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Gli Anglosassoni e le origini dell’Inghilterra moderna

Domsesday book © The National Archives

Alla British Library di Londra, dal 19 ottobre 2018 fino al 19 febbraio 2019, la mostra “I regni anglosassoni: arte, lingua, guerra” con reperti e manoscritti

La mostra più grande di sempre dedicata alla storia, alla letteratura e alla cultura degli Anglosassoni, che copre un arco di oltre sei secoli, dalla fine del dominio romano sulla Britannia alla conquista normanna. Sarà aperta al pubblico fino al 19 febbraio alla British Library di Londra, “Anglo-Saxon Kingdoms: Art, Word, War”.

Del percorso espositivo fanno parte reperti archeologici di grande importanza, testi scritti e manoscritti di vitale importanza per la trasmissione di idee, arte e letteratura attraverso confini geografici e politici, alcuni dei quali tornano nel Regno Unito per la prima volta.

Si tratta di un’opportunità unica per ammirare un’eccezionale collezione di manoscritti e ogetti anglosassoni prodotti in oltre seicento anni – spiega la dottoressa Claire Breay, curatrice della mostra. – I reperti in mostra, importanti di per sé, dimostrano anche quanto il mondo anglosassone fosse connesso con l’Europa del tempo e quanto sia stato importante per lo sviluppo dell’Inghilterra moderna, a partire dalla lingua”.

Domsesday book
© The National Archives

È durante il periodo anglosassone, infatti, che la lingua inglese venne usata per la prima volta e messa in forma scritta per la prima volta, e questo contribuì a gettare le basi del futuro “Regno d’Inghilterra”. Attingendo dalla propria importante collezione e potendo contare anche su una serie di prestiti eccezionali da musei e collezioni private di tutto il mondo, la British Library crea un percorso attraverso i secoli, che porta il pubblico indietro nel tempo.

Tra i reperti più interessanti, il Codex Amiatinus è la più antica copia manoscritta conservata integralmente della Bibbia nella sua versione latina, redatta da San Girolamo. Realizzata nel monastero di Wearmouth-Jarrow, nel regno di Northumbria nel nord est dell’Inghilterra all’inizio dell’VIII secolo, venne portata in Italia nel 716 d. C. come dono per il Papa. Il Codex torna per la prima volta nel Regno Unito dopo oltre 1300 anni, in prestito dalla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.

Tra gli eccezionali manoscritti miniati e decorati in prestito, ci sono i Vangeli di Sant’Agostino, un manoscritto miniato del Vangelo realizzato nel VI secolo, in prestito dal Corpus Christi College di Cambridge, l’Evangeliario di Durrow, un manoscritto miniato, ora conservato alla Trinity College Library di Dublino, scritto in maiuscole irlandesi di tipo arcaico, l’Evangeliario di Echternach, realizzato da un unico scriva nell’VIII secolo e conservato oggi alla Bibliothèque nationale de France.

Salterio Vespasiano
© British Library Board

Vengono esposti per la prima volta insieme i quatto principali codici della letteratura in lingua inglese antica (Old English): l’unica copia esistente di Beowulf”, appartenente alla British Library, il Libro di Vercelli, che torna in Inghilterra per la prima volta, il Codice Exeter (o Exeter Book) e il Manoscritto di Caedmon. Insieme a questi, il Domesday Book, il manoscritto più famoso della storia inglese, nonché la più antica forma di raccolta dati pubblica giunta fino a noi, che offre un’incredibile panoramica sull’amministrazione e la distribuzione delle terre nell’ultimo periodo angolosassone (si tratta dei risultati di un censimento completato nel 1086 per ordine di Guglielo il Conquistatore e riguardante gran parte dell’Inghilterra e del Galles).

Tra i reperti archeologici scoperti di recente ci sono il tesoro di Binham (Binham Hoard), la più grande collezione d’oro della Gran Bretagna del VI secolo, l’angelo di Lichfield, rinvenuto nel 2003, e oggetti chiavi appartenenti al tesoro dello Staffordshire (Staffordshire Hoard), il più grande tesoro anglosassone mai ritrovato, scoperto nel2009.

Angelo di Lichfield
© Cattedrale di Lichfield

E poi il Corno del fiume Erne, uno strumento musicale in legno risalente all’VIII secolo, scoperto nell’omonimo fiume negli anni ‘50 è esposto per la prima volta insieme al Salterio Vespasiano, di cui fa parte la più antica traduzione in inglese di parti della Bibbia e immagini di musicisti che suonano strumenti simili al Corno.

Insieme a questi, la più antica bolla inglese superstite, datata 679 d.C., che garantiva il possedimento di terre all’Abate di Reculver, si trova insieme alla più antica lettera scritta in Inghilterra, risalente all’VIII secolo e indirizzata dal Vescovo di Londra all’Arcivescovo di Canterbury e alla più antica lettera scritta in inglese, la lettera di Fonthill, risalente al X secolo.

I reperti archeologici, i manoscritti e le carte, alcune delle quali tornano nel Regno Unito per la prima volta da secoli, gettano luce su alcune famose figure storiche come Re Alfredo il grande e Re Cnut, oltre a rivelare l’alto livello raggiunto dalla cultura anglosassone, e la sua connessione con i vicini europei, dall’Irlanda fino al Mediterraneo orientale.

Gioiello di re Alfredo.
© Ashmolean Museum, Università di Oxford

Dai manoscritti illustrati al primo esempio conservato di testamento di una donna inglese, la mostra “Anglo-Saxon Kingdoms: Art, Word, War” mette in risalta il ruolo cruciale dei manoscritti nella trasmissione di idee e influenze religiose, letterarie e artistiche in Inghilterra e in Europa, oltre a evidenziare le capacità tecniche e la finezza delle opere prodotte al tempo.

Ad accompagnare la mostra nei suoi tre mesi di allestimento, un ricco programma che comprende incontri, letture e performance musicali, che si può trovare sul sito della British Library, insieme a eventi pensati in modo specifico per le scuole e le famiglie.

Al di fuori di Londra, la British Library sta portando avanti un progetto in collaborazione con Poet in the City e ha incaricato i poeti di Sheffield Joe Kriss e Rachel Bower di scoprire la storia nascosta dell’area, la sua importanza come zona di passaggio tra I regni e di analizzare il modo con cui ci relazioniamo a concetti come I confini, l’identità, le nazioni e il potere. Il lavoro di ricerca, portato avanti a stretto contato con la comunità e la Biblioteca di Sheffield sarà presentato nel 2019.

Sempre restando in ambito anglosassone, la British Library ha reso disponibile online la sua intera collezione di manoscritti e carteggi, permettendo al pubblico di tutto il mondo di accedervi e dando così un importante imput alla ricerca, presente e futura, in questo campo.

 

Anglo-Saxon Kingdoms: Art, Word, War

19 ottobre 2018 – 19 gennaio 2019
Da lunedì a giovedì 9.30 – 20.00
Venerdì 9.30 – 18.00
Sabato 9.30 – 17.00
Domenica 11.00 – 17.00

PACCAR Gallery | British Library
96 Euston Road Londra NW1 2DB

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About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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