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10 mostre da vedere nel Regno Unito a dicembre 2019

Congo, 8th Painting Session 17 June 1957. © The Mayor Gallery

Dalla mostra dedicata al fotografo di moda Tim Walker al V&A Museum di Londra a quella dedicata all’impatto che gli artisti “rifugiati” hanno avuto sull’arte e la vita in Gran Bretagna: 10 appuntamenti da non perdere, a dicembre, nel Regno Unito

Dicembre è il mese del Natale, delle strade illuminate a giorno, delle celebrazioni e della festa. Il clima è invernale, ma se la pioggia dà un po’ di tregua a turisti e londinese è piacevole, ben coperti, anche camminare e godersi semplicemente lo spettacolo. Altrimenti, come di consueto, ci sono le mostre e gli eventi legati al mondo dell’arte in gallerie, musei e centri specializzati che offrono un’ottima alternativa per passare qualche ora piacevole e riparata.

Dalla mostra alla William Morris Gallery di Londra che per la prima volta esplora il rapporto tra le arti inglesi, il movimento “arti e mestieri” (Arts and Crafts) e il Bauhaus a quella al Victoria & Albert di Dundee, in Scozia, che si concentra sul modo con cui i robot stanno cambiando le nostre vite, dalla moda all’architettura, e su come, a sua volta, il design stia cambiando e influenzando la robotica: dieci appuntamenti da non perdere nel Regno Unito a dicembre 2019.

 

Tim Walker: Wonderful Things

Victoria & Albert Museum, Londra

21 settembre 2019 – 8 marzo 2020

Tim Walker, Zo, Kiran Kandola, Firpal, Yusuf, Ravyanshi Mehta, Jeenu Mahadevan, Chawntell Kulkami, & Radhika Nair (Fashion: Marni, Paolina Russo, Missoni, Ahluwalia Studio, Bottega Veneta, Chloé, Lou Dallas Pershore, Worcestershire) © Tim Walker Studio

La mostra al Victoria & Albert Museum di Londra porta alla scoperta dello straordinario processo creativo dietro agli scatti di uno dei più originali e creativi fotografi di moda al mondo, Tim Walker (1970-). Si tratta della più grande esposizione di questo tipo mai allestita fino a oggi, che celebra il contributo nel campo della fotografia dato da Walker negli ultimi venticinque anni e il ruolo che la collezione del V&A ha svolto, per lui, come fonte di ispirazione. Il cuore della mostra è rappresentato da dieci nuovi grandi progetti, direttamente influenzati dai tesori della collezione del museo londinese. Per realizzarli Walker ha visitato personalmente studi di conservazione e magazzini del V&A; ha parlato con curatori e tecnici specializzati; si è avventurato nelle gallerie, sul vasto tetto dell’edificio di South Kensington e nel labirinto di passaggi vittoriani sotterranei. Nelle sue esplorazioni, si è imbattuto in vetrate istoriate, vivaci dipinti miniati indiani, tabacchiere ingioiellate, illustrazioni erotiche, calzature d’oro e una fotografia dell’Arazzo di Bayeux (Bayeux Tapestry) lunga cinquanta metri, la più grande fotografia presente nella collezione del museo. Questi e altri artefatti hanno ispirato i nuovi monumentali scatti di Walker, che sono presenti nella mostra.

 

Cézanne at the Whitworth

The Whitworth, Manchester

24 agosto 2019 – 1 marzo 2020

Paul Cézanne, The Bathers. Presentato alla Whitworth da Karsten Schubert nel 2019

Una collezione straordinaria di disegni e stampe di Paul Cézanne (1839–1906), la più estesa e ricca del Regno Unito, quella in possesso della galleria the Whitworth di Manchester è al centro della mostra che è possibile visitare fino al 1 marzo 2020. Cézanne è considerato in tutto il mondo uno degli artisti più influenti del XIX secolo, descritto sia da Matisse che da Picasso come “il padre di noi tutti”. Famoso per la sua capacità di dare vita alle forme attraverso il colore, l’esposizione a Manchester si concentra sui disegni e le stampe, rivelando come Cézanne fu anche un disegnatore di grande complessità e valore. I suoi disegni, vivaci e dagli elementi profondamente personali, non furono mai esposti durante la sua vita, raramente menzionati nelle sue lettere e vennero scoperti solo dopo la sua morte. La mostra “Cézanne at the Whitworth” è la prima nel Regno Unito dal 1973 a concentrarsi soltanto su questo ambito della sua pratica artistica, gettando nuova luce sulla complessità della sua arte e sulla sua dedizione per superare i propri limiti attraverso lo studio degli Antichi maestri. In mostra anche un ritratto di Cézanne realizzato dal pittore impressionista Camille Pissarro.

 

Pioneers: William Morris and the Bauhaus

William Morris Gallery, Londra

19 ottobre 2019 – 26 gennaio 2020

Gerhard Marcks, Small altarpiece, 1920, Courtesy of Gerhard Marcks Haus, Bremen © DACS 2019

Quella allestita alla William Morris Gallery di Londra è la prima mostra nel Regno Unito ad esplorare a 360° il rapporto tra le arti inglesi, il movimento “arti e mestieri” (Arts and Crafts), che si pose come obiettivo la riforma delle arti applicate, e il Bauhaus. Allestita in occasione del centenario della fondazione a opera di Walter Gropius della famosa e rivoluzionaria scuola di arte, architettura e design tedesca (1919-2019), la mostra riunisce oltre sessanta oggetti, prestati da nove proprietari inglesi e internazionali, alcuni dei quali mai esposti prima nel Regno Unito. I pionieri hanno usato i principi chiave di Morris – le idee di unità, attività manuale, semplicità e comunità – come una lente per analizzare i primi anni del Bauhaus, dalla sua fondazione come nuova scuola radicale nella città conservatrice di Weimar al suo trasferimento in un campus appositamente costruito a Dessau. Proponendo opere realizzate alla scuola Bauhaus insieme a progetti innovativi di design di Morris, la mostra invita i visitatori a prendere in considerazioni prospettive alternative sul Bauhaus e sull’eredità di Morris. Oltre all’esposizione, è possibile visionare tre opere dell’acclamata fashion designer con base a Londra Mary Katrantzou, insieme a un’installazione di Nicholas Pankhurst. La mostra è stata realizzata grazie a Art Happens, la piattaforma di crowdfunding artistico.

 

Moving to Mars

Design Museum, Londra

18 ottobre 2019 – 23 febbraio 2020

Marte © NASA

La mostra al Design Museum di Londra invito il pubblico a viaggiare verso il pianeta Marte senza muoversi da Londra, in un’avventura multisensoriale adatta a spettatori di tutte le età. Portare l’uomo sul pianeta rosso è diventata una delle grandi sfide del nostro tempo. Marte, infatti, ha il potenziale per la realizzazione di uno stanziamento umano e promette la vita dopo la Terra, e questo lo rende la nuova frontiera, non solo per la scienza ma per il design. Dalle astronavi da utilizzare per un viaggio lungo otto mesi ai sistemi abitativi dove vivranno le persone, il cibo, gli strumenti e persino il make-up di una nuova società, ogni dettaglio in questo sforzo collettivo deve essere ideato e realizzato. La mostra londinese propone e analizza tre fasi della vita su Marte: arrivo, sopravvivenza e sviluppo. Ricorrendo a fantascienza e design immaginari, la mostra propone un’esperienza immersiva che darà ai visitatori la sensazione di trovarsi davvero sulla superficie di Marte. Insieme a esempi di attrezzature e strumenti reali, progetti di designer contemporanei rispondono alle sfide conosciute e agli scenari potenziali proposti dall’insediamento umano su Marte.

 

Hello, Robot

V&A Dundee, Dundee

2 novembre 2019 – 9 febbraio 2020

Joris Laarman per MX3D, Bridge Project, 2015 (3D-printed pedestrian bridge) © Joris Laarman Lab

La mostra al Victoria & Albert di Dundee, in Scozia, si concentra sul modo con cui i robot stanno cambiando e potrebbero cambiare in futuro le nostre vite, dalla moda all’architettura, e su come, a sua volta, il design stia cambiando e influenzando la robotica. Vi piacerebbe che un robot si occupasse di voi? Come vi fa sentire il pensiero che gli oggetti possano avere dei sentimenti e provare emozioni? I robot stanno contribuendo all’evoluzione dell’uomo? Sono solo alcune delle domande che la mostra allestita a Dundee, che analizza l’impatto dei robot sulla vita di tutti i giorni e le nostre speranze e paure relative al futuro e alla realizzazione di quello che la fantascienza immaginava da decenni, pone al pubblico. Oltre duecento oggetti illustrano il fascino di lunga data che gli androidi esercitano sull’uomo, il modo con cui questi siano già presenti nella nostra vita e l’assottigliamento dei confini che separano uomo e macchina. La mostra si concentra in particolare sul ruolo cruciale del design nello sviluppo della tecnologia, offrendo soluzioni pratiche e analizzando al contempo questioni etiche e politiche. “The Drone Aviary” di Superflux è un progetto che prefigura un mondo distopico dove i droni controllano tutte le comunicazioni e le forze dell’ordine, e “la Rete” ha raggiunto anche l’autonomia fisica; “Manifesto” di Robotlab mette alla prova i limiti del tipo di lavoro che i robot possono svolgere; “End of Life Care Machine” di Dan Chen è un robot progettato per confortare i moribondi. In una speciale commissione per il V&A Dundee, gli studenti della Scuola politecnica federale di Zurigo hanno risposto ai temi della mostra con un progetto di architettura robotica, esplorando le possibili forme di collaborazione tra uomini e macchine.

 

Designed in Cuba: Cold War Graphics

House of Illustration, Londra

27 settembre 2019 – 19 gennaio 2020

Alfredo Rostgaard, 1969, OSPAAAL, The Mike Stanfield Collection

Quella allestita alla House of Illustration di Londra è la prima grande mostra dedicata al design e alla grafica dell’età dell’oro cubana, un’occasione senza precedenti di scoprire i progetti di propaganda originali realizzati a Cuba. Gran parte dell’iconico design grafico di Cuba è immediatamente riconoscibile in tutto il mondo. Ma accanto all’immagine familiare di Che Guevara, gli artisti dell’isola hanno prodotto anche disegni e illustrazione senza compromessi per trasmettere il messaggio rivoluzionario di Cuba nel mondo. Questi lavori sono stati visti raramente, dal pubblico, almeno fino a oggi. La mostra “Designed in Cuba: Cold War Graphics” riunisce opere distribuite nel mondo dall’OSPAAAL, l’Organizzazione di Solidarietà dei Popoli dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, creata da Fidel Castro per promuovere la cooperazione tra Paesi socialisti e movimenti di liberazione. Dal 1966 al 2019 i designer dell’associazione all’Havana hanno creato centinaia di poster e riviste per esprimere solidarietà al partito delle Pantere Nere (Black Panther Party) negli Stati Uniti, condannare l’apartheid in Sud Africa e la guerra in Vietnam, celebrare le icone rivoluzionarie dell’America Latina. Alcuni dei messaggi trasmessi dai progetti, come la critica alle basi americane nella baia di Guantanamo e il sostegno a una possibile riunificazione della Corea del Sud e della Corea del Nord restano pertinenti e attuali ancora oggi. Alfredo Rostgaard, Helena Serrano, Rafael Enríquez, Jane Norling e altri artisti hanno realizzato poster provocatori e curato il design per il magazine illustrato “Tricontinental”, che ha pubblicato articoli di personaggi radicali come Che Guevara e Malcolm X, ma anche Jean-Paul Sartre e Jane Fonda. In mostra alla House of Illustration di Londra oltre 185 opere (115 poster e 70 magazine) realizzati da trentatré designer, per la maggior parte donne. Sono stati tutti realizzati tra il 1965 e il 1992, riproponendo la familiare storia della Guerra fredda attraverso una prospettiva nuova.

 

Fairies in Illustration

Heath Robinson Museum, Londra

30 novembre 2019 – 23 febbraio 2020

Richard Doyle, A Rehearsal in Fairyland © The Heath Robinson Museum

La mostra allestita all’Heath Robinson Museum di Londra si propone di far scoprire al pubblico i modi differenti con cui le fate e gli elfi sono stati raffigurati nel corso del tempo. L’opera più famosa appartenente alla collezione del museo è un dipinto dal titolo “The Fairy’s Birthday” e l’esempio più alto delle illustrazioni di Heath Robinson sono i disegni che realizzò nel 1914 per un’edizione illustrata di “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare. Queste opere sono il cuore della mostra, che analizza come le raffigurazioni e i tratti di fate ed elfi siano cambiati dall’epoca vittoriana fino al recente passato. Insieme ai lavori di Heath Robinson ci sono opere del più famoso artista vittoriano “di fate”, Richard Doyle, e di suo fratello Charles Altamont Doyle, illustrazioni di Charles Robinson e Arthur Rackham per il periodo di passaggio tra Ottocento e Novecento, e altre di Florence Mary Anderson, Helen Jacobs e Margaret Tarrant per quello tra le due guerre. In mostra anche otto degli acquarelli originali realizzati da Cicely Mary Barker per i Flower Fairy books, uno dei rodovetri originali del film Disney “Peter Pan” e due acquarelli di Brian Froud.

 

May Morris: Art & Life

Dovecot Studios, Edimburgo

28 novembre 2019 – 14 marzo 2020

May Morris for Morris & Co, Honeysuckle wallpaper © William Morris Gallery, London Borough of Waltham Forest

La mostra ai Dovecot Studios di Edimburgo racconta la vita e la poetica di Mary “May” Morris (1862-1938), particolarmente nota per la sua attività di ricamatrice e per il ruolo all’interno del movimento Arts and Craft britannico, di cui il padre, William Morris, era uno dei principali promotori. Riunendo oltre ottanta lavori tessili originali e disegni provenienti da collezioni di tutto il Regno Unito, l’esposizione analizza lo straordinario corpo di opere della Morris e il motivo per cui merita di essere ricordata e celebrata, al di là del cognome che porta. Per oltre un secolo, il contributo di May alle arti decorative, in modo particolare al ricamo, è rimasto nascosto dietro alla carriera dell’illustre genitore. Rivelando l’ampiezza delle attività creative della donna, la mostra a Edimburgo presenta carta da parati e ricami insieme a gioielli, abiti e progetti per libri, e anche schizzi e acquarelli, che May Morris ha dipinto per tutta la vita. All’età di appena ventitré anni, May assunse la direzione del dipartimento di ricamo della Morris & Co. e a lei si deve la creazione di alcuni dei più iconici tessuti e carte da parati realizzati dalla compagnia. Concentrandosi soprattutto sul ruolo chiave svolto dalla donna nello sviluppo del ricamo – elevato da lavoro domestico a vera e propria forma artistica -, la mostra evidenzia anche la portata della sua influenza, nel Regno Unito e all’estero, soprattutto negli Stati Uniti. Cercando un’alternativa alla Art Workers Guild, che non accettò membri di sesso femminile fino al 1964, May Morris fondò anche, nel 1907, la Women’s Guild of Art, un luogo di dialogo e di scambio dove, usando le sue stesse parole, “conoscere donne per cui l’arte non è un gioco”. La mostra “May Morris: Art & Life” è stata creata in origine nel 2017 per la William Morris Gallery di Londra, attraverso la piattaforma di crowdfunding Art Happens.

 

Refugee and Renewal: Migration and British Art

Royal West of England Academy, Bristol

14 dicembre – 1 marzo 2020

Josef Herman RA, My Family and I. 1941 © Eredi di Josef Herman. Tutti i diritti riservati, DACS 2019

La grande mostra itinerante che fa tappa alla Royal West of England Academy di Bristol, è un racconto senza tempo dell’impatto che gli artisti rifugiati hanno avuto sull’arte in Gran Bretagna, analizzando la storia degli ultimi 150 anni. La migrazione di individui e gruppi di creativi è stata da sempre fonte di innovazione e ibridazione culturale. L’esposizione a Bristol analizza l’influenza cruciale degli artisti emigrati dall’est e dal centro Europa durante gli anni ‘30 e ‘40 del Novecento, partendo dal modo con cui erano percepiti dai loro colleghi in Gran Bretagna e dalla misura in cui la loro influenza ha ispirato artisti come Joan Eardley, Josef Herman, Ben Nicholson e Kurt Schwitters. C’è spazio anche per le storie di esilio temporaneo dei rifugiati della guerra franco-prussiana, della Prima guerra mondiale e di quelli di oggi. Impossibile non considerare come l’accoglienza di rifugiati dall’Iran, dall’Iraq e dall’Afghanistan e il loro contributo alla vita britannica rimangano oggi questioni di grande rilevanza. Molti degli artisti protagonisti della mostra hanno alle spalle storie straordinarie e toccanti, essendo fuggiti davanti a persecuzioni, torture, oppressione intellettuale e guerra. Eppure l’accoglienza degli artisti stranieri nel Regno Unito non è sempre stata positiva, ci sono stati ostilità, problemi finanziari, tragedie personali e persino internamento. Ma nonostante tutto questi artisti – Martin Bloch, Naum Gabo, Humberto Gatica, Mona Hatoum, Barbara Hepworth, Samira Kitman, Heinz Koppel, Josef Koudelka, Hanaa Malallah, Claude Monet, Camille Pissarro, Lotte Reiniger, Zory Shahrokhi, Walid Siti – hanno influenzato notevolmente i contemporanei britannici.

 

Unreformed: Wallpaper and Design Diversity

The Whitworth, Manchester

16 agosto 2019 – 1 luglio 2020

Anonimo, poster litografico che ritrae commesso e cliente in uno showroom di carta da parati. J. Morgan and Co. Cleveland, Ohio, USA

La mostra alla The Withworth di Manchester esamina come quello del design di carta da parati sia diventato un settore esplosivo e variegato nel corso del XIX secolo, con il movimento di riforma del design che ha cercato di controllare questa esplosione. Durante gli anni ‘50 dell’Ottocento il design della carta da parati iniziò a diversificarsi. I produttori inglesi si specializzarono nella creazione in tempi brevi di pezzi accessibili, e al contempo aumentò la disponibilità di cose dall’estero. Il risultato fu un’eccezionale ampliamento delle possibilità di scelta. Il movimento di riforma del design (Design Reform) si pose come obiettivo quello di controllare la qualità del design inglese. La preoccupazione circa la più alta qualità dei prodotti stranieri rispetto a quelli britannici era talmente alta che il dibattito arrivò persino in Parlamento. La mostra a Manchester si occupa di raccontare quanto diventarono potenti le voci di coloro che invocavano una riforma del design. Questi (in larga parte uomini) designer, scrittori e parlamentari ebbero una grande influenza sul modo con cui i musei e le scuole d’arte si approcciarono all’insegnamento del buon design. Ma in ultima analisi, l’esposizione è anche una celebrazione del loro fallimento nel controllare la diversità del design. Gli esempi di carta da parati vittoriani presenti nella collezione della Whitworth rappresentano l’intera gamma di buon e cattivo gusto dell’epoca. Questi sono esposti insieme a uno scorcio della grande varietà di motivi e modelli prodotti oggi dalla manifattura inglese.

 

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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