si riconoscono nelle avversità “atmosferiche” della vita, ma la condivisione di tali condizioni permette loro di indagare nuove prospettive, quindi nuove possibilità, riuscendo così ad affrontare le difficoltà e riconciliare il proprio sé e il proprio corpo. La piccola Chiesa barocca di Santo Spirito accoglie la performance Giannino e Greta della compagnia VIDAVÈ crafts interpretata da Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali.

 

Pablo Mesa Capella_Natura Onirica La Memoria degli oggetti

 

Le sale della splendida Palazzina di Caccia di Stupinigi e i suoi esterni accolgono per questa edizione di Art Site Fest il progetto Neighbours, che vede convivere in una originale e stimolante “prossimità” di buon “vicinato” le opere site- specific di artisti molto distanti per linguaggio e tecniche espressive, come quelle dell’artista malaghiano Pablo Mesa Capella – approdato alle arti plastiche dopo una formazione nel mondo del teatro o quelle più riflessive e concettuali di Fabian Albertini. E ancora, la ricerca artistica di Emilia Faro – fortemente incentrata sulle tracce del vissuto umano –, con le suggestive creazioni scultoree di Diego Dutto e quelle di Carlo D’Oria che per Stupinigi realizza un importante progetto installativo.

 

Carlo D’Oria nel suo studio, ph C. Allemandi

 

Carlo D’Oria è autore anche dell’intervento site-specific per lo scalone juvarriano e il giardino di Palazzo Madama dal titolo Sentinelle: le sue sculture intendono instaurare un dialogo di “prossimità” con la comunità, non soltanto al fine di diminuire le distanze temporali tra un lontano passato e una contemporaneità presente, ma anche quelle fisiche, così come fanno lo scalone e il giardino, che non delimitano uno spazio, anzi ne sono punti d’acceso.

Artsite Fest è anche in Valle d’Aosta: il Castello di Ussel ospita Montagna Viva, progetto della giovane fotografa torinese Carola Allemandi che espone i suoi recenti scatti in bianco e nero, offrendo un nuovo punto di vista sulla montagna e sulla sua natura. Per la prima volta il FAI, Fondo Ambiente Italiano, entra nel circuito di Art Site Fest.

Il Castello di Masino, sontuosa dimora del nobile casato dei Valperga, domina dall’alto di una collina morenica la vasta piana del Canavese. I suoi ambienti,  sfoggio di una raffinata cultura sei e settecentesca, diventano quinta teatrale del reading interpretato dall’attrice Sara D’Amario dal titolo Donne d’arte e di scienza, che intende porre in luce l’eccezionalità di alcune figure femminili di questi due mondi.

Per l’edizione 2021 torna la prestigiosa sede dell’Area archeologica della Lavazza: scoperta nel 2014 durante i lavori di costruzione del nuovo quartier generale della Lavazza, l’area archeologica – attualmente musealizzata e facente parte del complesso – attesta l’esistenza di una basilica paleocristiana collocabile tra la seconda metà del IV-V secolo d.C., a sua volta sorta su di una precedente necropoli. Dopo l’intervento dell’artista Aron Demetz, il sito – esempio di valorizzazione e di integrazione del passato col presente – diviene scenario per le opere scultoree di Carlo D’Oria, quest’ultime pensate anche in una connessione di “prossimità” sonora con il progetto dalla Electronic/Big Beat/Techno band torinese Project-To.

Tra le nuove sedi ospitanti, L’Heritage Lab di Italgas in Corso Palermo a Torino ospita Shapes of Living, un progetto che punta a coniugare passato e innovazione, facendo dell’archivio storico aziendale un laboratorio di conoscenza e sperimentazione applicati al patrimonio storico e culturale. intende far convivere ed esaltare la pluralità delle forme artistiche, e nello specifico sono previsti un progetto fotografico, una call di scrittura ed eventi live per ripensare il nostro rapporto con il pianeta, favorendo così una cultura della sostenibilità.

Per il Programma completo www.artsitefest.it

La partecipazione e la visita agli eventi di Art Site Fest è gratuita. In alcune delle sedi è previsto un biglietto di ingresso. È necessario fare riferimento ai siti web delle diverse sedi per conoscere modalità e orari di accesso che possono variare da sede a sede.

Per gli eventi in presenza si consiglia la prenotazione a: info.artsitefest@gmail.com. Il numero di posti e di accessi potrebbe essere limitato.

Per info

ART SITE

info.artsitefest@gmail.com

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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