martedì , 16 Luglio 2024
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La creatività di GianCarlo Montebello in mostra a Milano

Sarà visibile sino al 10 novembre da BABS Art Gallery la mostra dedicata alla figura di GianCarlo Montebello (Milano, 1941-2020), editore e maestro nell’ambito dell’ornamento prezioso.

GianCarlo Montebello, Bracciale Superleggero, ph. credit Babs Art Gallery, Milano

La mostra GianCarlo Montello. Body Ornaments, una mappa per il corpo, a cura di Paola Stroppiana, è il secondo appuntamento di una prima ricognizione della poliedrica attività di Montebello: in aprile, sempre da Babs Art Gallery, diretta da Barbara Lo Bianco, si è ripercorsa la straordinaria stagione della GEM. Tra il 1967 e il 1978 GianCarlo e la moglie Teresa Pomodoro collaborarono con oltre 50 artisti di fama internazionale editando circa 200 gioielli in multipli in edizione limitata. Un’avventura unica, un successo mondiale: la collezione, accompagnata dalle meravigliose foto di Ugo Mulas per il catalogo, venne ospitata in musei e istituzioni culturali. L’attività si concluse drammaticamente nel 1978 a causa del furto dell’intera collezione. Montebello, con una profonda riflessione personale sull’avvenimento, decise di lasciare il ruolo di editore per progettare e realizzare gioielli come autore, inaugurando una nuova attività, a cui solo successivamente diede il nome B.O., iniziali di Body Ornaments.

GianCarlo Montebello, Collana Superleggera, ph. credit Babs Art Gallery, Milano

Dagli anni ’80 e fino alla sua scomparsa, finalmente editore di sé stesso, Montebello ha strettamente collaborato con artigiani orafi da lui selezionati e intellettualmente formati, dando vita a numerose collezioni a firma B.O. e contribuendo in modo significativo al dibattito teorico sul gioiello. Alla metà degli anni ’80 partecipa inoltre alla costituzione del Dipartimento di Oreficeria all’Istituto Europeo del Design di Milano, dove insegna Disegno e Tecnica delle Costruzioni. Nei decenni successivi è invitato a numerose mostre a livello internazionale, sia con il lavoro della GEM che di B.O. Contestualmente, oltre alle numerose committenze private, nascono collaborazioni con aziende italiane e straniere, anche per progetti non strettamente legati all’oreficeria.

In questa seconda mostra si analizza il percorso della B.O. e la visione creativa di Montebello attraverso alcuni dei suoi progetti più emblematici, che seguono i concetti di ornamento e di corpo. Come egli stesso dichiara nel 2008 “[…] Potrei dire di avere disegnato una “mappa per il corpo”: più che realizzare collezioni d’oreficeria, ho cercato di disegnare la geografia del corpo; il risultato del mio lavoro è simile al baule del teatrante, capace di contenere il necessario per la parte di chi l’indosserà.”

GianCarlo Montebello e Benedetta Barzini, 1978 © Archivi Gastel

Un lavoro che ha il suo inzio idelae nel Punto Colore, primo progetto già del 1979, un piccolissimo, mobile punto oro smaltato sui due lati: letteralmente, un punto a capo di una nuova vita; del Punto Colore in mostra si ammira una bellissima fotografia di Benedetta Barzini e Montebello ritratti da Giovanni Gastel alla fine degli anni ’70. Seguono le Stringhe dai puntali in oro, il portachiavi Link a catena in argento, il macro bottone come orecchino: Montebello celebra il quotidiano nella sua semplicità, valorizzando la funzione come elemento estetico, recuperando e sublimando il concetto di ready made.

GianCarlo Montebello, Bracciale Fiches alto, ph. credit Babs Art Gallery, Milano

Con le serie Fiches, Ornamenti per Bradamante (che introduce il tema della fascinazione per un Medioevo fiabesco, letterario, persino futuribile) Softness, Superleggeri (un omaggio per leggerezza e portabilità alla sedia Superleggera di Giò Ponti) si indaga la materia preziosa e non preziosa, le modalità e le variabilità di composizione di forme elementari da aggregare in molteplici soluzioni, potenzialmente all’infinito, e, non ultimo, lo studio delle tecniche della gioielleria classica unite a quelle di ultima generazione: dal taglio della gemma lapidata alle diverse tipologie di taglio della lamina in acciaio inox, da quello chimico a quello al laser, al taglio meccanico a controllo numerico. Del 1980 è l’anello Morgana (a cui seguiranno ornamenti della stessa serie, Ginevra e Lancillotto): Montebello utilizza la geometria del taglio della gemma lapidata, un rimando visivo alla gioielleria di antiche suggestioni, in realtà una geniale sostituzione della pietra preziosa; la pietra è realtà metallo sfaccettato e lucidato per fargli assumere l’aspetto di una gemma densa e corposa. Un riferimento colto ai cosiddetti gioielli di Berlino, in uso in Prussia all’inizio del XIX secolo per supplire alla carenza dell’oro, utilizzato per proseguire le guerre di liberazione contro la Francia.

I suoi progetti parlano un linguaggio di grande eleganza formale, che permea tutte le fasi, creative e produttive, e che le bellissime foto di Paola Mattioli in mostra riescono a restituirci in still life di grande suggestione visiva.

Fotografia di Pietro Carrieri, Bracciale Fiches

Con B.O. GianCarlo Montebello propone una nuova idea di estetica, antichissima e contemporanea, che è strettamente legata al corpo, ma sfugge ai limiti della mera decorazione: l’ornamento è eterna trasformazione del sé. Così come la vita.

PER INFO

BABS Art Gallery

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