domenica , 18 novembre 2018
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Aura Satz – Oramics: Atlantis Anew | Foto: © Aura Satz

“Mappe Sonore” al Goethe-Institut di Roma

MOSTRA NEL “KUNSTRAUM GOETHE” MAPPE SONORE a cura di Valentino Catricalà.

Aura Satz, Spiral Sound Coil – in the studio, 2010, Foto © Paul Winch-Furness; Christina Kubisch, Foto: © Christina Kubisch; Micol Assaël, Foto © Micol Assaël

Mappe sonore, così si chiama la mostra che inaugura il 29 settembre 2018 al Kunstraum Goethe, lo spazio interdisciplinare del Goethe-Institut di Roma. A tentare di dare concretezza visiva alle onde sonore, a creare visioni e nuovi immaginari, sono tre artiste fra le più interessanti protagoniste della scena della sound art contemporanea: Micol Assaël, Christina Kubisch, Aura Satz. Suono e scienza applicata, strumenti fai da te, software e algoritmi, le opere in mostra aspirano a dare forma all’invisibile, un compito che oggi riesce grazie anche alla nascita di tecnologie e intelligenze artificiali sempre più evolute.

Con incontri, perfomance e workshop, saranno poi approfonditi i sempre più labili confini tra reale e virtuale e come questi incidono sulla nostra percezione del reale influenzando la nostra vita e gli spazi fisici in cui viviamo.

Millis() è una performance sonora per strumenti aumentati, physical computing e sassofoni preparati nata dall’incontro dell’artista Josè Angelino e del compositore Simone Pappalardo. Pappalardo lavora su una orchestra di strumenti, generati partendo da materiali di scarto messi in risonanza da campi elettromagnetici controllati da computer; Angelino ricava ritmi e fasce sonore da sovrapposizioni di vibrazioni vicino alle frequenze di risonanza di superfici e lastre. In questo tessuto timbrico si inseriscono le incursioni jazzistiche ai sassofoni di Simone Alessandrini, ospite di questa performance.

Micol Assaël – Senza titolo | Foto: © Micol Assaël
Aura Satz – Oramics: Atlantis Anew | Foto: © Aura Satz

Mappare il suono. Capirne le direzioni, le nervature, gli intrecci. Capire i segreti di qualcosa che trasporta l’uomo sin dall’antichità in una concretezza visiva senza l’ausilio di qualcosa di visibile e tangibile. Onde che se ben orientate producono visioni, nuovi immaginari.

Nuovi immaginari ai quali fanno riferimento tre fra le più interessanti protagoniste della scena artistica contemporanea. Tre artiste, quelle ospitate nello spazio di KunstRaum dal 29 settembre 2018 all’8 marzo 2019, che sono anche l’esempio di una tendenza preponderante nel mondo dell’arte: rendere visibile qualcosa che in apparenza si nasconde, dare fisicità ad elementi pensati da sempre come intangibili.

È il caso di Analyzing Silence di Christina Kubisch, dove le onde sonore della parola “silenzio”, tradotta in diverse lingue, vengono materializzate su stampe. Per la Kubisch mappare vuol dire dare continuamente nuove interpretazioni e punti di vista, ma anche riscrivere il territorio. Nell’ambito della mostra, l’artista porta a Roma per la prima volta i suoi “Electrical Walks”: per queste passeggiate elettromagnetiche ha creato delle cuffie che captano segnali elettromagnetici tramutandoli in suoni. Lo spettatore potrà indossare le cuffie e camminare nel quartiere, seguendo una mappa creata dall’artista, facendosi guidare dal “concerto sonoro” che, in base alle frequenze dei campi, riscrive continuamente l’ambiente.

Le stanze distopiche di Micol Assael

L’opera dell’artista britannica Aura Satz, invece, si compone di due video, omaggio a due donne pioniere della musica elettronica: Daphne Oram e Laurie Spiegel. Oramics: Atlantis Anew, dedicato a Daphne Oram, antesignana della British Electronic Music e co-fondatrice del laboratorio radiofonico della BBC nel 1958, presenta un incontro ravvicinato con la Oramics Machine, una macchina per musica elettronica ospitata presso il Museo della Scienza a Londra. In Little Doorways to Paths Not Yet Taken, la Satz mostra uno spaccato dello studio della compositrice americana Laurie Spiegel, nota per le sue composizioni di musica elettronica e il suo software per la composizione algoritmica.

È il legno invece nell’opera di Micol Assaël a condurre il suono. Un materiale attraverso il quale le sonorità degli elementi naturali si espandono. Una espansione relativa in quanto l’ascolto è possibile solamente salendo su di una pedana di legno creata dall’artista site specific proprio per questa mostra.

Christina Kubisch · SFMOMA
A blond Caucasian woman wears black headphones next to a cloud made of red electrical wires

DETTAGLI

Lingua: Italiano/inglese con traduzione consecutiva
Prezzo: ingresso libero
 +39 06 8440051 

Orari di visita: lun 14–19 | mar mer gio ven 9–19 | sab 9–13

Chiusura il 1° novembre, dal 24 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019

About Beatrice Pagliani

Beatrice Pagliani
Curiosa e dinamica, appassionata d'arte e fotografia, amante del cinema e dei viaggi.

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