domenica , 24 marzo 2019
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Il Corpo Invisibile a Era Aurora

In the room, Isabella Indiesigh per Il Corpo Invisibile
In the room, Isabella Indiesigh per Il Corpo Invisibile

Il Corpo Invisibile con illustrazioni di Riccardo Cecchetti e fotografie di Isabella Indiesigh Inaugurazione mercoledì 13 dicembre 2017, dalle 19.00, fino al 22 dicembre, tutti i giorni 15 – 17 o su appuntamento (3479916869). Presso ERA AURORA di Davide Bava, Lungo Dora Napoli, 6 (passaggio privato), Torino.

È una simmetria che frana la distanza tra evidenza e atto. Dove nasce piano la memoria, già si apre, percettibile, la voragine dello scompenso. Il porto delle nebbie, a cui approda claudicante una coscienza. Qui tremano gli affetti, e la sete di conoscenza si mischia pericolosamente all’emozione, al sentimento, alla voglia di possesso. Siamo in vena. Colmiamo il vaso: esso non transita da fasi, ma giace impassibile alla prima meraviglia d’ogni avvento.

Ad un piano superiore, se ci affacciamo al concetto, scopriamo tutto il potere invisibile della vista. Quel palco di struttura che consente apprendimento, imitazione, idea. Neutro vettore, pista, di cui è quasi incerta la sorgente-occhio: fuoco, baricentro, più e prima ancora che bolo, accumulo, cesto da raccolta. Quando gemma il sale del simbolico, tante lacrime hanno versato e asciugato tutta l’acqua. Allora, mano a mano che saliamo balaustre d’intuizione, anche il verbo trova noce radicale nel ricordo di ogni gesto, poli-visivo esito che centra il proprio specchio nello sbattere di palpebre. Consapevolezza per ritrarsi del suo mezzo. Pellicola, rotolo per tesi ed arsi, dattilo-scrittura interna, stampa riservata su supporto esclusivo, intimo. E pensare, pensare ad essere incorporei, inavvertibili: saremmo re, conquistatori, dèi: un indice puntato all’immortalità.

Il Corpo Invisibile è una frizione di medesime polarità, le stesse facce di due diverse monete di scambio.

Riccardo Cecchetti elude la fisionomia, indovinando le ragioni delle forze, delle pause, degli attriti. Se la modella sospira, sarà l’artista a definire l’espressione di un palpito o di un fremito, a rintracciarne la quantità e la direzione. Se la passerella accoglie la bellezza, l’identica intenzione scolpirà la tensione dei polpacci, l’equilibrio dei tacchi, la sinuosità del canone. Estetica rappresenta il lasso da cui la visione lascia il passo ad un amalgama di oscillazioni sensoriali. Eliminando zone dall’immagine, laghi di riconoscibilità, l’illustratore abdica, a chi osserva e scruta, la potenza del comporre: tutta la mancanza che ci resta, sapiente interiorità.

Isabella Indiesigh eccede volutamente in aura. Il luogo che accoglie, territorio poroso ardente, si carica di soluzioni cromatiche di là da perfette definizioni. Fuori dal colore, il calore proietta gli spettri: caldi e freddi si sperdono e spengono lentamente in reminiscenze. Fiamme, precedentemente, avevano forgiato i calchi della presenza che ospiteranno le impressioni. Come in una fiaba, o in qualche mito, il corpo si affida alla trasformazione, transustanzia. La fotografia – pittorica, in questo caso, e narrativa – ne documenta uno stadio, un momento, un gradino. La figura sale ed accede al proprio altare, dove si permea e si mostra, tentando lo splendore.

Ivan Fassio

About Ivan Fassio

Ivan Fassio
Poeta, scrittore, curatore d'arte contemporanea.

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