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“Manga”: al British Museum la mostra sui fumetti asiatici

Dal 23 maggio al 26 agosto, al British Museum di Londra, la mostra che racconta origini, evoluzione e sviluppi moderni dell’arte del manga e degli anime

Ha aperto al pubblico il 23 maggio, per restare visitabile fino al 26 agosto, al British Museum di Londra, “Manga マンガ”, la più grande mostra dedicata a questa particolare forma espressiva e artistica mai allestita al di fuori del Giappone.

I manga sono albi a fumetti giapponesi oppure graphic novel con una svolta, serializzati e letti da un pubblico globale. Oggi si tratta di un business multimiliardario che comprende anche anime e videogame, e che ha contribuito a creare un linguaggio visivo internazionale del tutto nuovo.

Noda Satoru, Golden Kamuy ©Satoru Noda / SHUEISHA

La traduzione originale dei caratteri della parola giapponese manga suonerebbe come “immagini senza freni”, e si associa all’opera dell’artista del XIX secolo Katsushika Hokusai, che pubblicava disegni dove comparivano indistintamente persone, animali ed elementi naturali (disegni conosciuti come “Hokusai Manga”). Da quel momento, però, il medium si è evoluto parecchio, per diventare una forma di narrazione immersiva, che comprende personaggi unici e tratta questioni di rilevanza universale.

La mostra “Manga マンガ” al British Museum porta in vita l’arte del manga, osservando come questa sia emersa in Giappone e sia poi diventata un fenomeno culturale di rilevanza mondiale. Esplora anche il fascino duraturo dei manga e il crossover culturale a cui hanno portato, dalle origini nipponiche all’enorme influenza attuale, che spazia dagli anime ai videogiochi fino ai cosiddetti cosplay.

Tezuka Osamu, Metropolis © Tezuka Productions

“I Manga, un mezzo moderno e artistico di raccontare storie, perfezionati per la prima volta in Giappone, sono oggi apprezzati in tutto il mondo – ha spiegato Hartwig Fischer, direttore del British Museum. – Basandosi sulla centenaria tradizione nipponica, i migliori manga riescono a emozionare e attirare il pubblico nel loro mondo, grazie a trame fantasiose che chiamano in causa le nostre emozioni. Il British Museum dispone di una delle migliori collezioni di arte grafica giapponese al mondo. È un privilegio, per noi, poter far dialogare in questa mostra i grandi maestri del passato, come Hokusai e Kyōsai, con i nomi più interessanti del panorama contemporaneo”.

Vista la rilevanza a livello internazionale delle sue collezioni e competenze in campo di arte giapponese, e grazie alla collaborazioni con artisti, editori, case editrici e specialisti del settore, il British Museum occupa una posizione privilegiata per portare il pubblico alla scoperta del fenomeno che è il mondo dei manga.

Takahashi Yoichi, Captain Tsubasa ©Yoichi Takahashi/SHUEISHA

Si può dire che la mostra accontenta appassionati di ogni genere, da quelli che preferiscono le prime forme espressive di questo genere, i lavori di artisti nipponici come Katsushika Hokusai (1760-1849) e Kawanabe Kyōsai (1831-1889), fino agli amanti dei manga moderni. Ma grazie a prestiti senza precedenti dal Giappone, “Manga マンガ” consente anche di scoprire il funzionamento di questa industria da miliardi di dollari.

Il pubblico viene letteralmente trasportato nel mondo dei manga: visita il negozio di manga più antico di Tokyo attualmente in attività, entra nel mondo degli artisti, incontra gli editori e può anche posare per foto a tema e provare qualche costume (e naturalmente condividere il tutto sui social). I personaggi e la storia prendono vita anche grazie a installazioni audio e video. E c’è spazio per il mondo degli appassionati (il cosiddetto “fandom”), che si incontrano a eventi internazionali come il Comiket o il World Cosplay summit.

Kyoto Municipal Transportation Bureau ‘Let’s take the subway!’ © Kyoto Municipal Transportation Bureau

Tra gli artisti di fama internazionale in mostra, grazie anche a prestiti di alto profilo: Tezuka Osamu (Astro Boy, Princess Knight), Akatsuka Fujio (Eel Dog), Toriyama Akira (Dragon Ball), Inoue Takehiko (Vagabond, REAL), Oda Eiichirō (ONE PIECE), Hagio Moto (Poe Clan), Takemiya Keiko (The Poem of Wind and Trees), Kōno Fumiyo (Gigatown) e Higashimura Akiko (Kuragehime – La Principessa delle Meduse).

Di manga ne esistono di vario genere, diversi per stile e soggetto trattato, adatti a persone di età diversa e capaci di riflettere voci, identità e forme espressive differenti. Entrando nel Guinness dei primati come titolo di uno stesso autore più venduto al mondo, “ONE PIECE” di Oda Eiichirō è quello che si definisce un fenomeno globale. Il manga racconta le avventure di Monkey D. Rufy e della sua ciurma di pirati, che solcano i sette mari alla ricerca del più grande tesoro di sempre, il leggendario One Piece. Solo chi lo possiede può infatti fregiarsi del titolo di re dei pirati. “ONE PIECE” è composto al momento da 92 volumi, è stato adattato per il piccolo schermo in un anime (trasmesso anche in Italia, in origine col titolo “All’arrembaggio!”) e persino in una performance del teatro Kabuki.

Higashimura Akiko, Kuragehime – La Principessa delle Meduse © Akiko Higashimura / Kodansha Ltd.

Ma i manga possono anche affrontare tematiche serie, come ad esempio la serie “Kuragehime – La Principessa delle Meduse”, scritta e illustrata da Higashimura Akiko (1975-) e pensata principalmente per il pubblico femminile. I volumi parlano di questioni di genere ed espressione della propria identità attraverso le storie di ragazze che alloggiano nel fittizio dormitorio Amamizukan di Tokyo, dove non sono ammessi uomini. Dal manga, pubblicato tra il 2008 e il 2017, sono stati tratti una serie anime in undici episodi e un lungometraggio in live action.

Il British Museum è stato a sua volta protagonista di un manga, “Professor Munakata’s British Museum Adventure” di Hoshino Yukinobu del 2010, dove il famoso personaggio, professore di tradizioni popolari alla fittizia università Tōa Bunka vive un’avventura all’interno delle gallerie del museo londinese.

Kawanabe Kyōsai, Shintomiza Kabuki Theatre Curtain © Tsubouchi Memorial Theatre Museum, Waseda University

Uno dei prestiti più interessanti che è possibile ammirare in mostra, gentilmente inviato in Inghilterra per l’occasione dallo Waseda University Theatre Museum di Tokyo, è la Shintomiza Kabuki Theatre Curtain. Si tratta di un drappo lungo 17 metri e alto 4, realizzato nel 1880 dal pittore Kawanabe Kyōsai, esposto in origine tra gli atti del teatro Shintomiza kabuki. Il pubblico può ammirarlo nella sua interezza, per l’ultima volta al di fuori del Giappone, sul muro della Sainsbury Exhibition Gallery. Il drappo ritrae demoni e fantasmi che emergono letteralmente dall’intreccio di linee e colori, confondendo i confini tra realtà e fantasia.

Gli anime, molto popolari in Giappone ma adattati anche per la tv europea, si sono evoluti a partire dai manga, attraversando diverse fasi, dalla nascita nel 1917, alla popolarità degli anni ‘60 fino a oggi. La mostra al British, attraverso contenuti audiovisivi e un ricco programma di eventi collegati (workshop, incontri, letture, proiezioni), include anche questo segmento della secolare storia dei manga.

Giga Town: album of manga symbols, © Fumiyo Kouno/Asahi Shimbun Publications Inc.

Manga マンガ

23 maggio – 26 agosto 2019
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.30 (ultimo ingresso 80’ prima della chiusura)
Venerdì 10.00 – 20.30

Sainsbury Exhibitions Gallery | Room 30 | British Museum
Great Russell Street | London WC1B 3DG

#MangaExhibition

 

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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