lunedì , 23 novembre 2020
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Poesia e solidarietà nei gioielli di Emilio Isgrò da BABS Art Gallery a Milano

Il Maestro Emilio Isgrò ha realizzato una nuova serie di gioielli inediti per BABS Art Gallery, la galleria dei gioielli d’artista con sede a Milano. Con un progetto speciale.

 

Continua con il grande Maestro Emilio Isgrò la collaborazione della galleria BABS Art Gallery di Barbara Lo Bianco con artisti, pittori e scultori, nell’ideazione e realizzazione di gioielli d’artista, esemplari inediti, vere e proprie sculture da indossare.

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937), considerato una delle figure più significative nel panorama artistico contemporaneo, è stato invitato da Ermanno Tedeschi a progettare alcuni gioielli per la galleria: l’artista ha deciso di donarne uno in favore di un programma dell’Associazione Mercurio per il recupero di ragazzi disagiati.

Particolarmente entusiasta di questa collaborazione la gallerista Barbara Lo Bianco: “Non capita tutti i giorni l’opportunità di lavorare a fianco ad un artista del calibro di Emilio Isgrò: è stata un’esperienza arricchente sia sul piano professionale che umano. La sua cultura e la sua intelligenza dovrebbero essere un esempio per le future generazioni di artisti.”[…]“Spero davvero che il messaggio contenuto nei gioielli firmati per BABS arrivi alle persone altrettanto intensamente che quello delle sue opere, perché la sua arte è una luce di speranza in questo periodo così difficile.”…“ la sua ironia e la sua  visione dell’arte, può davvero, come lui stesso afferma, ‘aiutare a vincere la paura della vita’”.

L’artista, milanese d’adozione, è molto legato alle sue origini e al suo paese natale, dove nel 1998 costruì il Protoseme, una gigantesca scultura in fiberglass inserita in un contesto costruito in lava e altre scorie vulcaniche nella piazza della stazione della cittadina. Nel 2015, a ideale continuazione del Protoseme, ha realizzato per Expo 2015 Il Seme dell’Altissimo, una scultura alta sette metri realizzata in marmo bianco dell’Altissimo della Cava Cervaiole di Henraux. L’opera rappresenta un seme d’arancia ingrandito un miliardo e cinquecento milioni di volte e simboleggia, nella sua umiltà, la forza creatrice da cui tutto si genera. Nel 2017 l’opera è stata collocata in permanenza negli spazi adiacenti alla Triennale di Milano. In quell’occasione l’artista aveva dichiarato:

[…] il seme d’arancia resta in ogni caso il simbolo più globale che ci sia. Lo scopo è fare diventare grandi le piccole cose, non rimpicciolire le cose grandi”[…]“mi sono accinto con gioia a creare il Seme dell’Altissimo per l’Expo e per Milano: una città rigurgitante di speranza e di futuro nelle situazioni più difficili”. [… Io non lavoro sulla clonazione planetaria. Non rappresento ciò che già di per sé è troppo vistoso e visibile, e dunque non ha bisogno di rappresentazioni ulteriori. Io, più modestamente, rappresento il seme che non si vede. Ma c’è.

Per BABS il Maestro ha realizzato una serie di ornamenti ispirati alle sue opere più conosciute: il tema del seme, viene sviluppato in orecchini, anelli e gemelli, oltre che nei ciondoli, che riprendono anche il tema della cancellatura e delle virgole.

Come accennato, l’artista ha anche pensato, in totale accordo con la gallerista, alla produzione di un gioiello per un progetto speciale, a cui entrambi tengono molto: la Pala delle Virgole, edito in tiratura di 300 pezzi, finanzierà il progetto “Pinksie The Whale”, promosso dall’Associazione Mercurio.

L’Associazione, fondata nel 2014, si impegna ogni giorno a combattere l’emergenza educativa e sociale che penalizza fortemente le nuove generazioni in Italia, affiancando la scuola pubblica italiana con iniziative mirate a contrastare esclusione, dispersione e abbandono scolastici fra i ragazzi appartenenti a categorie fragili e svantaggiate.
Il progetto “Pinksie The Whale” rivolto alla Scuola Primaria, celebra i valori della diversità e porta l’arte nelle scuole come esperienza educativa. Coinvolge insegnanti e bambini, genitori, artisti, gallerie e istituzioni museali in un lavoro collettivo, artistico ed educativo, per favorire l’integrazione e l’inclusione delle diversità contrastando il disagio scolastico. I laboratori educativi di Pinksie sono stati attività in circa 50 scuole italiane, fra cui Milano; obbiettivo a breve termine, sostenuto da BABS con Isgrò, è attivarne altri anche Palermo.

Emilio Isgrò ha una lunga carriera come artista concettuale e pittore, costellata di molti riconoscimenti nazionali e internazionali, ma è anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista. Negli anni ha dato vita a un’opera tra le più rivoluzionarie e originali nell’ambito delle Avanguardie degli anni Sessanta, che gli ha valso diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia (1972, 1978, 1986, 1993) e il primo premio alla Biennale di San Paolo (1977), oltre che ad altre importanti rassegne al MoMA di New York nel 1992 e alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia nel 1994, le antologiche al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato nel 2008, alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma nel 2013 e a Palazzo Reale di Milano nel 2016. Nel 2019 la Fondazione Cini gli ha dedicato, nell’ambito della 58 Biennale di Venezia, una grande retrospettiva a cura di Germano Celant.

Nel bel video che Babs ha dedicato all’artista in occasione di questa preziosa collaborazione ( visibile sulla pagina instagram della galleria) Isgrò, ripreso nel suo studio milanese, si racconta con molta generosità, citando l’importanza nell’accogliere le differenze come ricchezza e non come elementi di divisione tra le persone, tanto più che proprio l’artista, a modo suo, è da considerare, nell’ambito della società, un “diverso”:

[…] un artista è cittadino del mondo che ama le differenze perché lui stesso è diverso dagli altri uomini e se così non fosse non potrebbe fare il mestiere che fa, non potrebbe realizzare opere…L’artista lascia qualcosa agli altri che è il suo lavoro e loro parlano dell’artista stesso,  dei suoi desideri, dei suoi malumori, desideri nei quali si può rispecchiare lo stesso pubblico.”

Parlando del significato dei semi che compaiono anche nelle raffinate creazione realizzate per BABS afferma:

“[…] Questi semi sono la possibilità che ha ognuno di noi di rifondare ogni volta la propria vita; l’Arte serve sempre proprio a questo: a dare energia e speranza quando il mondo non ne ha più o stenta a trovarla forse la paura della Morte può essere vinta attraverso la religione: L’Arte ci serve a vincere la paura della Vita.”

Se il Bello è riflesso del Vero, secondo le parole di Sant’Agostino, appare particolarmente significativo che in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, anche a causa dell’emergenza sanitaria, alla Bellezza dell’Arte si unisca il senso della solidarietà. E questo con un supporto concreto all’emergenza educativa, affiancando la scuola pubblica italiana tramite iniziative mirate a contrastare esclusione, dispersione e abbandono scolastici. Isgrò conclude l’intervista con un richiamo proprio all’importanza della conoscenza come prima forma di cura dell’essere umano, fattore che ne permette un’evoluzione anche e soprattutto morale con uno spirito di concreta apertura al prossimo:  […] La cultura è tutto, la cultura umanistica che pone al centro l’uomo: ben venga l’ordine purché l’ordine sia fatto per l’uomo e non viceversa; torniamo tutti a studiare perché così ci prenderemo cura gli uni degli altri: l’artista di cosa si può prendere cura? l’artista è spesso accusato di essere egoista e forse lo sono anche io, e come possiamo farci perdonare i nostri limiti? Andando incontro agli altri!

I gioielli disegnati dall’artista sono in permanenza presso la BABS Art Gallery ed è possibile sin da ora prenotare il ciondolo dedicato all’Associazione Mercurio.

 

Per info

BABS Art Gallery

Milano

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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