sabato , 24 agosto 2019
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A Venezia “The Twin Bottles: Message in a Bottle”

© Giorgia Panzera

L’installazione di Helidon Xhixha e Giacomo “Jack” Braglia e il suo messaggio ambientalista nel Canal Grande di Venezia

Parte da Venezia un messaggio ambientalista nel segno dell’arte, che intende sensibilizzare l’opinione pubblica e le migliaia di turisti che ogni giorno visitano la città lagunare sul problema dell’inquinamento nei mari del mondo.

Sono state presentate da qualche giorno le due grandi sculture metalliche degli artisti Helidon Xhixha e Giacomo “Jack” Braglia, due bottiglie galleggianti. L’installazione, dal titolo “The Twin Bottles: Message in a Bottle”, è esposta nel Canal Grande, davanti a Palazzo Ca’ Vendramin Calergi.

“Le nostre bottiglie gemelle attraverso l’arte lanciano un importante messaggio ambientalista – spiegano i due artisti -. Immergendoci in diversi mari, abbiamo visto con i nostri occhi quanto l’inquinamento da plastica sia ormai a livelli allarmanti. Tra quindici anni si rischia di avere più plastica che pesci. Abbiamo voluto portare a galla questo allarmante problema ‘denunciandolo’ attraverso il linguaggio dell’arte: dobbiamo invertire la tendenza, lavorare sulla coscienza delle persone. E dobbiamo fare presto”.

Giacomo “Jack” Braglia e Helidon Xhixha

La suggestione delle creazioni di Xhixha e le foto di Braglia diventano un tutt’uno e si fanno portatrici di un monito rivolto anche Venezia e a tutti i suoi visitatori: le innumerevoli bottiglie in plastica gettate ogni giorno da consumatori superficiali e da gestori di rifiuti irresponsabili sono un fenomeno che mette a rischio gli ecosistemi marini, non risparmiando effetti negativi neppure a una città in costante simbiosi con l’acqua come Venezia, sostenuta da equilibri delicati e conosciuta in tutto il mondo, adatta perciò ad amplificare l’universalità della denuncia.

Un impatto visivo, quello delle “Twin Bottles”, insomma, capace di scuotere le coscienze degli osservatori ribadendo la centralità delle tematiche ecologiche nel mondo contemporaneo.

Celebre per la capacità di lavorare l’acciaio inossidabile tramutandolo in opere monumentali, Helidon Xhixha ha modellato la sua bottiglia galleggiante, lunga 4 metri per 100×100 cm, donandole una superficie lucida che interagisce con i luoghi circostanti rispecchiando gli spazi e l’acqua del Canal Grande, in un’elegante bellezza interrotta da uno schiacciamento nella parte centrale, richiamo simbolico al pericolo della trasparenza dei mari messa a rischio dall’uso improprio delle plastiche.

“The twin bottles: Message in a bottle” © Giorgia Panzera

La riflessione trova enfasi nella seconda bottiglia in acciaio, lunga invece 3.5 metri per 130×130 cm, rivestita da Giacomo Braglia. Le sue fotografie che ritraggono il fenomeno dell’inquinamento, con l’intento di sensibilizzare le persone ad un uso più consapevole e limitato della plastica, sono esposte al Padiglione della Siria alla Biennale Arte.

Il senso per la provocazione è la cifra stilistica che accomuna le “Bottiglie gemelle” all’Iceberg che Xhixha, albanese di origine e italiano d’adozione, ideò per la Biennale Arte del 2015, una denuncia del pericolo dello scioglimento dei ghiacciai, che oggi costituisce una sorta di ponte ideale tra Venezia e Lugano tracciato dall’energia e dai significati dell’arte.

Il simbolo della montagna di ghiaccio ritorna infatti tra i lavori in acciaio esposti per il progetto “Lugano: riflessi di luce”, curato da Eike Schmidt, Direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, e realizzato anche con il sostegno de gruppo farmaceutico Helsinn, esempio di come l’arte possa nutrirsi anche dell’intervento di privati.

“Drifting icebergs” è una delle venti opere, già esposte in altre città italiane ed europee, collocate in diverse aree di Lugano, che si fa così vero e proprio museo a cielo aperto: una coppia di grandi iceberg galleggia nel lago Ceresio, presenze monumentali in dialogo con la città, i cittadini e i visitatori, per un’esperienza di arte e bellezza, quella di Xhixha, che si realizza in luoghi non convenzionali, oggi insieme al giovane artista Giacomo Jack Braglia.

 

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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