mercoledì , 28 Settembre 2022
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Nel nome di Anita. Storie di donne eccezionali al Museo del Risorgimento di Torino

Ha inaugurato lo scorso 18 novembre al Museo del Risorgimento la mostra Anita e le altre. Storie di donne del Risorgimento.  

 

Gaetano Gallino, Ritratto di Anita Garibaldi, olio su carta del 1845 (Museo del Risorgimento, Milano)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel bicentenario della nascita di Anita Garibaldi la mostra propone una galleria di storie e volti al femminile che raccontano la ricchezza del variegato universo che ha animato il periodo del Risorgimento. Donne che seppero occupare spazi pubblici fuori dall’ambito esclusivamente privato, alimentando una consapevolezza nuova e una coscienza politica. Personalità forti che diedero vita, accanto alle virtù tradizionali di madri e di spose, a nuove forme di partecipazione sociale e culturale che hanno segnato l’evoluzione del nostro paese: dalla nascita dei salotti politici all’arte, dal sostegno alle lotte e alle guerre di indipendenza all’assistenza, dal giornalismo all’istruzione.

In tutto questo fermento si staglia, unica, ammantata ormai di una meritata leggenda, la figura di Anita: infermiera, combattente, prigioniera, amazzone, ribelle, moglie, madre virtuosa e martire. Il Museo del Risorgimento, in occasione del bicentenario della nascita, ha colto l’occasione per riscoprire la figura straordinaria di Anita a partire dall’unicità della sua vita che, pur filtrata dall’invenzione romantica, è entrata nella mitografia garibaldina. La sua figura si staglia in una galleria di donne dai tratti ora epici e romantici, ora drammatici. La durezza dell’esilio e del carcere, le continue fughe, la guerra e le guerriglie rivivono accanto alla narrazione di grandi amori, di cerimonie, di rituali mondani e salotti cosmopoliti. Ne emerge un racconto a più voci che testimonia la vitalità della presenza femminile nell’Italia risorgimentale, una ricchezza sfuggente a cliché di ieri e di oggi, certo contributo essenziale a una nuova consapevolezza della donna, nonché alla costruzione dell’identità nazionale. Si tratta di un tema di grande interesse che, occasioni celebrative, mostre, convegni e un’ampia letteratura hanno permesso di conoscere e indagare con approccio rinnovato negli ultimi anni.

 

Gioacchino Toma, Luisa Sanfelice in carcere (1874) Napoli, Museo di Capodimonte.

 

Come ci racconta il Direttore Ferruccio Martinotti, ne è nato il desiderio di ampliare la prospettiva, volgendo lo sguardo a più figure femminili che hanno contribuito, con modi di essere e sentire diversi, a una nuova definizione del ruolo delle donne nel corso del Risorgimento. Ne emerge una narrazione corale ricchissima, in un arco cronologico che muove dal triennio rivoluzionario e percorre tutto l’Ottocento. Ciò è avvenuto attraverso il concorso di figure femminili talora distanti tra loro, divise da barriere di ceto, educazione, linguaggio; altre volte in una sinergia di intenti e ruoli. Ben diciannove le protagoniste: oltre ad Anita, spiccano le figure della brigantessa e della nobile, dell’intellettuale e della contadina: Luisa Sanfelice, Giulia Colbert Falletti di Barolo, Costanza Alfieri D’Azeglio, Cristina Trivulzio di Belgioioso, Olimpia Rossi Savio, Virginia Oldoini Verasis Contessa di Castiglione, Giuseppa Calcagno e la regina Margherita di Savoia. Una coralità di volti e storie che narrano a loro volta una multiformità di luoghi e ambiti: dai balli di corte alla cospirazione clandestina, dalla vita familiare alla solitudine dell’esilio, dal carcere all’impegno intellettuale.

 

 

BRIGANTESSA “Genitori ignoti, d’anni 36 contadina […] ho due figli non so leggere né scrivere sono stata altra volta processata e condannata a dieci anni di reclusione per brigantaggio, la qual pena ho espiata per metà essendo stata pel dippiù indultata” (da M. Restivo, Ritratti di Brigantesse, p. 53)

 

Nel Corridoio della Camera Italiana sono esposti dipinti, stampe, fotografie dalle collezioni del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, del Museo Glauco Lombardi di Parma, dell’Opera Barolo di Torino, del Castello di Masino e del Museo del Risorgimento di Milano. Proprio dal  Museo del Risorgimento di Milano arrivano due opere di grande pregio, mai esposte finora a Torino: Anita morente di Pietro Bouvier che rappresenta l’ultimo istante di vita dell’eroina, abbandonata nelle braccia di Giuseppe Garibaldi, e il ritratto realizzato in Uruguay da Gaetano Gallino, l’unico ripreso dal vivo e che dunque ci svela il suo vero volto. Lo  Lo accompagna il video Il vero volto di Anita, a cura della professoressa Silvia Cavicchioli, docente dell’Università degli Studi di Torino, che racconta la straordinaria storia dell’unico ritratto dal vero di Anita Garibaldi.

 

Pietro Bouvier, Anita morente, Museo del Risorgimento di Milano

 

PER INFO

Anita e le altre. Storie di donne del Risorgimento.

Museo del Risorgimento – Palazzo Carignano Torino

 

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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