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“Bill Viola / Michelangelo”: la mostra alla Royal Academy

Alla Royal Academy di Londra la mostra che crea un ponte tra i lavori di videoarte di Bill Viola e gli schizzi e i disegni di Michelangelo Buonarroti

C’è tempo fino al 31 marzo per visitare la mostra alla Royal Academy of Arts di Londra che unisce, in un rivoluzionario percorso a due voci, l’artista pioniere della videoarte Bill Viola (1951-) e il genio del Rinascimento italiano Michelangelo Buonarroti (1475 -1564). Si tratta della prima mostra in assoluto che l’istituzione britannica dedica in gran parte alla videoarte.

Nonostante li dividano cinque secoli e l’utilizzo di mezzi espressivi molto diversi, i due artisti sono accomunati dall’attenzione per la natura dell’esperienze e dell’esistenza umana. “Bill Viola / Michelangelo” crea quindi un percorso di scambio tra i due, offrendo al pubblico l’opportunità unica di vedere, per la prima volta insieme, alcune delle opere più importanti della lunga carriera di Viola e alcuni dei più importanti disegni di Michelangelo.

Michelangelo Buonarroti, The Lamentation over the Dead Christ (1540 ca.)
© The Trustees of the British Museum

Della mostra fanno parte dodici installazioni video di Viola, realizzate tra il 1977 e il 2013, e quindici lavori di Michelangelo – quattordici disegni, considerati tra i punti più alti del Rinascimento, e il Tondo Taddei, un bassorilievo in marmo realizzato tra il 1504 e il 1506.

Il dialogo tra i due artisti si basa sulla convinzione che Viola sia una sorta di erede di una lunga tradizione artistica, che nel corso dei secoli ha utilizzato le emozioni e l’emotività per connettere il pubblico con il soggetto delle opere. Di questa tradizione fa parte anche Michelangelo, e la mostra promette di evidenziare il lato spirituale ed emotivo delle sue opere, al di là della loro grandezza intrinseca.

Il primo incontro tra Viola e le opere del Rinascimento italiano avvenne negli anni ‘70 a Firenze, dove l’artista statunitense trascorse alcuni anni di studio. Una visita al J Paul Getty Museum di Los Angeles nel 1998 rinnovò il suo interesse oltre a mettere in luce le affinità con la sua stessa pratica artistica.

Bill Viola, Tristan’s Ascension (The Sound of a Mountain Under a Waterfall) (2005)
Gentile concessione di Bill Viola Studio. Foto di Kira Perov

Nel 2006 Viola si recò nella Print Room del Castello di Windsor per ammirare i disegni di Michelangelo, che aveva conosciuto sin dalla giovinezza ma solo attraverso riproduzioni. Questa visita ha avuto la funzione di catalizzatore, per la mostra alla Royal Academy, che si svolge come una sorta di conversazione tra Viola e Martin Clayton, Responsabile delle stampe e dei disegni della Royal Collection.

Piuttosto che proporre paragoni tra i due artisti o suggerire che Michelangelo abbia avuto un’influenza sui lavoro di Viola, la mostra esamina le affinità tra i due, giustapponendo specifiche opere per esplorare il modo simile con cui hanno affrontato una questione fondamentale: la natura dell’essere, la transitorietà della vita e la ricerca di un senso più grande al di là della mortalità.

“Attraverso i miei viaggi ed esperienze prima a Firenze e poi con le culture non occidentali, e le mie letture nei campi della filosofia antica e della religione, iniziai a rendermi conto di una tradizione più profonda, una corrente che attraversava il tempo e le culture… la tradizione spirituale antica che è collegata con la conoscenza di sé”.

Bill Viola, Fire Woman (2005)
Gentile concessione di Bill Viola Studio. Foto di Kira Perov

Nel corso della sua carriera, Viola ha sperimentato con video installazioni di grandi dimensioni, ed è stato uno dei primi artisti a concepire i suoi video per essere proiettati all’interno di certe situazioni, in una chiave architettonica immersiva. Ha utilizzato gli elementi fondanti del suo medium – la luce, il suono, il tempo – per creare opere viscerali che prendono in considerazione le questioni metafisiche della natura dell’esistenza e della realtà. Fatto insolito per la videoarte, le sue opere danno forma a stati interiori dell’essere umano piuttosto che rispecchiare il mondo intorno a noi.

La mostra presenta le opere di Michelangelo più che come esempi di genio e virtuosismo come rivelatori di una personalità che è stata spesso vulnerabile. I disegni proposti sono stati realizzati negli ultimi 35 anni della sua vita, alcuni come regali e prova di affetto verso amici fraterni, altri come meditazione personale sulla sua mortalità. Immagini religiose come la Madonna col Bambino, la Crocifissione e la Resurrezione portano a riflettere sulla presenza della morte e sull’eternità. In altri, riferimenti alla mitologia classica agiscono come metafore della condizione umana. Alla base di tutti, come nelle opere di Viola, c’è l’esplorazione del corpo come veicolo dell’anima immortale.

Michelangelo Buonarroti, Tondo Taddei (1504-05 ca.)
© Royal Academy of Arts, London

“Bill Viola/Michelangelo” è concepita come un viaggio attraverso i cicli della vita, esplorando la transitorietà e il tumulto dell’esistenza e la possibilità di rinascita. Ad aprire e chiudere il ciclo sono una coppia di opere che riflettono su un’importante paradosso: la presenza della morte nella vita.

Il bassorilievo di Michelangelo che raffigura la Vergine, il Bambino e San Giovannino, conosciuto anche come “Tondo Taddei”, è stato realizzato tra il 1504 e il 1505. Nella scena si vede il Battista che mostra un cardellino, simboleggiante la Passione, a Gesù che, impaurito, si rifugia tra le braccia della madre, che osserva tutto con sguardo sereno. Il Tondo è esposto accanto a “The Messenger” di Viola (1996), in cui si usa l’acqua come metafora dell’eterno ciclo di nascita, vita e morte.

Bill Viola, Nantes Triptych (1992)
Gentile concessione di Bill Viola Studio. Foto di Kira Perov

Il tema viene affrontato anche in altri disegni che raffigurano la Vergine e il Figlio, come ad esempio “Lamentation” (1540 ca.) che viene giustapposto a “Nantes Triptych” di Viola (1992), un’installazione su tre schermi dove si vedono una donna che partorisce, una figura che fluttua in una misteriosa luminescenza e la madre di Viola sul suo letto di morte. “È la consapevolezza della nostra mortalità, che definisce la natura dell’essere umano”, ha dichiarato l’artista.

La mostra continua con una serie di installazioni di Viola che riflettono sulla natura dell’esperienza umana, guidata da scelte morali ed etiche ma anche dalla paura e dalla solitudine. Al centro del percorso alla Royal Academy, i “Presentation Drawings” di Michelanglo, realizzati nel corso degli anni ‘30 del Cinquecento, come dono Tommaso de’ Cavalieri, un giovane nobile romano per cui l’artista aveva sviluppato un amore profondo.

Collegati alla pratica del disegno con il gesso, le “Dimostrazioni” affrontano anche miti complessi e concetti neoplatonici, e sono state realizzate come espressione di devozione nei confronti del loro destinatario. Tra queste ricordiamo il “Tityus” (1532), un’allegoria delle forme di amore opposte nella filosofia neoplatonica – da una parte la lussuria, da condannare, dall’altra l’amore spirituale, da esaltare. Altri disegni di Michelangelo riprendono il tema delle lotte allegoriche, come quelli sulle fatiche di Ercole e la caduta di Fetonte.

Michelangelo Buonarroti, The Risen Christ (1532-3 ca.)
© Her Majesty Queen Elizabeth II 2019

A fare da contraltare a queste opere la quieta immobilità di “Man Searching for Immortality/Woman Searching for Eternity” di Viola (2013). Le immagini a grandezza naturale di un uomo e una donna anziani vengono proiettate su due lastre di granito nero, e si vedono i due esaminare centimetro per centimetro i loro corpi nudi alla luce di una torcia, incapaci di sfuggire dal loro stato terreno.

Nell’ultima galleria dedicata alla mostra ci sono serie di opere che considerano da vicino la mortalità e la possibilità di una rinascita. Tra loro, le più interessanti sono sicuramente due disegni che hanno come tema la Crocifissione, realizzati da Michelangelo negli ultimi anni di vita.

A chiudere l’esibizione due delle opere più imponenti di Bill Viola, la monumentale proiezione “Fire Woman” (2005) e “Tristan’s Ascension (The Sound of a Waterfall Under a Mountain)” (2005). In queste si vedono corpi che cadono e si sollevano, in modo diversi, alludendo al viaggio finale del corpo e al passaggio dello spirito, nell’oscurità oppure nella gloria.

Due artisti divisi da secoli di storia e arte e operanti come medium molto diversi, ma accomunati dalla ricerca sulla natura dell’uomo e dell’esperienza, sulla vita, la morte e la rinascita. “Michelangelo / Bill Viola” è un percorso che non giustappone soltanto opere d’arte, ma racconta una tradizione, una via concettuale, un modo di pensare.

 

Bill Viola / Michelangelo. Life Death Rebirth

26 gennaio – 31 marzo 2019
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)
Venerdì dalle 10.00 alle 22.00 (ultimo ingresso ore 21.30)

Royal Academy of Arts
Burlington House, Piccadilly | Londra, W1J 0BD

#ViolaMichelangelo

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About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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