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“Hans Hartung and Art Informel”: la mostra alla Mazzoleni

Hans Hartung, T1975-H37 © Courtesy Mazzoleni, London-Torino

In occasione del trentesimo anniversario della morte (1989-2019), la Galleria Mazzoleni di Londra dedica una grande mostra a Hans Hartung e agli esponenti del movimento dell’arte informale

Aprirà al pubblico il 1 ottobre per restare visitabile fino al 18 gennaio 2020 “Hans Hartung and Art Informel”, la mostra allestita in occasione del trentesimo anniversario della morte dell’artista tedesco naturalizzato francese dalla Mazzoleni di Londra, che dal 2014 affianca la storica Galleria torinese, fondata nel 1986 da Giovanni e Anna Pia Mazzoleni.

Riunendo opere realizzate nel corso di quattro decenni, la mostra presenta una selezione di dipinti di Hartung accanto a lavori del secondo dopoguerra realizzati da alcuni dei più importanti artisti del movimento della cosiddetta “Arte informale”.

Hans Hartung, T1980-E46 © Courtesy Mazzoleni, London-Torino

A corredare il progetto dedicato ad Hartung (1904-1989) – che già nel 2004 era stato al centro dell’interesse della galleria, con l’allestimento di una presentazione delle sue opere – un’ulteriore mostra personale che verrà inaugurata nella sede torinese della Mazzoleni il 25 ottobre 2019, per restare anch’essa aperta al pubblico fino al 18 gennaio 2020.

Hans Hartung è una figura di spicco nel contesto del movimento dell’Arte Informale e della pittura gestuale astratta. Nato a Lipsia, in Germania, nel 1904, studia filosofia e storia dell’arte nelle Università e Accademie di Belle Arti a Lipsia e a Dresda. Nel 1935 si trasferisce a Parigi e durante la seconda guerra mondiale si unisce alla Legione straniera. Rientrato nella capitale come cittadino naturalizzato francese alla fine del conflitto, nel 1947 allestisce la sua prima personale, alla galleria Lydia Conti.

Hans Hartung, T1962-E28 © Courtesy Mazzoleni, London-Torino

Da quel momento in avanti la sua carriera è costellata di mostre personali, partecipazioni a grandi eventi (come la Biennale di Venezia) e allestimenti internazionali e vittorie di Premi (il Guggenheim International Prize nel 1956, il Gran Premio per la pittura alla 30° edizione della Biennale nel 1960, il Grand Prix des Beaux-Arts de la Ville de Paris nel 1970).

Hartung muore nel 1989 ad Antibes, in Francia, nella sua casa da lui stesso chiamata “Champ des Oliviers” (Campo degli ulivi). La villa è oggi sede della Fondation Hartung-Bergman, che promuove sia il suo lavoro che quello di sua moglie, Anna-Eva Bergman.

Giuseppe Capogrossi,
Superficie 99 © Courtesy Mazzoleni, London-Torino

La mostra londinese esamina le origini del lavoro di Hartung e le relazioni da lui intrattenute nella cerchia di artisti attivi a Parigi durante gli anni ‘50 e ‘60. Opere di artisti come Giuseppe Capogrossi, Hisao Domoto, Jean Fautrier, Toshimitsu Imai, Henri Michaux, Georges Mathieu, Serge Poliakoff, Jean-Paul Riopelle, Gérard Schneider, Pierre Soulages, Wols e Zao Wou-Ki vengono presentate illustrando la fase del tachisme e dell’astrazione lirica.

La sezione principale della mostra è composta però da una selezione delle opere di Hartung, risalenti agli anni ‘50, ‘60, ‘70 e ‘80, e traccia l’evoluzione del suo particolare linguaggio visivo, rivelando un artista alla perenne ricerca dell’insolito e dell’originale.

Georges Mathieu, Formule de Dirac © Courtesy Mazzoleni, London-Torino

Sperimentando rapidi movimenti, Hartung utilizza il “grattage”, una tecnica in cui la vernice appena applicata viene raschiata con vari strumenti per creare opere dinamiche con segni incisivi. Campi di colore invadono la tela, su cui l’artista interviene con graffi aggressivi, creando tensione tra lo sfondo e la superficie.

“Quello che amo è agire sulla tela – dichiarava Hartung. – Agire? Cioè graffiare, strappare, macchiare, invadere la tela con il colore, in breve tutto ciò che non è dipingere”.

I risultati hanno una forza drammatica e senza tempo. Le opere esposte in “Hans Hartung and Art Informel” sono testimonianze di un’epoca che ha sfidato i dettami della tradizione artistica e ha posto le basi per la nascita dell’epoca moderna.

Jean-Paul Riopelle, Jeux © Courtesy Mazzoleni, London-Torino

Hans Hartung and Art Informel

1 ottobre 2019 – 18 gennaio 2020
Da lunedì a venerdì 10.00 – 18.00
Sabato 11.00 – 17.00

Galleria Mazzoleni
27 Albemarle Street, London, W1S 4HZ

 

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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