mercoledì , 20 novembre 2019
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Giacomo Balla. GENIO FUTURISTA

Giacomo Balla, Genio Futurista, 1925, Olio su tela d’arazzo, cm 279 x 381, Guidonia (Roma), Collezione Biagiotti

Dal 9 aprile al 12 maggio 2019 le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, ospiteranno Il Genio Futurista di Giacomo Balla della Collezione Biagiotti, una delle opere più emblematiche del Futurismo.

Giacomo Balla, Genio Futurista, 1925, Olio su tela d’arazzo, cm 279 x 381, Guidonia
(Roma), Collezione Biagiotti

Esposto per la prima volta a Milano al grande pubblico in occasione del Salone del Mobile e di Milano Moda Design, questo capolavoro non avrebbe potuto trovare miglior cornice del Cantiere del ‘900 delle collezioni Intesa Sanpaolo, che riuniscono un patrimonio proveniente dai diversi istituti di credito confluiti nel Gruppo, e delineano un percorso culturale che, attraverso opere di Boccioni, Balla, Carrà, De Chirico, Funi, Mafai, Sironi, Rosai, Spadini, Tosi, Zanini e molti altri artisti, ripercorre tutto il secolo scorso.

La monumentale opera (olio su tela d’arazzo, cm 279×381, la più grande mai realizzata da Balla) fa parte della ricca collezione di opere di Giacomo Balla raccolte dalla famiglia Biagiotti con la direzione scientifica di Fabio Benzi.

L’opera dipinta ad olio viene realizzata da Balla per l’Exposition des Arts décoratifs modernes tenutasi a Parigi nel 1925, dove è esposta per la prima volta proprio nel padiglione delle arti decorative insieme ad altre sue realizzazioni: Mare vele vento, Farfalle in movimento e Fiori futuristi.

Il Genio Futurista di Giacomo Balla della Collezione Biagiotti.

La mostra parigina sancisce la larghissima e ormai capillare diffusione internazionale delle idee dei Futuristi che, interpretando le teorie di Filippo Tommaso Marinetti, avevano già nel decennio precedente operato una vera e propria rivoluzione in campo ideologico e artistico e dato voce allo slancio che aprirà la strada alle avanguardie internazionali. Il mito della velocità, del dinamismo, si lega ad un nuovo concetto di arte, che i Futuristi intendono non più come semplice rappresentazione, ma come azione concreta sul mondo, che nei temi affrontati si traduce in un inno alla modernità, al progresso ed incarna la visione ottimista e progressista di inizio secolo. L’arazzo è poi nuovamente esposto alla mostra degli Amatori e Cultori di Roma nel 1928, in posizione dominante al centro di una grande parete nella grande sala antologica dedicata al lavoro di Giacomo Balla in cui l’artista presenta una selezione delle opere più importanti della sua carriera, a partire dal divisionismo di inizio secolo.

Impostato sui colori italiani (rosso, bianco e verde), che si intarsiano su un fondo blu e azzurro, la composizione “prismatica” è incentrata su una schematica figura d’uomo, la testa a stella, le braccia tese a formare una sorta di M, iniziale di Marinetti inventore del Futurismo, le gambe due cunei rossi. Da questa figura astratta solo vagamente antropomorfa (il “Genio futurista”, in fondo autoritratto dello stesso Balla) si irradiano forme-rumore che condensano le diverse esperienze pittoriche futuriste dell’artista in una sorta di  summa artistica: dalle forme acute “motorumoriste” ai volumi astratti di Feu d’Artifice (1916-1917), dal tricolorismo patriottico di Forme-grido Viva l’Italia (1915) alle rappresentazioni teoriche e teosofiche sulla “quarta dimensione” di Trasformazioni forme-spiriti (1918) e di Pessimismo contro Ottimismo (1923), ai triangoli intersecati delle Compenetrazioni iridescenti.

L’arazzo Genio futurista è la rappresentazione precisa e riassuntiva di un processo geniale che porta l’artista alla coscienza dei rapporti dinamici dell’universo, a rappresentarli come forme e colori puri, avanguardia non solo di forme, ma anche e soprattutto di intuizioni intellettuali, di dimensioni che superano il visibile e danno corpo all’invisibile, come lo stesso Balla affermava nel Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo (1915).

Il Genio Futurista di Balla

INFORMAZIONI UTILI

9 aprile – 12 maggio 2019

Gallerie d’Italia – Piazza della Scala 6, Milano

Orari

Da martedì a domenica 9.30-19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)

Giovedì 9.30-22.30 (ultimo ingresso ore 21.30)

Lunedì chiuso

Aperture straordinarie: 21 aprile (Pasqua), 22 aprile (Pasquetta), 25 aprile (fino 22.30), 1 maggio

Tariffe

Intero 5,00; ridotto 3,00. 5 maggio ingresso gratuito (prima domenica del mese), 12 maggio ingresso ridotto per le mamme (Festa della mamma)

Informazioni

Numero verde 800.167619; info@gallerieditalia.comair max 90 essential sale

About Beatrice Pagliani

Beatrice Pagliani
Curiosa e dinamica, appassionata d'arte e fotografia, amante del cinema e dei viaggi.

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