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10 mostre da vedere nel Regno Unito a luglio

Da Londra alla Scozia, da Manchester all’Oxfordshire: esposizioni e performance da non perdere nel Regno Unito

Luglio mese di vacanze, gite fuori porta e tanto relax. Se avete scelto il Regno Unito, per le vostre ferie, al posto del classico mare, ad attendervi troverete un programma davvero ricco di mostre, spettacoli ed esposizioni di vario genere.

Da Londra alla Scozia, da Manchester all’Oxfordshire, tra dipinti, installazioni video e fotografie, ecco 10 appuntamenti da non perdere, in questo luglio inglese.

 

Hetain Patel: Don’t Look at the Finger

New Art Gallery, Walsall, 22 giugno – 29 luglio 2018

Hetain Patel fonde Hollywood, l’Africa occidentale e l’Asia orientale nel suo nuovo lavoro, “Don’t Look at the Finger” (2017). L’opera video mostra una lotta rituale tra due personaggi, in una chiesa. Mentre i due interagiscono attraverso una coreografia, emerge tutta la forza delle relazioni, che culmina in questo rito cerimoniale. La fusione di significanti è caratteristica dei lavori dell’artista nato a Bolton, che spesso connette identità marginali e cultura popolare per cercare di capire cosa sia o meno “autentico”. Le opere di Patel comprendono fotografie, video, sculture e performance dal vivo. Insieme a “Don’t Look at the Finger”, la New Art Gallery di Walsall espone una scultura dove l’artista ha riprodotto se stesso con indosso un costume da Spider-Man, “The Other Suit 2”.

 

Christopher Le Brun: New Painting

Lisson Gallery, Londra, 4 luglio – 18 agosto 2018

Christopher Le Brun, Concert (2007)
© Christopher Le Brun; Courtesy Lisson Gallery

La prima mostra di Christopher Le Brun’s alla Lisson Gallery di Londra in 40 anni di carriera consiste in una serie di tele astratte di grandi dimensioni realizzate nel corso delle ultime due decadi. Le superfici luccicanti testimoniano la profonda comprensione che il Presidente della Royal Academy ha del colore e la sua profonda sensibilità per stratificazione, movimento e luce. Dai lavori emergono allusioni alla letteratura e alla poesia, così come riferimenti alla musica possono essere visti negli scintillanti blu e arancioni dell’armonioso “Concert” (2017), riprodotto nell’immagine qui sopra. Nelle opere di Le Brun si nota anche l’influenza delle pratiche di disegno e incisione che l’artista padroneggia (alcune superfici sono dipinte direttamente con i tubetti di colore).

 

Evan Ifekoya: Ritual Without Belief

Gasworks, Londra, 5 luglio – 2 settembre 2018

Un sistema audio realizzato su misura pende dal soffitto della Gasworks, un oceano in scala di grigi nasconde il pavimento e una moltitudine di palloncini giace sulla cresta dell’onda più alta. È il “sito dell’abbondanza” dell’artista con base a Londra Evan Ifekoya, che contiene un audio che esplora il tema della polivocalità. L’opera – definita da Ifekoya stesso come “un algoritmo gay e nero che attraversa generazioni, luoghi e affiliazioni politiche” – è composta da sonorità e tecniche di registrazione diverse. Al contempo, la campionatura verbale spazia da riflessioni sulla letteratura e la teoria musicale a stralci di conversazioni e riflessioni personali, per esaminare il più ampio raggio possibile di emozioni e circostanze.

 

Prints of Darkness: Goya and Hogarth in a Time of European Turmoil

The Whitworth, Manchester, 7 luglio 2018 – agosto 2019

Francisco Goya Y Lucientes, No hay que dar voces (It’s no use crying out) (1863)

Attraverso le loro straordinarie stampe grafiche, William Hogarth e Francesco José de Goya Lucientes osservavano i mali della società e i tempi turbolenti in cui vivevano. Per la prima volta, attraverso le 100 stampe della mostra “Prints of Darkness”, allestita a Manchester, sarà possibile mettere a confronto il lavoro dei due artisti per notarne le somiglianze. Ma non solo. Dal sottotitolo dell’esposizione si capisce bene come queste opere siano fondamentali anche per capire alcune tematiche oggi di grandissimi rilievo in Europa, prime tra tutte l’idea di identità nazionale e appartenenza. Se le scene e le immagini riportate dagli artisti provocano spesso disagio, spingono anche lo spettatore a considerare i problemi che le loro stesse società affrontano – qualcosa di tempestivo e necessario.

 

Emil Nolde | Colour is Life

Scottish National Gallery of Modern Art, Edimburgo, 14 luglio – 21 ottobre 2018

Altra mostra che si concentra su un artista a lavoro in tempi difficili è “Emil Nolde | Colour is Life” allestita a Edimburgo. Dell’esposizione fanno parte oltre 120 tra dipinti, disegni, acquerelli e stampe: dai paesaggi eterei dipinti agli inizi della sua carriera alle vivaci tele a olio prodotte in età avanzata, come “Large Poppies (Red, Red, Red)”. Uno dei primi espressionisti tedeschi, Nolde è stato parte integrante dell’avanguardia europea. Nonostante l’adesione al partito nazionalsocialista, venne considerato un “artista degenerato” dai nazisti, e per molti versi osteggiato. Queste complicazioni morali rendono la carriera di Nolde controversa quanto ammirata, e questi conflitti vengono affrontati con successo nella bella mostra inglese.

 

In Focus: Scottish Photography

City Art Centre, Edimburgo, 7 luglio 2018 – 12 maggio 2019

Thomas Vernon Begbie, Cowgate Port, Edinburgh from the South (c.1857-1860)

Restando a Edimburgo, “In Focus” traccia lo sviluppo della fotografia scozzese. La mostra si apre con l’innovativa opera di David Octavius Hill e Robert Adamson degli anni ’40 e si chiude con i fotografi contemporanei: Wendy McMurdo, Calum Colvin, Christine Borland e Dalziel + Scullion. Con ritratti, paesaggi, nature morte e opere concettuali, “In Focus” analizza come l’evoluzione tecnologica nel campo delle macchine fotografiche abbia influenzato sia la capacità documentaristica degli artisti che le loro capacità estetiche. Allo stesso modo, i potenti scatti scelti per la mostra – parte della ricca collezione del City Art Centre – sono un tributo alla magia della fotografia, e al ruolo essenziale che la Scozia ha ricoperto nella storia di questo medium.

 

Memory Palace

White Cube, Londra, 11 luglio – 2 settembre (Bermondsey), 11 luglio – 15 settembre (Mason’s Yard)

Con oltre 100 opere recenti di oltre 40 artisti, “Memory Palace” è una grande esposizione corale che si snoda nelle due gallerie londinesi White Cube di Bermondsey e Mason’s Yard. La mostra prende in considerazione sei tipi di memoria: quella storica, quella autobiografico, quella fondata sulle tracce, quella fondata sulle trascrizioni, quella collettiva e quella sensoriale. Oltre a questo, l’allestimento stesso è stato realizzato dagli architetti della vPPR (un gruppo tutto al femminile) per permettere alle opere di interagire e dialogare anche con la memoria architettonica e culturale del luogo. Oltre a lavori di Tracey Emin e Etal Adnam, tra le opere più interessanti esposte c’è sicuramente una nuova, gigantesca scultura di Miroslaw Balka, costituita da oltre 500 saponette usate, modellate dall’uso nel corso del tempo.

 

John Moores Painting Prize 2018

Walker Art Gallery, Liverpool, 14 luglio – 18 novembre 2018

Joseph O’Rourke, GIANTS (2017)

Il John Moores Painting Prize è il più antico riconoscimento pittorico del Regno Unito, aperto a tutti gli artisti con base in Inghilterra che lavorano con la pittura e votato in anonimato da una giuria di esperti. Il vincitore di quest’anno verrà annunciato il 12 luglio. Di recente il vincitore del Turner Prize e giurato Lubaina Himid ha parlato dei cinque finalisti del 2018 e delle loro opere. “Sono tutti profondamente appassionanti… mostrano cosa la pittura può fare quando viene messa a dialogare con il pubblico”. La passione a cui si riferisce Himid è evidente nel dipinto di Joseph O‘Rourke ispirati a Budapest: il vivace “GIANTS” (2016) dove si combinano colori a olio, acrilici e vernici spray (nell’immagine qui sopra). Tra i vincitori del premio ci sonoDavid Hockney, Sarah Pickstone e Rose Wylie, per nominarne soltanto tre in 60 anni.

 

Yves Klein at Blenheim Palace

Blenheim Palace, Oxfordshire, 18 luglio – 7 ottobre 2018

Nel 90° anniversario della sua fondazione, la Blenheim Art Foundation presenta la mostra più completa dei lavori di Yves Klein mai allestita nel Regno Unito fino a oggi – nella cornice suggestiva e sorprendente di un palazzo d’epoca del XVIII secolo. Più conosciuto per avere creato il vibrante pigmento di colore che porta il suo nome (International Klein Blue), la mostra porta il pubblico alla scoperta della bellezza e della sensibilità della pratica dell’artista e del modo attraverso cui la sua pratica estensiva e i suoi esperimenti visionari abbiano poi ispirato le innovazioni nei settori dell’arte concettuale, del minimalismo e della performance art. Tra le 50 opere in mostra, una grande installazione di pigmenti blu, dipinti dalla serie “Antropometrie” (per realizzare la quale Klein utilizzò, scatenando non poche controversie, pennelli viventi) e opere tarde in oro.

 

Lindsay Seers: Every Thought There Ever Was

The MAC Belfast, 4 maggio – 29 luglio 2018

La schizofrenia rimane ancora oggi un disturbo profondamente stigmatizzato e il progetto realizzato da Lindsay Seers al The MAC di Belfast considera sia le sue rappresentazioni storiche sia quelle più moderne e aggiornate, realizzate attraverso la realtà virtuale. Tra robotica industriale e proiezioni video su tre schermi, senza dimenticare i racconti di chi ha sofferto o soffre di questo disturbo, il potente lavoro della Seers parla anche di filosofia, ricerca nella coscienza e della sua collaborazione con scienziati ed esperti.

 

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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