lunedì , 10 agosto 2020
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Il progetto Stato di Grazia supera il lockdown con la forza della parola e dell’immagine.

Il lockdown come attivatore di nuovi processi di comunità? È la domanda a cui prova a rispondere “Stato di Grazia”, un articolato progetto promosso dall’associazione Oltre le Quinte, ideato dall’artista Francesca Cola con la collaborazione di Silvia Pastore, a cui hanno aderito numerosi artisti, le cui opere sono visibili sul sito dell’associazione.  

L’autrice del progetto, Francesca Cola, ha guidato alcuni performer dell’associazione in un intenso lavoro immaginativo -corporeo rivolto alla creazione autoriale di un’immagine fotografica, realizzata dalla fotografa Silvia Pastore, rappresentante lo “Stato di Grazia” personale di ciascun partecipante. Le due artiste torinesi, con la mediazione di Cristina Pastrello, presidente di Oltre le Quinte, hanno accompagnato le persone in un percorso di creazione unica, il cui esito sono state 19 opere, esposte per la prima volta presso lo spazio nòva di Novara. Il progetto nella sua evoluzione prevedeva anche una produzione di danza, quadri di movimento ispirati allo Stato di Grazia e un processo partecipato di Comunità. L’inizio del lockdow ha però bloccato il lavoro in presenza che sarebbe dovuto partire, sia con i performer sia con i cittadini. In questo periodo di sospensione, il gruppo ha però deciso di non interrompere il lavoro di Comunità, ma di trasformarlo per renderlo possibile anche a distanza. «Chi ha avuto la possibilità di vedere la nostra mostra a Novara è uscito pensando “io cosa avrei risposto?”» spiega Cristina Pastrello, «anche per questo abbiamo creato un lavoro di comunità, che potesse accompagnare tutti i cittadini nell’esplorazione immaginativa e nella realizzazione del proprio Stato di Grazia. Era per noi importante rendere fertile e creativo anche il tempo in isolamento, e creare opportunità di relazione tra le persone. Abbiamo quindi lanciato una Call, accolta con entusiasmo da un numeroso gruppo di persone». Francesca Cola ha inviato un vocale a chi aveva aderito alla Call, guidandolo con la sua voce in un processo immersivo e di creazione immaginativa. In un secondo momento, Silvia Pastore ha realizzato uno scatto a traduzione di questo immaginato. Uno scambio di informazioni gestito ed elaborato dai luoghi della permanenza forzata di questo periodo, in una rete fitta e quotidiana di comunicazioni. L’esito del percorso artistico è la creazione di una galleria di immagini rappresentativa degli Stati di Grazia individuali: «è sorprendente come ogni volta ci si possa meravigliare degli scenari di bellezza che le persone sanno portare», affermano le artiste. E’ ora online il sito www.oltrelequinte.eu in cui sono visibili le opere fotografiche scaturite da questo processo partecipativo, accompagnate dalle descrizioni verbali degli Stati di Grazia dei partecipanti alla Call. L’esito finale del percorso artistico è la creazione di una galleria di venticinque immagini rappresentativa degli Stati di Grazia individuali di Antonella Giancipoli, Francesca Mitolo, Guglielmo Diana, Valentina Perasso, Roberta Montaruli, Christian Fusco, Chiara Colombo, Ester Marossi, Michela Pocaterra, Jimmy Rivoltella, Enrico Pastore, Patrizia Veglione, Manuela Pavan, Annalisa Milano, Claudia Allasia, Davide Montorsi, Maria Elena Seidenari, Tea Taramino, Lucia Rossanigo, Alba Galbusera, Valentina Ferrari, Giulio Pegorari, Caterina Corapi, Maria Paola Colombo, Lorena Ranieri.

Abbiamo chiesto a Francesca Cola di raccontarci la genesi del progetto, che prevede una parte solo auditiva proposta dall’artista – performer, una verbale come restituzione da parte degli artisti, e infine un’interpretazione visiva data dal mezzo fotografico di una terza artista: “Ho creato un messaggio vocale dai tratti immersivi e gentili, ho inviato e sono rimasta in attesa. Non ho voluto anticipare, allenandomi al vuoto per raffinare la capacità di ascolto. In molti casi non sapevo chi c’era dall’altra parte e non avevo aspettative. Quello che cerco sono i particolari che creano l’universale; ognuno ha il proprio “Stato di Grazia” ma lo Stato di Grazia può essere di tutti.Le immagini che mi sono state restituite tratteggiate dalle parole, scritte o via messaggio vocale, rispondono perfettamente a questa considerazione. Quanta universalità posso trovare nel particolare! Il lavoro è stato simbiotico: non si trattava di ricevere le suggestioni e inoltrarle semplicemente a Silvia Pastore per lo scatto. Ho cercato di aderire con sensibilità a questo patrimonio collettivo di percezioni umane per estrapolare il “frame” da condividere con la fotografa che tecnicamente e con sensibilità affine ha restituito l’immagine. Un triangolo semiotico. Un intreccio sensibile cesellato nella distanza”.

Ecco alcune descrizioni, a titolo puramente indicativo,  degli Stati di Grazia inviate dagli artisti partecipanti: per il progetto completo di tutti i contributi si rimanda al sito di Oltre le Quinte

#4 Roberta Montaruli

La casa in cui andavo d’estate, da bambina. Due finestre. Un armadio. La luce del pomeriggio. Sento le voci degli adulti che parlano al piano di sotto, ovattate. Sento l’aria tiepida che arriva dal mare. Il bianco e il rosso. Forme geometriche. Quattro scalini e il mancorrente.
Sono da sola, sdraiata, sotto di me la morbidezza. Sopra il soffitto bianco e il cielo pulito.

Silvia Pastore per Roberta Montaruli

 

#9 Michela Pocaterra

Hai presente quando cammini in piano con il sole tiepido in faccia e il corpo dentro che si muove lento? Quella sensazione di benessere fisico senza sforzo alcuno, con gli occhi quasi socchiusi, immersi nel verde intorno che ti abbraccia e ti spinge in avanti; con le orecchie ninnate dai grilli e dal rumore di una segreta acqua lontana pronta a lavarti se serve e nel naso quell’odore di lenzuola pulite che in nessun’altra casa nel mondo riuscirai a ritrovare. Ecco, questo è il mio stato di grazia.  Una camminata lenta in piano con il sole in faccia; e così la vita dovrebbe essere… non una salita e non una discesa.

 

Silvia Pastore per Michela Pocaterra

#11 Enrico Pastore


Il muro di pietra del porto vecchio. Una breve virgola che si affaccia su un lago primordiale, non visto così nemmeno dai miei nonni. Il sole si affaccia dietro i monti lombardi e si specchia illuminando i cigni che volano sul pelo dell’acqua finalmente liberi dalla presenza umana. I germani reali si tuffano alla ricerca di cibo. I gabbiani si accoccolano sui pali dei battelli. La madonnina del porto guarda le barche immobili con sguardo amorevole. La campana della chiesa suona l’ora del mattino.

Silvia Pastore per Enrico Pastore

#12 Patrizia Veglione

Un’amaca sovrastata dagli esili tronchi e dalle fronde delle antiche tamerici. Attraversate dal vento, producono una lieve armonia. Sfiorata dall’ombra sullo sfondo mi appare il cristallino turchese del mare, immobile. Calmo. Mi dondolo. Tutto appare così vero. Quell’autenticità che solo la natura esprime. È uno stato di grazia.

Silvia Pastore per Patrizia Veglione

 

#14 Annalisa Milano
Ho visualizzato un luogo in Val d’Aosta, anzi più luoghi in Val d’Aosta, alta montagna. Intorno a me 360 gradi di montagne, valichi, valli, sentieri. Le montagne sono tutte intorno e io sono lì nel centro, protetta ma libera. Spira lieve il vento, sibila. L’erba é soffice, i fiori sono profumati , fiori di montagna. C’è l’odore della terra umida e dell’aria fresca e pulita. Un caldo rifugio alle mie spalle ma tutto il luogo è un unico grande rifugio.
L’orizzonte é lontano al di la delle montagne, l’ora è quella del tardo pomeriggio, il cielo ancora per un po’ blu.

Silvia Pastore per Annalisa Milano

#18 Tea Taramino
Immersa nel mare tiepido, mi sento senza peso. Cullata dalle onde guardo in alto il cielo al tramonto che cambia colore e assaporo l’odore del mare e della macchia mediterranea che insieme formano una fragranza inebriante.

Silvia Pastore per Tea Taramino

#22 Giulio Pegorari

È un saliscendi. Senza peso mi lascio scivolare verso il profondo del mio intimo, che conosco ma che ogni volta ritrovo nel suo regalarmi preziosi momenti per stare con me stesso, nell’avvolgente e ondosa calma del respiro e nell’animato silenzio. Questo scendere comporta subito un leggero salire con passi sicuri e immaginari verso una sommità, senza fatica ma sospinto da un’ energia che mi è propria. La sommità raggiunta è lo stesso intimo che assume una nuova forma viva. Sono di nuovo e ancora con me stesso, accompagnato dal respiro che si è fatto vento leggero e fresco. Lo sguardo è molto largo, aperto in una luce calda e limpida, quella dei monti: fa un giro completo, lo sguardo, e poi un altro, ogni volta raggiungendo montagne più alte, una cornice lontana che mi contiene e protegge nella sua altezza. Ogni montagna ha un suo profilo che ne rivela il carattere: nevoso e tondo, roccioso e spigoloso, erboso e morbido. È un movimento lento e avvolgente che vuole tendere all’immobilità, scelta per ascoltare ed ascoltarsi. Quel vento è la musica che mi accompagna, e mi suggerisce che è il saliscendi che concede quel momento, dall’intimo alla sommità, dalla sommità all’intimo: la nicchia conosciuta ed il largo orizzonte sono lo stesso luogo, così come lo stare con me stesso ed il sentirsi parte sono la stessa percezione. Lo Stato di Grazia. Lo sguardo si alza e cerca, è sufficiente; attorno a me nessun corpo, non lo cerco, è superfluo. Sto, e ascolto la Grazia. Il saluto è per regalarmi una memoria. Riprendo il saliscendi per ritrovare una cosciente presenza, lascio la Grazia con la promessa di tornare, adesso cerco la prossimità con gli altri, per raccontare. Sono qui. E io ti ringrazio.

 

Silvia Pastore per Giulio Pegorari

 

Ne emerge uno Stato di Grazia che molto afferisce ad uno stato naturale un momento nel tempo e nello spazio che la mente è in grado di riattivare attraverso la memoria (suoni, odori, colori) rifugio dalla difficoltà del tempo presente, a cui appellarsi. L’uomo è davvero capace di incredibili risorse emotive e psicologiche, che lo stato di crisi attiva come dei dispositivi salvifici.

 

Per info 

Oltre le Quinte

Oltre Le quinte è associazione di promozione sociale a vocazione culturale; costituita nel 2016, è composta da esperti dei linguaggi artistici in ambito sociale-educativo e da professionisti delle arti performative; è coinvolta in tavoli di progettazione partecipata per la proposta di interventi volti alla promozione del benessere e all’aggregazione di bambini, giovani, adulti, anziani.
Elabora progetti finalizzati alla costruzione di una cultura accessibile e inclusiva, dove le diversità possano rappresentare valore, proponendo esperienze artistiche per la Comunità attraverso laboratori di movimento, percorsi coreografici e musicoterapia orchestrale.

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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