sabato , 21 luglio 2018
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Anthony van Dyck, Carlo I I1635-6) © Sua Maestà la Regina Elisabetta II

“Carlo I: re e collezionista” a Londra

Fino al 15 aprile alla Royal Academy of Arts la mostra dedicata a Carlo I, re collezionista

Una grande mostra per raccontare al pubblico la storia di una delle più straordinarie e influenti collezioni d’arte mai messe insieme. “Charles I: King and Collector” (Carlo I: re e collezionista) resterà aperta alla Royal Academy of Arts di Londra fino al 15 aprile, per dare al pubblico l’occasione di scoprire o riscoprire questa figura storica di primaria importanza nel campo delle arti.

Durante il suo regno, Carlo I (1600-1649) acquisì un gran numero di capolavori realizzati tra il XV e il XVII secolo e ne commissionò degli altri, incluse opere di Van Dyck, Rubens, Holbein, Tiziano e Mantegna.

Anthony van Dyck, Amore e Psiche (1639-40)
© Sua Maestà la Regina Elisabetta II

Il re venne giustiziato nel 1649 e solo pochi mesi dopo la sua collezione venne messe in vendita e smembrata, con pezzi che finirono in tutti gli angoli d’Europa. Anche se molti di questi vennero poi recuperati da Carlo II durante la Restaurazione, altri formano oggi il nucleo delle collezioni permanenti di istituzioni come il Museo del Louvre di Parigi e il Prado di Madrid.

“Charles I: King and Collector” riunisce, per la prima volta dal XVII secolo, circa 150 delle opere più importanti, offrendo al pubblico l’occasione di ammirare la collezione che ha cambiato per sempre il gusto dell’arte in Gran Bretagna.

“Carlo I è stato uno dei collezionisti più importanti della storia – ha spiegato Christopher Le Brun, presidente della Royal Academy. – Esporre la sua eccezionale collezione nelle gallerie della Royal Academy è un modo fantastico per iniziare il 2018, che segna il 250esimo anniversario della nostra istituzione”.

Hans Holbein il Giovane, Anne Cresacre (c. 1527)
© Sua Maestà la Regina Elisabetta II

Nel 1623, due anni prima di salire al trono, il principe Carlo visitò Madrid. La collezione Habsburg lo impressionò grandemente e quando il futuro re tornò in Inghilterra aveva con se un gran numero di opere, compresi dipinti di Tiziano e del Veronese. Intenzionato a creare la sua collezione, acquistò la Gonzaga, che era stata messa insieme dal Duca di Mantova.

Carlo commissionò anche opere a importanti artisti dell’epoca, primo fra tutti Anthony van Dyck, che nel 1632 venne insignito del titolo di Pittore ufficiale di sua maestà. Collaborando ma anche agendo in competizione con altri collezionisti vicini alla corte degli Stuart – Thomas Howard (1586-1646), Earl of Arundel, George Villiers (1592-1628), Duca of Buckingham – Carlo I mise insieme una collezione che resta senza paragoni nella storia d’Inghilterra.

Nel 1649, la collezione di Carlo I contava circa 1500 dipinti e 500 sculture. Un inventario compilato all’epoca da Abraham van der Doort (c.1580-1640), primo ispettore della casa reale, registra tutti i contenuti, dando un’idea del livello artistico e del gusto interno al circolo reale.

Andrea Mantegna, Trionfo di Cesare (c. 1484-92)
© Sua Maestà la Regina Elisabetta II

La mostra alla Royal Academy of Arts include oltre 90 opere messe generosamente a disposizione da sua Maestà la Regina Elisabetta II, oltre a prestiti dalla National Gallery di Londra, dal Museo del Louvre di Paridi, dal Prado di Madrid e da altre importanti collezioni pubbliche e private.

Il cuore dell’esibizione sono sicuramente i monumentali ritratti del re e della sua famiglia realizzati da Anthony van Dyck: la sua prima commissione dopo l’arrivo in Inghilterra, il ritratto di Carlo I e della consorte Enrichetta Maria insieme ai due figli maggiori, Carlo e Maria, noto anche come “The Greate Peece” (1632) e i due ritratti equestri, “Carlo I a cavallo con M. de Saint-Antoine”, suo maestro di equitazione (1633), e “Carlo I a cavallo” (1637-38).

Insieme a queste opere di provenienza inglese viene esposto anche il ritratto più celebre del re realizzato da Van Dyck, “Ritratto di Carlo I a caccia” (c.1635) che si trova al Museo del Louvre e torna in Inghilterra per la prima volta dalla sua realizzazione nel XVII secolo.

Afrodite
© Sua Maestà la Regina Elisabetta II

Carlo I commissionò opere agli artisti più importanti dell’epoca, e nella mostra sono inclusi i dipinti di Peter Paul Rubens “Minerva protegge la Pace da Marte” – noto anche come “Pace e Gurra” – (1629-30) e “Paesaggio con San Giorgio e il drago” (1630-5), oltre al bellissimo “Amore e Psiche” di Van Dyck (1639-40). Particolare attenzione è riservata anche alla figura della Regina Enrichetta Maria in veste di mecenate, con opere di Orazio Gentileschi e Guido Reni.

Oltre a questo, la mostra londinese propone i più importanti dipinti del periodo rinascimentale appartenenti alla collezione, come la monumentale serie di Andrea Mantegna “Il trionfo di Cesare” (c.1484-92), a cui è dedicata un’intera sezione dell’esposizione, e i dipinti di Tiziano “Cena in Emmaus” (c.1530) e “Ritratto di Carlo V con il cane” (1533). Tra gli artisti attivi durante il Rinascimento esposti anche Correggio, Agnolo Bronzino, Jacopo Bassano, Tintoretto e Paolo Veronese, Albrecht Dürer, Jan Gossaert, Hans Holbein il giovane e Pieter Bruegel the Elder.

Tra gli altri oggetti esposti da non perdere, i celebri arazzi Mortlake realizzati utilizzando i cartoni di Raffaello, probabilmente la serie di questo genere più spettacolare mai prodotta in Inghilterra, e le opere precedentemente conservate nel Palazzo di Whitehall, dipinti, statuette, miniature e disegni.

 

Charles I: King and Collector

Royal Academy of Arts

27 gennaio – 15 aprile 2018
Tutti i giorni 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso 17.30)
Venerdì 10.00 – 22.00 (ultimo ingresso 21.30)

#CharlesI

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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