lunedì , 19 agosto 2019
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“Il mestiere delle arti” al Museo Nazionale di Ravenna

Paolo Staccioli, Bambole (particolare)

Al Museo Nazionale di Ravenna, fino al 26 maggio, la grande mostra dedicata al rapporto di interscambio tra arti maggiori e arti minori nella produzione degli artisti contemporanei

Perché un raffinato pezzo unico di gioielleria, di ceramica d cristallo viene ritenuto artigianato e non arte? Perché con arte si intendono solo opere di scultura, pittura e, oggi, installazioni di vario genere? A queste domande cerca di rispondere la mostra allestita al Museo Nazionale nel complesso di San Vitale, a Ravenna, con la direzione scientifica di Emanuela Fiori, che resterà aperta fino al 26 maggio.

“Il mestiere delle arti. Seduzione e bellezza nella contemporaneità” propone una selezione di artisti contemporanei che, ignorando il confine tra arti maggiori e arti minori, hanno conferito alle loro opere un valore universale per stile e sapienza tecnica. In mostra, l’esercizio delle arti “maggiori”, scultura e pittura, affiancato alle produzioni di oreficeria, in vetro e resina o in ceramica.

Giovanni Corvaja, bracciale

L’amicizia delle arti, che oggi viene interpretata come una successione di creatività che non conosce cesure – spiegano le curatrici Ornella Casazza e Emanuela Fiori -, permette di constatare come molti tra i massimi artisti di oggi sappiano muoversi con agilità tra la dimensione monumentale e il piccolo formato colloquiando con marmi purissimi, bronzi arricchiti di suggestive patine, legni intagliati, ceramiche lustrate, sete vellutate, pigmenti evocativi, ori e coloratissime pietre”.

Oltre cento le opere riunite, di artisti come Igor Mitoraj, Mimmo Paladino, Paolo Staccioli, Cordelia von den Steinen, Ivan Theimer, Paolo Marcolongo, Stefano Alinari, Jean-Michel Folon, Giacomo Manzù, Giuliano Vangi, Mario Ceroli, Paola Staccioli, Luigi Ontani, Gigi Guadagnucci, Giovanni Corvaja, Daniela Banci, Marzia Banci, Orlando Orlandini, Angela De Nozza, Ornella Aprosio, Angela Caputi, Tristano di Robilant, Sauro Cavallini, Sophia Vari, Kan Yasuda, Pietro Cascella, Fernando Cucci, Pasquale (Ninì) Santoro.

Angela de Nozza, Circle

Non vi sono materie che si possono considerare più adatte di altre a produrre risultati artistici, come non vi sono materie a priori inadatte a produrli: ogni materiale vale soltanto in quanto è stato prescelto dall’artista che lo fa vivere e lo esalta con le sue mani.

Talvolta, l’apparente spontaneità e l’immediatezza del risultato creativo, che presuppone una matura esperienza, possono essere considerate come prodotto di una eccellente bravura e perfino di raffinato virtuosismo. Il processo artistico, benché sempre legato alla tecnica, non è mai riducibile a qualcosa di appreso o ripetuto meccanicamente, ma impegna tutto l’essere dell’autore e non solo le facoltà intellettive ed esecutive.

Ivan Theimer, Cavallo

L’opera può sostituire sapientemente il valore della materia preziosa imitandone anche gli aspetti esterni: per esempio la ceramica può prendere il posto e, in parte ripetere, l’effetto visivo dell’oro o dell’argento, il marmo può raggiungere morbidezze eburnee, le tessiture seriche uguagliare gli effetti pittorici, i legni rivivere nel loro colore morbido e naturale. Altre volte, invece, il procedimento artistico può svilupparsi allontanandosi progressivamente dall’elaborazione della materia e tende a porsi come operazione mentale, concretizzata con un ‘disegno’ inteso come processo o metodo di ideazione.

Già in passato il desiderio di dimostrare che assoluti valori di arte possano essere raggiunti attraverso i processi tecnici più semplici e tradizionali, talvolta addirittura arcaici, ha sollecitato vari artisti – tra cui Picasso e Matisse – a produrre ceramiche, arazzi, stoffe e gioielli.

Igor Mitoraj, Moon light

Molti degli artisti selezionati per la mostra, particolarmente versatili, propongono la loro ricerca in materiali diversi. Le loro opere sono posizionate secondo assonanze visive e materiche in un percorso che si intreccia con le architetture del Museo Nazionale, ospitato nell’ex Monastero Benedettino di San Vitale a Ravenna.

La presenza prevalente di oggetti di provenienza collezionistica classense nelle collezioni permanenti del Museo Nazionale consente un continuo rimando tra le cosiddette “arti minori” dei secoli che vanno dal XIII al XVIII e la contemporaneità. Riproponendo così un confronto antico-contemporaneo di enorme fascino.

Daniela Banci, Fiamma, collana

Il mestiere delle arti. Seduzione e bellezza nella contemporaneità

16 febbraio – 26 maggio 2019
Da martedì a domenica 8.30 – 19.30 (ultimo accesso ore 19.00)
Lunedì chiuso

Museo Nazionale di Ravenna
Via San Vitale, 17 | 48121 Ravenna

 

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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