martedì , 21 agosto 2018
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Pittura G, 2009, tecnica mista, disseminazione di 3 elementi

PINO PINELLI. PITTURA OLTRE IL LIMITE

“PINO PINELLI. PITTURA OLTRE IL LIMITE” A PALAZZO REALE DI MILANO.

Lunedì 9 luglio 2018, inaugura a Palazzo Reale la mostra Pittura oltre il limite, antologica curata da Francesco Tedeschi dedicata al grande maestro della Pittura Analitica Pino Pinelli, aperta al pubblico dal 10 luglio al 16 settembre 2018 a Palazzo Reale e alle Gallerie d’Italia di Piazza Scala.

Pittura G, 2009, tecnica mista, disseminazione di 3 elementi

La mostra, realizzata in collaborazione con l’Archivio Pino Pinelli, ripercorre attraverso 40 opere più di cinquant’anni di lavoro dell’artista.

Le Gallerie d’Italia di Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, accolgono la monumentale installazione inedita dell’artista siciliano I cinque movimenti (2018). Un centinaio di elementi materici creati con l’uso del colore rosso saranno disseminati nello spazio, scanditi dalla diffusione del brano di J. S. Bach, Preludio in Do Maggiore PWV 846, scelto dallo stesso artista per accompagnare la fruizione della sua opera, che illustra l’alternanza dei cinque movimenti musicali: il ritmo grave, l’andante e il mosso, fino al brio e all’adagio.

Alle Gallerie d’Italia sarà in mostra anche l’opera di Pinelli, Pittura R. (2004), recentemente entrata nelle collezioni Intesa Sanpaolo.

Il lavoro dell’artista e pittore Pino Pinelli abbraccia un arco temporale di oltre quarant’anni e, nelle sue varie declinazioni, ha mantenuto come costante una riflessione sulle infinite possibilità della pittura.
Pittura GR N, 1995, tecnica mista, 2 elementi
Courtesy Tuchetto/Plurima, Milano. Foto: Paolo Vandrash, Milano
Pittura R, 1995, tecnica mista, 2 elementi
Courtesy Turchetto/Plurima, Milano. Foto: Paolo Vandrash, Milano

Pino Pinelli nasce a Catania nel 1938, dove compie gli studi artistici.

Nel 1963 si trasferisce a Milano, dove vive e lavora, affascinato e attirato dal dibattito artistico di quegli anni, animato da figure quali Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Castellani. Partecipa ai premi San Fedele e nel 1968 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Bergamini. Nei primi anni ’70 Pinelli avvia una fase di riflessione e di ricerca, in cui tenta di mettere a fuoco l’imprescindibile nesso fra tradizione e innovazione, con particolare attenzione alla superficie pittorica, alle vibrazioni della pittura. Nascono così i cicli delle “Topologie” e quelli dei “Monocromi”, la cui superficie comincia essere mossa da sottile inquietudine, quasi che l’artista volesse restituirci il respiro stesso della pittura. Queste esperienze lo fanno collocare nella tendenza che Filiberto Menna definì “pittura analitica”, anche se dal 1976 Pinelli riduce drasticamente la dimensione delle sue opere, che si vanno collocando nello spazio, accostate l’una all’altra, quasi che una deflagazione avesse investito le sue grandi tele e avesse generato una disseminazione dei loro frammenti nello spazio: l’artista abbandona tela e telaio, attratto dal concetto stesso di pittura.

Pittura BL, 2004, tecnica mista, disseminazione di 15 elementi
Courtesy Galleria Rino Costa, Valenza Po (AL)

Scrive Giovanni Maria Accade nella monografia Pino Pinelli, continuità e disseminazione (Lubrina, Bergamo 1991): “Su queste pelli di daino naufraga, per Pinelli, la concezione di una pittura che riconosce come propria sede l’area delimitata del quadro. Si apre al contrario la prospettiva di una pittura in perenne migrazione, nell’intermediabile spazialità fenomenica. Un’uscita dal quadro che non è negazione della pittura, ma una sua differente concezione. Diversamente inseguita ed essa stessa inseguitrice di uno spazio sempre assorbente e mai compiuto, la pittura si contrae per espandersi, sembra negarsi ma per potersi ancor più affermare”.

Al di là delle etichette di “pittura analitica”, le opere di Pinelli affascinano: corpi inquieti di pittura in cammino nello spazio, fluttanti e migranti in piccole o grandi formazioni, fatte di materiali che recano impressi i segni di un’ansiosa duttilità, e che esaltano la fisicità tattile e la felicità visiva di un colore pulsante di vibrazioni luminose.

Pittura R BL, 1986, tecnica mista, disseminazione di 17 elementi
XI Quadriennale di Roma, EUR Palazzo dei Congressi, Roma

 

About Beatrice Pagliani

Beatrice Pagliani
Curiosa e dinamica, appassionata d'arte e fotografia, amante del cinema e dei viaggi.

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