domenica , 22 luglio 2018
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Frida Kahlo with Olmec figurine, 1939, foto di Nickolas Muray © Nickolas Muray Photo Archives

Frida Kahlo e l’invenzione di se stessa

Dal 16 giugno al 4 novembre, al Victoria & Albert Museum di Londra, la mostra dedicata a Frida Kahlo, alla sua immagine e alla sua arte

Quest’estate il Victoria & Albert Museum di Londra esplora il modo con cui Frida Kahlo (1907-1954), una delle artiste e donne più influenti del XX secolo, ha modellato la sua identità e immagine in “Frida Kahlo: Making Her Self Up will”.

Si tratta della prima mostra allestita fuori dal Messico a proporre al pubblico abiti e oggetti intimi di proprietà dell’artista, insieme ad autoritratti, fotografie e filmati che offrono una nuova prospettiva dell’avvincente storia della Khalo.

Frida sulla panchina, 1939, foto di Nickolas Muray
© Nickolas Muray Photo Archives

Simbolo di controcultura e femminismo, la mostra permette di capire in che modo Frida Kahlo abbia costruito la propria immagine e la propria identità – spiega Claire Wilcox, una delle curatrici dell’esposizione al V&A Museum. – Si tratta di un’occasione unica per il pubblico europeo, data la possibilità di accedere a un archivio che non ha mai lasciato il Messico prima d’ora”.

Lavorando a stretto contatto con il sudamericano Museo Frida Kahlo, la mostra londinese propone oltre 200 oggetti provenienti direttamente da Casa Azul (Casa Blu). Abiti, lettere, gioielli, cosmetici medicine e corsetti steccati sono stati scoperti nel 2004, 50 anni dopo che la proprietà venne venduta con tutto il suo corredo di oggetti da Diego Rivera, pittore e muralista messicano e marito della Kahlo, in seguito alla morte della donna avvenuta nel 1954.

La mostra analizza lo stile e l’aspetto esteriore di Frida Kahlo, fortemente coreografato e studiato dall’artista stessa, attraverso pezzi unici come gli abiti Tehuana, di grande impatto visivo, le collane pre-Colombiane, esempi di corsetti e protesi dipinti a mano. Oltre a questi, filmati e fotografie permettono un racconto quasi visivo della storia della pittrice.

Abito tradizionale. Museo Frida Kahlo
© Diego Rivera and Frida Kahlo Archives, Banco de México, Fiduciary of the Trust of the Diego Riviera and Frida Kahlo Museums.

Nella sezione dedicata al make-up, troviamo la matita per le sopracciglia Ebony, ancora nella sua confezione originale, con cui la Kahlo enfatizzava uno dei suoi tratti distintivi – ben presente anche negli autoritratti –, il suo rossetto preferito e lo smalto rosso per le unghie. I cosmetici dai colori vivaci risaltano nei celebri scatti del fotografo Nickolas Muray, dove l’artista appare con indosso molti degli abiti in mostra a Londra.

“La mostra permette di vivere un’esperienza davvero personale – spiega Circe Henestrosa, direttrice della School of Fashion, LASALLE College of the Arts, Singapore e curatrice -, merito degli oggetti scelti, in particolar modo dei corsetti. Questi sono stati decorati e dipinti personalmente dalla Kahlo, facendo quasi sembrare che lei avesse scelto deliberatamente di indossarli. Li ha inclusi nella sua arte e nella costruzione del suo stile, quasi fossero una seconda pelle”.

L’esposizione ridisegna anche per il pubblico la celebre Casa Azul, situata a Coyoacán, sobborgo alla periferia di Città del Messico, dove Frida Kahlo è nata, ha vissuto ed è morta, e racconta la vita dell’artista da bambina, prima del matrimonio con Diego Rivera, e poi il periodo successivo. Tra gli oggetti più interessanti in mostra, un album di foto scattate dal padre di Frida, Guillermo Kahlo, dipinti giovanili e foto della Kahlo e di Rivera, e dei due insieme al loro circolo di amici influenti, tra cui spicca il leader comunista Leon Trotsky.

Autoritratto al confine tra Messico e Stati Uniti, Frida Kahlo, 1932
© Modern Art International Foundation (Courtesy María and Manuel Reyero)

Frida Kahlo iniziò a lavorare con vigore alla sua arte e alla sua immagine in seguito all’incidente di autobus quasi fatale che la coinvolse a 18 anni, il 17 settembre 1925, e che la costrinse a passare prolungati periodi di tempi a letto con il busto ingessato. Fu allora che la Kahlo iniziò a leggere libri sul comunismo, e a dipingere. L’autoritratto divenne la sua massima espressione artistica, e per realizzare i suoi quadri utilizzava uno specchio fissato ai supporti del suo letto a baldacchino.

La scoperta degli oggetti della Casa Azul hanno permesso di gettare nuova luce sulla vita della Kahlo e sul suo incidente. La mostra londinese racconta questa storia anche attraverso le medicine e i rimedi omeopatici dell’artista. E naturalmente attraverso i corsetti e le bretelle di sostegno per la colonna, che dipingeva con motivi religiosi e comunisti e con immagini tragiche.

La mostra si concentra anche sul rapporto della Kahlo con il suo paese, il Messico, e in particolare sul sentimento di orgoglio provato dopo la rivoluzione messicana (1910-20). Fu il desiderio entusiastico di abbracciare un’identità nazionale a spingerla a interessarsi all’arte e alle tradizioni delle popolazioni indigene del paese, per comprendere a pieno la sua propria identità. E in seguito la Kahlo usò il suo aspetto come affermazione politica, creando un’immagine che riflettesse la sua identità meticcia e messicana.

Protesi con stivale in pelle. Foto Javier Hinojosa. Museo Frida Kahlo.
© Diego Riviera and Frida Kahlo Archives

Il Messico conobbe un periodo di fioritura delle arti negli anni ‘20 e ‘30, attraendo artisti, scrittori, fotografi e registi di documentari dall’estero, personaggi che contribuirono a quello che viene definito Rinascimento messicano. Foto di abiti, edifici e scene popolari scattate da Edward Weston e Tina Modotti negli anni ’20 rimandano un’idea di questa “’immaginazione messicana” e della sua percezione all’estero.

Di grande interesse la parete dedicata agli ex voto, provenienti dalla collezione di Frida Kahlo e del marito. Questi piccoli dipinti votivi di arte popolare, realizzati principalmente in stagno, offerti a un santo o a una divinità in segno di gratitudine per l’adempimento di un miracolo, hanno avuto grande influenza sull’arte della Kahlo.

Tra gli indumenti tradizionali in mostra rebozos, scialli tradizionali messicani, huipiles, top squadrati e ricamati, enaguas e holanes, gonne lunghe con balze, e gioielli che spaziano da quelli con perle di giada precolombiane alle lavorazioni moderne in argento. Insieme al resplandor, il tipico copricapo in pizzo indossato dalle donne della società matriarcale dall’istmo di Tehuantepec nel sud del Messico, è esposto il celebre autoritratto in cui Frida Kahlo lo indossa.

La mostra “Frida Kahlo: Making Her Self Up will” racconta una delle grandi artiste e donne del XX secolo attraverso una collezione di oggetti unici, indissolubilmente legati alla sua immagine, alla sua personalità, e alla sua storia.

 

Frida Kahlo | Making Her Self Up

16 giugno – 4 novembre

Victoria & Albert Museum
Room 38 and 38a

vam.ac.uk/FridaKahlo | #InspiredbyFrida

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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