mercoledì , 5 agosto 2020
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Da Casa Jorn al Museo di Mondovì le ceramiche di Ezio Gribaudo

Ha inaugurato lo scorso 29 novembre “Ezio Gribaudo. Da Casa Jorn al Museo della Ceramica di Mondovì” una mostra con la quale il Museo della Ceramica di Mondovì celebra i 90 anni del Maestro torinese.

ph. credits Federica Delprino-Omar Tonella_LD

Le opere provengono dalla mostra “Ritorno a Casa Jorn. Omaggio a Ezio Gribaudo”, che la città di Albissola ha voluto dedicare, la scorsa estate, al maestro torinese e che trova ora al Museo della Ceramica di Mondovì nuova prestigiosa collocazione,  arricchendosi di nuovi percorsi ed interpretazioni espositive. La mostra di Mondovì rientra nel ciclo di iniziative organizzate in Piemonte come tributo a Ezio Gribaudo (Torino 1929), uno dei più grandi pittori italiani nati nel Novecento, personaggio poliedrico: grafico, editore, collezionista, promotore culturale. Visitabile fino al 12 gennaio 2020, la rassegna è realizzata con la collaborazione dell’Archivio Gribaudo di Torino che sta curando altre iniziative legate alla ricorrenza in diverse sedi pubbliche italiane.

ph. credits Federica Delprino-Omar Tonella_LD

 

Albissola e Mondovì, legate da antiche vie di comunicazione sin dal Medioevo, già oggetto di un progetto di rete, “La Terra di Mezzo. Le vie della ceramica tra Liguria e Piemonte” (Compagnia di San Paolo), rinnovano dunque la collaborazione grazie alla figura dell’artista torinese: il maestro ha saputo dialogare con gli artisti dell’Avanguardia del XX secolo ma anche con maestranze artigianali, quali la stampa e la ceramica. Il cuore centrale della mostra è costituito  da un gruppo di ceramiche totalemente inedite realizzate da Gribaudo negli anni ’70 a Casale Monferrato, insieme ad altre opere riconducibili allo stesso periodo e alla sua ricerca sul bianco assoluto. In mostra è esposta inoltre una scultura in ceramica di Jorn (prestito della collezionista Lauretta Orsini), degli stessi anni in cui l’artista danese collaborò con il maestro al libro sulla sua casa giardino di Albissola, Le Jardin d’Albisola (edito postumo nel 1974). La scultura è riprodotta nelle pagine del volume, esposto alla mostra, e messa in dialogo con i “bianchi” di Gribaudo. Completa l’esposizione una sezione di preziosi libri d’artista della collezione di Casa Jorn e dell’Archivio Gribaudo, tra cui il menabò originale de Le Jardin d’Albisola per le Edizioni d’Arte dei Fratelli Pozzo di Moncalieri, ulteriore connessione tra Liguria e Piemonte. Stella Cattaneo e Daniele Panucci, dell’Associazione Amici di Casa Jorn, sono i curatori della mostra – in collaborazione con la direttrice del Museo della Ceramica di Mondovì Christiana Fissore – e del catalogo, edito da Gli Ori di Pistoia, con la supervisione di Paola Gribaudo.

 

Relativamente all’opportunità di esporre le ceramiche di Gribaudo nel contesto di casa Jorn, creando un legame anche visivo tra i due, afferma in catalogo Luca Bochicchio, Direttore di MuDa, Museo Diffuso d’Albisola: […]“Ospitare a casa Jorn, per la prima volta, una mostra dedicata a Ezio Gribaudo, è un evento non soltanto piacevole e doveroso ma carico di significati tanto per l’artista quanto per la sede che lo accoglie. […] Quello di Gribaudo è un “ritorno” a casa Jorn. Egli è stato un amico e un collaboratore dell’artista danese, e per diversi anni ha lavorato con lui all’edizione di importanti libri, oltre che di incisioni e stampe artistiche. Ricordo qui soltanto il volume più emblematico e forse il più importante  realizzato dai due, almeno per quello che si ci riguarda: nel 1974, un anno dopo la scomparsa di Jorn, Gribaudo poté dare alle stampe il mitico le Jardin d’ Albisola, l’unica pubblicazione di Jorn dedicata esplicitamente alla sua opera più affascinante e controversa, ovvero il suo giardino e la sua casa-museo di Albissola Marina”.

Continua Stella Cattaneo, curatrice della mostra a casa Jorn e co-curatrice della mostra di Mondovì con Daniele Panucci: […] Protagonisti assoluti della mostra a casa Jorn sono infatti i nove piatti monocromi bianchi realizzati negli anni ‘70 presso la fabbrica di Maioliche S.I.C. (Scuola Italiana Ceramiche) della famiglia Coppo, attiva dai primi anni del secondo dopoguerra a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. Un incontro, quello con la ceramica, forse casuale, ma particolarmente interessante se messo in relazione al percorso artistico intrapreso dell’artista almeno dieci anni prima. […] Queste opere, che fanno parte di un corpus più ampio, testimoniano dunque un’ulteriore sperimentazione di Gribaudo, nata da una sorta di divertissement che ha come soggetto motivi geometrici oppure resti di cibo ironici e sottilmente simbolici di una certa cultura popolare (pizze, pastasciutte), da cui emergono appunto reminiscenze pop. Tra queste, una natura morta con la frutta appare identificata da incisioni figurative ed all’inserimento della scrittura in chiave tautologica e concettuale, sottolineando in tal modo l’interesse di Gribaudo (artista ma anche editore) per la parola. In un altro caso, il piatto doppiamente siglato con la firma dell’autore con l’impronta della sua mano risulta quasi essere un autoritratto. Alla base di queste creazioni vi è un processo del tutto meccanizzato e standardizzato (la produzione seriale dei piatti nella S.I.C.), interrotto dal gesto E dall’estro creativo di Gribaudo, che deforma la materia e realizza tutte le applicazioni tridimensionali con l’aiuto degli operai. […]

La mostra si conclude con una selezione di documenti (fotografie e libri rari)  relativi all’attività editoriale di Gribaudo e al suo rapporto professionale di amicizia con Asger Jorn,  per sottolineare l’altra attività che ha reso noto l’artista torinese, ovvero il suo impegno come editore d’arte per moltissimi artisti di rilievo e per molte case editrici, (tra cui Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo, Fabbri Editori, Garzanti, Einaudi, UTET).

Ezio Gribaudo (Torino, 1929) è un artista ed editore d’arte formatosi nel rigore di intensi studi di arte grafica, all’Accademia di Brera e successivamente presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Torino. Con il suo lavoro artistico realizzato attraverso vari media e tecniche miste, nonché i tradizionali strumenti pittorici, è passato dalla grafica alla scultura e alla pittura, con i mezzi della moderna industria tipografica, poi sostituiti con torchi manuali echeggianti la dimensione più artigianale della sua opera. Dopo un inizio caratterizzato da uno stile figurativo e non astratto, Gribaudo ha ampliato i suoi interessi pittorici includendo molteplici materiali e tecniche, dando così vita a flani e logogrifi. I monocromatismi bianchi elaborati in tipografia sono stati realizzati con le matrici e le tecniche della riproduzione seriale con i flani, scarti della produzione di giornali e testi editoriali, andando così al di là delle tecniche pittoriche tradizionali. Negli anni sessanta, ha sviluppato i logogrifi, ovvero impronte tipografiche su carta buvard, prive di inchiostro e impresse a secco (embossing), dimostrando come nel suo lavoro sia fondamentale il rapporto tra testo e immagine. Gribaudo ha vinto il premio per la grafica alla XXXIII Biennale di Venezia (1966) precisamente con i logogrifi, il cui concetto è basato sul gioco linguistico di un logos che passa attraverso rebus verbali e immaginali, dove grifo significa “rete da pesca”. I logogrifi hanno poi dato origine a loro volta a molteplici sviluppi materici e verbali quali i metallogrifi e i saccogrifi. All’interno di questa metamorfosi delle tecniche, continua a tornare un uso della scrittura come arte.

 

Per info

Ezio Gribaudo. Da Casa Jorn al Museo della Ceramica di Mondovì

Museo Della ceramica di Mondovi

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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