martedì , 18 dicembre 2018
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Candida Höfer, Zoologischer Garten © Candida Höfer / VG Bild-Kunst, Bonn e DACS, Londra 2018

“Animals and Us” alla Turner Contemporary

Fino al 30 settembre aperta al pubblico la mostra “Animals & Us”, a Margate, nel Kent, che raccoglie i contributi d’artista sul rapporto tra uomo e animali

Resterà aperta fino al 30 settembre alla Turner Contemporary di Morgate, nel Kent, la mostra “Animals & Us” che mette al centro del percorso espositivo le riflessioni degli artisti sul rapporto tra esseri umani e animali.

L’esposizione si concentra sull’arte contemporanea e su quella del XX secolo, proponendo anche una serie di manufatti e opere storiche, nuovi lavori e commissioni. E arriva in un momento in cui il 38% circa delle specie conosciute sono a rischio di estinzione. Il rinoceronte bianco settentrionale, ad esempio, di cui restano oggi solo due esemplari femmina dopo la morte a marzo dell’ultimo maschio, Sudan.

Charlotte Dumas, Bretagne II (Retrieved Series)
© Gentile concessione dell’artista e della Andriesse eyck galerie, Amsterdam

“Animals & Us” è un percorso che unisce arte e riflessione naturalista. Gli oltre 40 artisti in mostra rispondono con sculture, installazioni e dipinti alla domanda: come coesiste e si connette l’uomo con le altre specie viventi?

Sin dal momento in cui i nostri antenati preistorici hanno dipinto le creature che condividevano il loro mondo sulle pareti delle caverne, gli uomini hanno esplorato il proprio rapporto con gli animali attraverso l’arte. Come scriveva il critico britannico John Berger “le prime immagini e simboli creati dall’uomo avevano forma animale. Paradossalmente, è dal rapporto con loro che abbiamo capito cosa ci rendeva umani e quindi diversi”.

Statuetta in terracotta di un cavallo. VI secolo a.C.
Freud Museum Londra

“Molte delle prime testimonianze artistiche sopravvissute fino a oggi rappresentano animali – spiega Charlotte Sleigh, professoressa di Science Humanities all’University of Kent. – L’esistenza e la sopravvivenza stessa dell’uomo sono state da sempre legate al mondo animale in così tanti modi, si pensi alla caccia, all’agricoltura, alla difesa personale, che non sorprende che gli animali siano rimasti un tema centrale nell’arte nel corso dei secoli”.

In mostra a Margate reperti storici come le statuette egizie a forma di animale e i bestiari medievali, che dimostrano il modo con cui l’uomo ha usato gli animali in modo simbolico e per capire il mondo circostante, accanto a opere contemporanee, come l’installazione “A King’s Appetite (the Giraffe)” di Laura Ford (2017) e il dipinto “Monkey King Boudoir II” di Raqib Shaw (2012), che giocano con elementi antropomorfi, con il concetto di mito e fiaba, con ibridi uomo-animale.

Laura Ford, A King’s Appetite

Le nostre vite e le interazioni con gli animali, la vicinanza e la lontananza dal loro mondo vengono esplorate in opere come la serie di fotografie aeree realizzate da Mishka Henner di bovini texani rinchiusi in recinti di ingrasso – a rappresentare il distacco rispetto al cibo che mangiamo -, e la serie di scatti di Candida Hӧfer “Zoologischer Garten” (1990–1999) che mostra gli animali dello zoo nei loro ambienti artificiali.

Lo stretto legame che ci unisce ai nostri animali da compagnia si riflette invece in opere di artisti come Andy Warhol, Tracey Emin e William Wegman, che hanno tratto ispirazione proprio dai loro amici a quattro zampe per i loro lavori.

Molti artisti hanno provato a entrare in contatto con gli animali per capire qualcosa su loro stessi e la loro attività mentale. Per realizzare “I like America and America Likes Me” (1974), Joseph Beuys passò tre giorni in una stanza con un coyote selvatico. Nella nuova scultura realizzata per la mostra da Stephanie Quayle, in collaborazione con la Sidney Cooper Gallery di Canterbury, i visitatori sono incoraggiati a guardare negli occhi di un gruppo di scimmie che hanno preso possesso della galleria.

Mishka Henner, Coronado Feeders

Osservando il nostro lato animale, molti artisti mettono in discussione la distinzione stessa tra uomo e animale. L’intelligenza e la creatività animale sono al centro delle opere di Shimabuku, Andy e Peter Holden. In “Sculpture for Octopuses: Exploring for Their Favorite Colours” (2010), Shimabuku crea piccole sculture colorate per questi cefalopodi, molluschi estremamente intelligenti ed evoluti, prendendo come materiale le conchiglie e le pietre che raccolgono nel mare.

Nella loro installazione video “A Natural History of Nest Building” (2017), l’artista Andy Holden e il padre ornitologo Peter Holden esplorano le bellissime e complesse strutture costruire dagli uccelli. Queste devono essere viste come prodotti di un comportamento genetico istintivo o sono espressione di creatività e ingegno? L’opera culmina con immagini dei nidi straordinariamente complessi e decorati realizzati dagli uccelli giardinieri (ptilonorinchidi). Quanto si avvicinano a un’opera d’arte? E se il senso estetico è prerogativa umana, il fatto di realizzare nidi come questi rendono questi uccelli degli artisti?

Kananginak Pootoogook, Untitled (Whale Hunt). Riproduzione autorizzata dalla Dorset Fine Arts

Laura Gustafsson e Terike Haapoja presentano invece il progetto di un Museum of Nonhumanity, un museo del prossimo futuro in cui il confine tra umanità e animalità è ormai diventato storia.

Allestita nelle gallerie del primo piano della Turner Contemporary, la mostra “Animals & Us” riunisce opere di genere diverso, dai dipinti e le sculture fino ai video e alle installazioni. Con i suoi soggetti mutuati dal mondo della biologia e delle scienze naturali, dell’antropologia e della tecnologia, questa spinge il pubblico a domandarsi come ci relazioniamo con gli altri esseri viventi, e se esiste davvero qualcosa che ci contraddistingua rispetto a loro.

Permindar Kaur, We Are All Animals
© Permindar Kaur
Permindar Kaur, We Are All Animals
© Permindar Kaur

Animals & Us

25 maggio – 30 settembre 2018
Martedì-Domenica e festivi | 10.00 – 18.00

Turner Contemporary
Rendezvous Margate Kent CT9 1HG

 

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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