mercoledì , 21 novembre 2018
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GSF Contemporary Art inaugura con Enrico T. De Paris

De Paris alla GSF Contemporary Art fino al 27 gennaio

Ha inaugurato al pubblico lo scorso 16 dicembre la GSF Contemporary Art, acronimo che identifica il nuovo spazio espositivo di 250 mq al secondo piano della Galleria San Federico, nel cuore di Torino, con una mostra personale di Enrico T. De Paris, visitabile sino al 27 gennaio tutti i giorni dalle 12 alle 20.00. Un’operazione nata dall’iniziativa di Riccardo Costantini, titolare della omonima galleria torinese di via Giolitti, in società con il collezionista Marco Albeltaro e Italian Group.

Enrico T. De Paris galleria GSF
Enrico T. De Paris GSF Contemporary Art
GSF contemporary art gallery
GSF contemporary art gallery

La galleria, grandi vetrate e due corpi aggettanti che la rendono una sorta di white cube trasparente, adatta a installazioni di grande impatto, si inserisce nel processo di riqualificazione che ha interessato tutti gli spazi prossimi al cinema Lux di proprietà del Gruppo Unipol. Gran parte dell’edificio è oggi dedicata al concept store Fiorfood della COOP con la libreria e il ristorante gestito da Giovanni Grasso e Igor Macchia della Credenza di San Maurizio Canavese, proprio di fronte alla galleria. Bella dunque la scelta di inaugurare i nuovi spazi con le mirabolanti, coloratissime e giocose installazioni di Enrico T.  De Paris (Mel-Belluno, 1960) artista multimediale noto a livello internazionale che da sempre utilizza per le proprie opere linguaggi espressivi che vanno dalla pittura all’installazione, dal video al digitale, e persino ad una sorta di tratto fumettistico che evoca le atmosfere di Urania.

GSF Contemporary Art

 

 

Tutto concorre a creare una sua personale interpretazione del mondo dove le immagini scaturiscono da una sapiente contaminazione tra pittura e disegno, luci fluo e suoni, bolle di vetro simili ad alambicchi postmoderni popolati da mondi in miniatura improntati al post umanesimo e apparecchiature elettroniche, plastica e acciaio per evocare il disordine di nuovi universi immaginifici. Universi che portano a riflettere su quello attuale e inducono lo spettatore, superato lo stupore e la meraviglia, a compiere un percorso di riflessione più profondo. De Paris infatti descrive un mondo prossimo dove la natura è in grave pericolo, le biotecnologie ed il potere delle multinazionali chimico-farmaceutiche ed agro alimentari contamina il presente. La stessa collocazione delle opere, quasi organismi disarticolati fluttuanti nello spazio, comporta un disordine che si fa perdita di punti fermi da un punto di vista concettuale e allo stesso tempo evoca l’incertezza dell’uomo contemporaneo.

GSF Contemporary Art

Per la personale l’artista ha presentato una selezione delle opere che copre un ampio arco temporale, dalla serie Good News, Genesis, Bio_Landscape, Flussi, all’H.O.T. – human organ transplant e >CHROMOSOMA<. Come afferma l’artista nei suoi scritti che accompagnano la mostra: “[…] Non si tratta di figure ma di segni, elaborati per esternare qualcosa che è stato già espresso e triturato tanto dalle parole che dalle immagini: l’abitare dell’uomo nel suo linguaggio. Sarà molto bello inventare nuove metafore per riconoscere il nuovo pianeta, non solo come la nostra casa ma anche come il nostro vero corpo”.

GSF Contemporary Art

Per info:

GSF Contemporary Art

Galleria San Federico, 26  Torino

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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