lunedì , 10 agosto 2020
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Mishka Henner apre la stagione alla Galleria Bianconi

Uno scatto dell'allestimento della mostra di Mishka Henner alla Galleria Bianconi di Milano.

La mostra “Your only chance to survive is to leave with us” di Mishka Henner, a cura di Walter Guadagnini, sarà visitabile a Milano dal 19 settembre al 31 ottobre 2019

Mishka Hennerl’artista belga con base nel Regno Unito, e la sua mostra “Your only chance to survive is to leave with us”, a cura di Walter Guadagnini e visitabile dal 19 settembre al 31 ottobre 2019, riaprono la stagione espositiva della Galleria Bianconi di Milano.

Henner fa parte di una nuova generazione di artisti che stanno ridefinendo il ruolo della fotografia nell’era digitale. La maggior parte del suo lavoro riguarda infatti il mondo digitale e si concentra su alcuni soggetti chiave del mondo culturale e geo-politico. La mostra alla Bianconi propone una serie di lavori che illustrano degli eventi estremi, delle vere e proprie apocalissi, sia provocate dall’uomo che conseguenza della rabbia di Dio.

Uno scatto dell’allestimento della mostra di Mishka Henner alla Galleria Bianconi di Milano.

Il titolo dell’esposizione è tratto da una frase di Marshall Applewhite, leader di una setta americana, che in un video del 1999 invitava i suoi seguaci al suicidio di massa. Heaven’s Gate, il primo culto su internet al mondo, professava che presto la Terra sarebbe stata cancellata e che il suicidio fosse l’unico modo per assicurare la salvezza delle anime. Il gruppo riteneva che un’astronave aliena si nascondesse nella coda della cometa Hale-Bopp, in attesa di trasportare i membri della setta verso la salvezza.

Di fronte al video di Applewhite c’è una replica scultorea dei resti distrutti di una finestra del Mandalay Bay Hotel di Las Vegas. Questa finestra dorata con una tenda viola fluttuante era una vista familiare nel filmato dell’ottobre 2017, quando un uomo armato sparò più di 1000 proiettili sul pubblico riunitosi per un festival di musica country proprio sotto la sua suite al 32° piano dell’hotel.

Uno scatto dell’allestimento della mostra di Mishka Henner alla Galleria Bianconi di Milano.

L’oro e il viola, che spiccano qui come nel video di Heaven’s Gate, sono colori generalmente associati a esseri spirituali e opulenza religiosa. Il video di Applewhite è stato modificato per rimuovere la maggior parte del suo discorso, enfatizzando il suo respiro che sembra attirare le tende ondeggianti, suggerendo un afflato spirituale.

Henner parla della frantumazione della facciata dorata del Bay Hotel come di “una metafora sorprendente per la violenza del capitalismo, le sue false promesse e il suo fallimento finale. Le parole e le azioni di Applewhite rappresentano un sentimento che ha preso piede nelle nostre società. Di fronte a catastrofi reali e immaginarie, un’opzione è autodistruggersi e portare tutti gli altri con noi. Forse Applewhite era un profeta piuttosto che un pazzo. Ovunque guardiamo, leader e pazzi ci spingono a seguirli nell’abisso”.

Uno scatto dell’allestimento della mostra di Mishka Henner alla Galleria Bianconi di Milano.

Il vuoto spirituale riempito dalle istituzioni religiose è presente anche in “Happiness – How To Find It” (2019), una ricostruzione della copertina di una guida pubblicata dalla Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania nel 1980. All’epoca, oltre sedici milioni di copie del libro furono tradotte in 31 lingue in tutto il mondo. La Watch Tower Society è l’ente principale dei Testimoni di Geova e il cardine delle loro convinzioni è che stiamo vivendo la fine dei tempi, un periodo segnato dalla dittatura di Satana, come dimostra anche la distruzione del pianeta per mano dell’uomo.

A fare da contraltare a “Happiness” c’è “US Patent # 8172828” (2019), ovvero le richieste di brevetto con le illustrazioni che da sempre affascinano l’artista che le definisce “il codice genetico della nostra civiltà”, aggiungendo che “se vogliamo sapere come il nostro mondo è costruito, dove siamo e dove stiamo andando, dobbiamo cercare nel vasto database di domande di brevetto”.

Uno scatto dell’allestimento della mostra di Mishka Henner alla Galleria Bianconi di Milano.

Un’altra questione che affascina Henner sono le infrastrutture energetiche e le energie rinnovabili: alla Galleria Bianconi nel 2018 aveva presentato immagini satellitari di turbine eoliche negli Stati Uniti. Ora la ricerca su queste industrie continua con la presentazione di “Solar Collector” (2018) e “Evaporation Ponds” (2019).

Nel contesto degli altri lavori in mostra, Henner descrive “Solar Collector” ed “Evaporation Ponds” come “rappresentanti un’interfaccia tra l’industria e il cielo. Nel primo caso, le linee geometriche ipnotiche dei pannelli solari raccolgono la luce solare e la trasformano in energia che alimenta la nostra fondamentale infrastruttura. Nell’ultimo, gli stagni di evaporazione dorata e fluorescente delle centrali elettriche a gas naturale restituiscono l’acqua trasformata al sole”.

Uno scatto dell’allestimento della mostra di Mishka Henner alla Galleria Bianconi di Milano.

Chiude la mostra “Landfall” (2018), quindici dischi in vinile con l’immagine di uragani passati con registrazioni audio di testimoni oculari, inseguitori di uragani, meteorologi e degli stessi uragani. Ogni anno, l’Organizzazione meteorologica mondiale definisce in anticipo i nomi degli imminenti uragani; per gli uragani atlantici, una lista di nomi maschili e femminili viene utilizzata in una rotazione di sei anni. Quando una tempesta è così mortale che il riutilizzo del suo nome per un altro uragano sarebbe inappropriato, il nome è ritirato per non essere più utilizzato.

La parola inglese “hurricane” deriva dalla parola taina “huricán”, il dio indiano del male dei Caraibi. L’alto numero di uragani del Nord Atlantico degli ultimi anni è stato attribuito al cambiamento climatico causato dall’uomo, eppure l’uragano rappresenta un nodo critico nella relazione tra il Cielo e la Terra, tra l’uomo e Dio. La sua forza devastante e incontrollabile ci lascia al tempo stesso ipnotizzati e terrorizzati. Henner chiede: “Cosa faresti se ti trovassi di fronte a un uragano di categoria 5? Scapperesti per salvarti la vita o accenderesti la macchina fotografica per arrenderti allo spettacolo della distruzione?”.

Uno scatto dell’allestimento della mostra di Mishka Henner alla Galleria Bianconi di Milano.

Nato nel 1976 a Bruxelles, in Belgio, Henner si è trasferito nel Regno Unito nel 1984. Si è laureato presso il Goldsmiths College di Londra e nel 2013 ha ottenuto il premio Infinity Award for Art presso l’International Center of Photography. Nello stesso anno, come pure nel 2014, è stato finalista al Deutsche Börse Photography Prize, oltre che al Prix Pectet per le sue grandi immagini di paesaggi modellati dai bovini e dalla presenza delle industrie petrolifere americane.

Il suo lavoro è stato mostrato in grandi indagini storiche presso il Centre Pompidou, il Metropolitan Museum of Art, il Fotomuseum di Winterthur e la New York Public Library. Ha partecipato anche a indagini contemporanee presso il McCord Musem di Montreal, Les Rencontres d’Arles, e l’International Center of Photography, New York. Le opere di Henner si trovano presso numerose collezioni pubbliche tra le quali il Centre Pompidou a Parigi, il Metropolitan Museum of Art e la New York Public Library a New York, il Victoria&Albert Museum di Londra e il Nelson-Atkins Museum of Art a Kansas City.

 

MISHKA HENNER | Your only chance to survive is to leave with us

19 settembre – 31 ottobre 2019
Dal lunedì al venerdì 10.30-13.00 e 14.30-18.30
Sabato solo su appuntamento

Galleria Bianconi
Via Lecco 20, Milano

 

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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