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Athi-Patra Ruga: dei, arcobaleni e omissioni

Miss Azania 2019, 2015 © Athi-Patra Ruga e WHATIFTHEWORLD Foto di Hayden Phipps

In mostra alla Somerset House di Londra, dal 4 ottobre fino al 6 gennaio 2019, tre corpus di opere dell’artista sudafricano Athi-Patra Ruga, tra utopia, racconto e memoria

C’è tempo fino al 6 gennaio 2019 per visitare “Of Gods, Rainbows and Omissions”, la mostra dedicata all’artista sudafricano di fama mondiale Athi-Patra Ruga, allestita alla Somerset House di Londra in collaborazione con la 1-54 Contemporary African Art Fair.

In quella che è la sua prima grande esposizione personale nel Regno Unito, Ruga tratteggia un mondo mitico e utopico che sfida le percezioni di identità culturale e fa una parodia della costruzione dello Stato del Sudafrica nell’era successiva all’apartheid.

Tre stanze della Somerset House per tre corpus di opere, esposte insieme per la prima volta. “The Future White Women of Azania” (2012-15), “Queens in Exile” (2015-17) e “The Beatification of Feral Benga” (2017-in corso) portano il pubblico a immergersi nel mondo vibrante di Athi-Patra Ruga, popolato di personaggi potenti, bizzarri e straordinari.

Night of the Long Knives I, 2013
© Athi-Patra Ruga e WHATIFTHEWORLD
Foto di Hayden Phipps

Attraverso il percorso espositivo, l’artista dà vita a una visione utopica per raccontare i sistemi politici, culturali e sociali del Sudafrica nel periodo successivo all’apartheid, criticando la definizione di “nazione arcobaleno” (Rainbow Nation) data dall’arcivescovo anglicano e attivista sudafricano Desmond Mpilo Tutu.

Attraverso la sua pratica multiforme, che include filmati, fotografie, sculture e bellissimi arazzi realizzati a mano, Ruga crea una narrazione che include coloro che sono stati dimenticati o marginalizzati dall’immaginario collettivo sudafricano.

Nato a Umtata, in Sudafrica, e stabilitosi successivamente a Cape Town, dove fa base ancora oggi, Ruga rappresenta una nuova generazione di artisti che usano il mito e le realtà alternative come risposta contemporanea all’era post-apartheid.

Athi Patra Ruga
Foto di Rene Habermacher

Nel corso della sua carriera, ha adottato avatar e creato personaggi attraverso i quali mettere in discussione e affrontare ideologie, strutture sociali e statali e la politica stessa della disuguaglianza di genere. Grazie a questi personaggi, l’artista ha avuto il potere di scandagliare le verità complesse della storia coloniale del suo Paese, del suo presente post-coloniale e anche la sua esperienza di uomo xhosa omosessuale.

L’uso caratteristico di un caleidoscopio di colori da parte di Ruga caratterizza la sua utopia africana di Azania, come si può osservare nel primo corpus di opere, “The Future White Women of Azania” (2012-15), inserite nella prima stanza dedicata alla mostra.

Cercando di spiegare quale sia il posto della stranezza nella società, i personaggi che popolano questo mondo sono in trasformazione, come ben esemplifica la figura della Futura donna bianca (Future White Woman), la prima cittadina del reame surreale e dettagliato creato dall’artista, che con il suo bozzolo di palloncini colorati sfida i concetti di razza e identità.

Convention…Procession…Elevation, 2013
© Athi-Patra Ruga e WHATIFTHEWORLD
Foto di Hayden Phipps

Per gli attivisti anti-apartheid del XX secolo, Azania ha rappresentato un Sudafrica alternativo, dove a dominare era l’uguaglianza piuttosto che la discriminazione, una nazione per cui impegnarsi e a cui aspirare. Il nome è comparso per la prima volta in epoca greco-romana per riferirsi a delle terre mitologiche in Africa orientale, ed è lì che Ruga situa la sua Azania nella carta “The Lands of Azania (2014-2094)”.

Nella seconda stanza ci sono sette opere appartenenti al corpus “Queens in Exile” (2015-2017) che continuano il racconto della terra di Azania. In queste Ruga racconta ancora più a fondo questo luogo dove oggi regna chi un tempo era esiliato o emarginato. Il fato di queste persone è splendidamente ricamato su tele-arazzo di grandi dimensioni, e raffigurato anche in “Over the Rainbow”, un cortometraggio che viene proiettato alla Somerset House.

Over the Rainbow (Queens in Exile Series)
© Athi-Patra Ruga e WHATIFTHEWORLD2
Foto di KopeFiggins

La terza stanza della mostra “Of Gods, Rainbows and Omissions” è dedicata al progetto a cui l’artista sta attualmente lavorando, “The Beatification of Feral Benga” (2017-in corso), un tributo al ballerino senegalese dimenticato e icona gay di inizio Novecento.

L’artista ha una conoscenza personale della materia, come si può vedere nella scultura “At the End of the Rainbow We Look Back” che immortala il corpo stesso di Ruga, scansionato in 3D, in una delle pose che Feral Benga assunse per una serie di cartoline omoerotiche create per le Folies Bergère negli anni ‘30 del Novecento. Adornato con cristalli, fiori artificiali dai colori perlati e tre seni femminili, Benga diventa un’icona incarnata per Ruga, che ne ricorda il ruolo di progenitore e ispiratore.

Athi-Patra Ruga, Night of the Long Knives I
© Athi-Patra Ruga and WHATIFTHEWORLD Gallery / Photo Hayden Phipps

La mostra londinese è accompagnata da un ricco calendario di eventi. L’artista, ad esempio, sarà protagonista di un incontro/dibattito insieme a Zoe Whitley, curatrice della sezione Arte internazionale alla TATE Modern di Londra e co-curatrice della mostra “Soul of a Nation: Art in the Age of Black Power”, a cura dello scrittore e giornalista Ekow Eshun.

La nuova monografia delle opere di Ruga è stata pubblicata dalla sua galleria, la Whatiftheworld, in occasione della mostra e il Somerset House Shop, in collaborazione con la 1-54, propone anche una serie di oggetti di arte contemporanea e cultura africana.

“Of Gods, Rainbows and Omissions” si inserisce nel programma della Charles Russell Speechlys Terrace Room, che propone artisti di fama internazionale in mostre a ingresso libero e riflette gli interessi ampi del pubblico moderno.

 

Athi-Patra Ruga: Of Gods, Rainbows and Omissions

4 ottobre 2018 – 6 gennaio 2019
Lunedì, martedì, sabato e domenica 10.00 – 18.00
Mercoledì e giovedì 11.00 – 20.00

Ingresso libero

Terrace Rooms | South Wing
Somerset House | Strand, Londra, WC2R 1LA

www.somersethouse.org.uk
@SomersetHouse

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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