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L’arte poetica di Letizia Cariello al Filatoio di Caraglio

Sabato 12 settembre una performance al piano di Gile Bae animerà la scultura Thinkerbell  di Letizia Cariello al Filatoio di Caraglio.

Letizia Cariello_ph. Mattia Gaido

 

La personale di Letizia Cariello “Il tuo cielo è verde”, a cura di Olga Gambari, si arricchisce di un momento performativo di grande suggestione: il 12 settembre è prevista alle ore 11.30 la visita della mostra, guidata dall’artista e dalla curatrice  e alle ore 16.00 avrà luogo la special piano performance della famosa concertista olandese Gile Bae, in dialogo con l’installazione Thinkerbell.

 

 

Letizia Cariello, Thinkerbell, veduta dell’installazione,  ph. Mattia Gaido

 

Thinkerbell è una monumentale gabbia d’oro appoggiata su un tappeto persiano posta al entro del cortile del Filatoio, alta 4 metri e con una base di 3 metri di diametro: da essa si diffonde una musica, l’Aria iniziale delle Variazioni Goldberg di Bach, che pervade anche il resto del Filatoio e raggiunge la mostra stessa, dialogando con le opere. Come racconta l’artista, il titolo fa riferimento al personaggio di Peter Pan, Campanellino in italiano, che nel romanzo si distingue per un sentimento di dedizione assoluta alla propria causa (tra cui l’affetto per Peter Pan) ed è l’unica che Capitan Uncino chiude in gabbia: tuttavia la gabbia non può fermare il suono, uno degli elementi di espressione primaria del personaggio. Il concetto di dedizione è ciò che Letizia augura a se stessa e ai visitatori, il saper coltivare il proprio talento e la propria Bellezza: la musica diventa, nelle sue intenzioni, essa stessa scultura che prende corpo al pari delle altre opere; la performance della nota pianista Gile Bae la renderà ancora più fisica, nell’ottica di una percezione sinestetica dell’intera opera.

Letizia Cariello, veduta della mostra,  ph. Mattia Gaido

 

Il percorso espositivo della mostra è composto da cinque installazioni collocate nelle sale del Filatoio e  rappresentano altrettanti capitoli della ricerca della Cariello, tra cui il rapporto con lo sguardo, il Tempo e la Natura, e sono caratterizzati da un denominatore comune, reale e simbolico, un filo rosso che rappresenta una linea continua e ideale con il luogo stesso della mostra e la sua storia, profondamente legata all’economia della tessitura e  indissolubilmente legata al lavoro femminile.

Letizia Cariello, Thinkerbell, veduta della mostra,  ph. Mattia Gaido

 

Le opere si susseguono nelle sale, singole o in gruppi: un’installazione, costituita da due vecchie grate di finestre, intitolata “Cancello”, può essere presa a simbolo della straordinaria condizione umana vissuta con il lungo lockdown.  Caratteristiche espressioni del percorso artistico di Letizia sono poi i Calendari, che con la loro lunga sequenza di numeri e lettere rappresentano una forma di meditazione sul tempo. Un tempo attraverso cui si viaggia mediante i Gates, finestre riempite di un intreccio di lana a formare una grata, porte visionarie e spirituali. Secondo l’artista le sue opere non sono assertive e non propongono soluzioni: piuttosto mettono in campo delle domande, cercando un contatto empatico con il pubblico anche grazie ad una forte componente tridimensionale, che tende ad occupare lo spazio fisico estendendosi con i propri volumi, entrando così in quello dello spettatore.

Credevo di essere un pittore e invece sono uno scultore: me ne sono accorta perché lavoro molto con la terza dimensione e la consistenza delle cose […] anche noi umani siamo delle sculture, proprio come ciò che ci circonda, con diversi gradi di densità”.

 

Letizia Cariello,  veduta della mostra,  ph. Mattia Gaido

 

Il senso del viaggio è dato invece dai Velluti (realizzati con i preziosi tessuti della celebre azienda veneziana Rubelli), puri monocromi di pittura astratta, opere vive per la loro superficie sensibile al tatto.  I Velluti formano una vera e propria quadreria insieme alle Fotografie Ricamate, un’altra serie di lavori accomunati dalle medesime strutture a cornice in legno naturale, dove la realtà è fissata attraverso punti di ricamo rossi. Lo stesso filo rosso che lega Fratellini & Sorelline e Red thread, porcellane e ceramiche, oggetti che arrivano dal passato e percorrono una passerella rossa, con incedere elegante, in un monito all’incessante scorrere del Tempo.

 

Letizia Cariello, Thinkerbell, veduta della mostra,  ph. Mattia Gaido

 

A chiudere il percorso espositivo è collocato un video che dà il titolo alla mostra stessa: Il tuo cielo è verde. È la ripresa di un campo di grano ancora verde, attorno a Casale Monferrato, luogo familiare dell’artista, che l’ha visto crescere durante il lockdown, segno di rinascita e di incessante fluire della Natura e della Vita.

La mostra è promossa dalla Fondazione Filatoio Rosso e dal Comune di Caraglio, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e con il contributo della Fondazione CRC, lo storico sostegno di Fondazione CRT e Banca di Caraglio.

 

Letizia Cariello, Thinkerbell, particolare,  ph. Mattia Gaido

 

Letizia Cariello (Copparo, Ferrara)  nasce in una famiglia di origine napoletana dedita da più duecento anni alla scultura. Oggi vive e lavora a Milano. Si laurea in Storia dell’arte all’Università degli Studi di Milano e, dopo aver lavorato per il cinema in Italia e negli Stati Uniti, si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera.Le opere dell’artista – disegni, installazioni, video, sculture – sono attualmente esposte in collezioni pubbliche e private internazionali, per citarne alcune: il National Museum of Women in the Arts, il Washington DC; il Mint Museum, Charlotte, NC; la collezione di Tony e Heather Podesta, Washington DC; la Collezione Farnesina – Experimenta, Ministero degli Esteri, Roma; il Museion / Ar-Ge Kunst, Bolzano; la collezione Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Torino; la collezione Etro, Venezia; la collezione Borromeo, Milano; la collezione Rusconi Art Project, Agrate Conturbia, Collezione Bag – Uni L. Bocconi, Fondazione Trussardi e molte altre. Ha partecipato a mostre personali e collettive promosse da autorevoli istituzioni museali, come La Triennale di Milano (2018), MART di Rovereto (2003, 2001), Kunstverein Ludvigsburg (2002).

Thinkerbell è stata realizzata in collaborazione con la Galleria Massimo Minini, da Om Project di Torino.Al progetto partecipa il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. nell’ambito delle attività istituzionali di promozione e diffusione della cultura della sostenibilità.

Per info e prenotazione: E-mail info@fondazionefilatoio.it Telefono 0171 610258

www.filatoiocaraglio.it

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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